Forlì, la famiglia mette d'accordo i politici: "Più attenzione anche ai giovani"

Forlì, la famiglia mette d'accordo i politici: "Più attenzione anche ai giovani"

Forlì, la famiglia mette d'accordo i politici: "Più attenzione anche ai giovani"

FORLI' - Molti i giovani che giovedì pomeriggio, nella sala "Buon Pastore" di Forlì, hanno preso parte ad "Un aperitivo con...", l'atteso incontro promosso dall'Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro con alcuni candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Hanno accettato di buon grado l'indagine conoscitiva dell'intervistatore Paolo Bergonzoni i candidati Luca Bartolini (PDL), Andrea Pasini (UDC) e Damiano Zoffoli (PD). Tutti concordi: "più attenzione a giovani e famiglie"

 

"Come Ac - introduce la presidente diocesana Gabriella Pivi - nello spirito di servizio al quale non vogliamo mai venir meno, siamo chiamati in occasioni di consultazioni elettorali come questa a capire ed aiutarci a capire, a stimolare chi si impegna nella politica verso una visione più alta, verso la condivisione e l'applicazione degli autentici valori".

 

L'Azione Cattolica ha voluto l'incontro, mossa dall'esigenza di un confronto su valori definiti dai vescovi emiliano-romagnoli come "non negoziabili": la sacralità della vita dal concepimento fino alla morte naturale, i diritti fondamentali della persona, quali la libertà religiosa, la libertà della cultura e dell'educazione, la sacralità della famiglia naturale fondata sul matrimonio, cioè sulla legittima unione fra un uomo e una donna responsabilmente aperta alla paternità e alla maternità. In prima battuta, agli aspiranti consiglieri regionali, tutti apertamente cattolici, è chiesto di indicare le principali azioni svolte dai rispettivi partiti nella legislatura che si sta concludendo.

 

"Basta leggere gli atti delle sedute consiliari cui ho partecipato - risponde Bartolini - per verificare le tante battaglie, sinora vane, che ho sostenuto in difesa della vita e della persona: no alla parità di accesso ai servizi per qualsivoglia tipo di famiglia, no alla sperimentazione della pillola abortiva Ru 486, sì alla reale attuazione del supporto psicologico nei consultori nei confronti delle donne intenzionate ad interrompere la gravidanza".

 

Pasini, riaffermato lo spirito di servizio su cui intende fondare l'impegno politico in caso di elezione all'assemblea elettiva regionale, enuncia le lotte condotte dal proprio consigliere di riferimento Silvia Noè in favore della famiglia: detassazione dell'Irap per i nuclei numerosi, maggiori fondi alla maternità, introduzione del principio "più figli meno tasse", corsia preferenziale nell'assegnazione delle case popolari in base al criterio dell'anzianità. Zoffoli, che si sente veramente a casa propria per via delle comuni radici di Ac, ribadisce che al centro della sua azione politica ha sempre posto la persona: "In una società disgregata e impaurita come la nostra è assolutamente necessario comunicare e costruire speranza". L'ex sindaco di Cesenatico conferma, in caso di rielezione, il suo impegno preferenziale per i giovani, anche con proposte di legge: "L'importante è elevarli a risorsa della regione e della società in generale". Nella seconda tornata di domande, ai candidati viene richiesto con quale forza e con quali mezzi cercheranno di affermare "i valori cristiani che sicuramente sentono propri, nel contesto in cui si troveranno a votare nel caso in cui fossero eletti o rieletti". Possibilmente indicando anche delle priorità. Riprende la parola Damiano Zoffoli, per ribadire il suo impegno presente e venturo per la comunità, "fatta di persone e non di individui".

 

Nel contesto odierno si fa a gara a mettere maggiormente i cattolici all'angolo: "E' paradossale che si cerchi di emarginare proprio quelle donne e quegli uomini che si dichiarano e si sentono portatori di valori universali". L'esponente cesenate arringa i giovani presenti, chiedendo a viva voce di non rinchiudersi in sacrestia: "Non dobbiamo diventare marginali ed emarginati". Poi va nello specifico: "In Emilia-Romagna si è già fatto tanto per gli anziani e le fasce deboli, con una politica di welfare che assorbe, e giustamente, circa l'80% del budget complessivo. Scusate se mi ripeto - conclude Zoffoli - ma credo che adesso sia giunto il momento di sterzare con decisione verso i giovani, il nostro futuro". Andrea Pasini ripropone la famiglia al centro dell'azione politica dell'Udc in Regione: "Occorre fare un passo avanti per ripartire dal servizio alla comunità".

 

Via i politici dalla sanità, e più attenzione ai reali bisogni della gente. Un no deciso anche al bipolarismo: "Occorre ricucire l'Italia dai valori non negoziabili". Luca Bartolini rimette il dito nella piaga dei "cattolici che sono minoranza anche nella maggioranza di potere che governa l'Emilia-Romagna: colpa del Pd targato Bersani, che ha riportato indietro le lancette della politica". La nostra regione che tanto decanta il suo sistema di welfare, è invece lacunosa proprio sul fronte della sensibilità verso i disabili. "E' mai possibile - conclude il consigliere uscente del Pdl - che la Giunta Errani non abbia ancora recepito una legge nazionale del 2004, che prevede una più equa ripartizione delle spese sanitarie dei disabili, e che in questa regione siano utilizzati 341 diversi regolamenti comunali in materia?". Uno dei casi più eclatanti di ingiustizia sociale viene proprio da Forlì: "Il vostro Comune fa pagare ai disabili delle quote di compartecipazione alle spese sanitarie, bypassando una normativa statale ed una regionale che prevedono che nel computo dei redditi non debba essere considerato alcun tipo di prestazione previdenziale, come invalidità civile e indennità di accompagnamento". Il gran finale vede i tre candidati concordi nell'annunciare un'azione trasversale "bipartisan", che sappia veramente incidere sulle politiche familiari e giovanili.

 

Piero Ghetti.

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di futurino
    futurino

    Bellissimo esempio della AC, dimostra una grande sensibilità e preparazione nell'affrontare il dibattito politico in corso...

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Non ero presente a quell'incontro, giustamente poco pubblicizzato dagli organi di stampa proprio perché pensato per gli aderenti di Azione cattolica, ma credo che un''associazione ecclesiale (e non un ente pubblico) possa chiamare chi gli pare, laici o cattolici che siano. A giudicare dal resoconto, l'incontro mi pare comunque sia stato equilibrato e condiviso da relatori e da partecipanti nella forma e nella sostanza. Bene ha fatto lAc a non chiamare Alessandrini e Nervegna, che si ricordano dei valori "non negoziabili" cari ai cattolici solo quando gli fa comodo.... cioè ora, sotto elezioni

  • Avatar anonimo di Oriano
    Oriano

    L'iniziativa dell'AC forlivese è viziata nella forma e nella sostanza perchè si è ben guardata dall'invitare i candidati laici. In sostanza l'incontro è solo una passerella per tre candidati cattolici; ovviamente Luca c'è sempre; forse come ricompensa perchè ha commemorato la Pasqua facendo distribuire ovetti con tanto di propaganda. il suo maestro in strategie elettorali deve essere il compianto Achille Lauro, ma anche la Lega con i suoi gadget (lecca lecca, palloncino in formato preservativo ecc.) non scherza.

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