Forlì, la Fiab: "La comunicazione del pedone nel traffico"

Forlì, la Fiab: "La comunicazione del pedone nel traffico"

Il pedone in Italia vive nel traffico in modo diverso dai pedoni nel resto d'Europa, convive in una società del traffico a lui ostile, in cui le fondamenta dell'educazione stradale si presentano fragili e compromettono ogni altro intervento educativo che rischia di trasformarsi in un debole palliativo, in un rimedio momentaneo, in un tampone provvisorio. Sebbene la panacea per tutti mali rimanga una fantasiosa illusione per alcuni, la cultura del diritto di precedenza del pedone sulle strisce pedonali rimane un punto fermo decisivo e fondamentale per poter innescare un meccanismo virtuoso di rispetto generico su cui costruire i parametri comportamentali giusti per l'osservanza del Codice della strada.


Sebbene le cause del mancato rispetto di precedenza al pedone siano addebitabili a più fonti, resta certo che il fattore comunicativo è in grado di migliorare in modo significativo i rapporti tra gli utenti della strada. Sono in molti a pensare che tale abitudine del mancato rispetto di precedenza sia dovuto al comportamento vizioso dell'automobilista e all'assenza di controllo da parte delle Forze dell'Ordine. In realtà, queste potrebbero essere delle mezze verità!


Abbiamo forse mai pensato che potrebbe dipendere dall'incapacità del pedone di comunicare e che il pedone potrebbe essere chiamato in causa contro se stesso? Abbiamo forse mai pensato che i comportamenti degli automobilisti possono essere positivamente condizionati da una migliore organizzazione della viabilità?


I migliori tecnici del traffico non sono i semplici ingegneri o architetti che applicano alla lettera le normative del Codice della Strada, anzi, vista la precaria qualità della manualistica tecnica inserita nel C.d.S., si può perfino avanzare l'ipotesi che sia l'esatto contrario. I più bravi tecnici del traffico saranno quegli ingegneri e architetti in possesso di una forte sensibilità educativa e di una buona conoscenza della psicologia nel traffico.


Il pedone è potenzialmente un buon moderatore del traffico urbano, basterebbe averne la consapevolezza teorica e l'acquisizione pratica delle strategie comunicative in fase di attraversamento della strada. Il "bel traffico" o Mobilità Sostenibile è dato dalla partecipazione e coesistenza pacifica di tutti i partecipanti al traffico in cui esiste una moderazione del traffico veicolare e un maggiore equilibrio tra mobilità pedonale, ciclistica, veicolare e uso dei mezzi pubblici. Il concetto di "brutto traffico" invece, rimane associato alla realtà che viviamo quotidianamente caratterizzata da stress, disagio, rischio, inquinamento acustico e ambientale.


Gli incidenti stradali spesso non accadono per una  semplice infrazione, ma sono la conseguenza estrema di una serie di comportamenti sbagliati, ma potenzialmente il rischio rimane elevato in presenza di un'inadeguata comunicazione tra i partecipanti alla società del traffico. 

Il pedone ha a volte un comportamento di riverenza verso gli automobilisti come se non intendesse intralciarne la marcia , questi  esempi riportati sono purtroppo da parte di tanti pedoni cose da evitare  :

-Il pedone posiziona in postura statica e troppo spesso non cerca il contatto visivo

- Il pedone fa a volte un passo indietro quando entra in contatto visivo con l'automobilista

- Il pedone attraversa con le mani in tasca

- Il pedone attraversa di corsa, a volte , troppo lentamente

- Il pedone spesso non guarda in direzione del 1° veicolo in arrivo

- Il pedone spesso non riesce a cogliere i segnali dell'automobilista intento a dare la precedenza

- Il pedone manda il segnale di intenzione ad attraversare solo quando il veicolo è del tutto fermo

- Il pedone si ferma talvolta, sulla linea di mezzeria.

L'educazione civica di sopravivenza al traffico urbano con gli accorgimenti da prendere sono il contrari su riportato.


Il pedone può comunicare meglio con il traffico veicolare ogni qualvolta si presenta l'inevitabile condivisione degli spazi comuni. Le strategie usate sono adoperate attraverso il "body language", il pedone può trasmettere i propri messaggi con tutto il corpo, che se attuati in modo appropriato viene spesso garantito un chiaro feedback, che deve a sua volta essere recepito e letto adeguatamente.

Queste sono solo alcune osservazioni e vuole essere un piccolo conrtibuto come associazione amici della bicicletta di Forlì al dibattito in corso, e alle istanze che vengono quotidianamente sollecitate dal cittadino che sovente si trova in situazioni altamente a rischio purtroppo dovuti alla mala interpretazione e all'insicurezza costante  causate da una viabilità poco chiara e a volte carente.

 

Fiab Forlì

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