Forlì, la Provincia rifiuta l'accordo su Sapro: "Chiesta una rinuncia contro la legge"

Forlì, la Provincia rifiuta l'accordo su Sapro: "Chiesta una rinuncia contro la legge"

Forlì, la Provincia rifiuta l'accordo su Sapro: "Chiesta una rinuncia contro la legge"

FORLI' - La Provincia non poteva cancellare il debito di Sapro, mentre sono le banche che non stanno facendo la loro parte: è l'affondo del presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi sul piano di ristrutturazione del debito di Sapro, tirato per la giacchetta delle polemiche dopo il rifiuto a sottoscrivere il piano elaborato dalla liquidatrice Lea Mazzotti. Un piano accusato di essere squilibrato, chiedendo grandi sacrifici agli enti soci e poco o niente agli istituti di credito.

 

Spiega Bulbi: "Il rigetto della proposta pervenuta all'ultimo (alle 18.58 di giovedì 25 novembre) dalle banche creditrici, che prevede la rinuncia di un credito di 300 mila euro, infatti, non tiene conto che i soci di Sapro sono soggetti di diritto pubblico, amministrazioni locali territoriali, che hanno un funzionamento disciplinato dalla legge. Gli organi di indirizzo politico-amministrativo sono collegiali, la Giunta e il Consiglio. Le decisioni non possono essere assunte con le stesse modalità delle società private, nel giro di poche ore e senza valutazioni di tipo tecnico. Appare ovvio che l'esame e l'approvazione di un documento importante come la bozza di Accordo di ristrutturazione non poteva essere condotto in tempi così ristretti e privi di adeguata e costante informazione".

 

"Per altro, tale modifica operata all'ultimo della bozza di accordo per il risanamento non è affatto una modifica "non sostanziale", come è stata definita dai proponenti. Anzi, di più: l'azzeramento tout-court del credito della Provincia di Forlì-Cesena nei confronti di Sapro è un'opzione che non è concessa per legge, in quanto rappresenterebbe una diminuzione non consentita del patrimonio dell'Ente e, quindi, una fattispecie di danno erariale. Alla Provincia di Forlì-Cesena inizialmente si richiedeva, in qualità di socio, di postergare il proprio credito di 300 mila euro rispetto alla data della sua maturazione. Abbiamo soddisfatto la richiesta, postergando tale credito al 31 dicembre 2012, con delibera di Giunta. Voglio ricordare che il credito è stato finalizzato interamente ad anticipare i fondi necessari per la realizzazione della rotonda di San Giorgio di Cesena, su richiesta stessa del Comune di Cesena, che, assieme a noi, riteneva l'opera prioritaria", dice Bulbi.

 

Ed infine: "E' il caso, infine, di riflettere su un equivoco di fondo che ha caratterizzato il rapporto tra soci di Sapro e gli istituti di credito. Ancora oggi le banche, ferme sulla loro linea di posizione, nella dialettica per approdare ad un accordo per la ristrutturazione del debito di Sapro sostengono che i soci pubblici di Sapro "devono metterci i soldi", mentre, nonostante gli sforzi di questi ultimi, le banche stesse non si sono dichiarate disposte a rinunciare nemmeno ad una parte delle somme maturate a titolo di interessi e accessori sui mutui e sui crediti accordati a Sapro nel corso degli anni. Uno sforzo di responsabilità nei confronti del sistema economico e produttivo non può prescindere dalla partecipazione attiva degli istituti di credito, che dovrebbero essere il motore di quel sistema. Per questo mi pare ingeneroso legare l'impegno della Provincia sul risanamento di Sapro, che è stato costante e trainante nei confronti degli altri Enti soci, ad una benché minima volontà di spingere la società verso il fallimento".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    stesso articolo, stesso commento: 300.000 euro?? E gli altri 100.000.000 di euro ???? Quì si parla di bruscolini, e la voragine ???? Spero proprio che SAPRO un bel giorno fallisca, così la magistratura potrà indagare e i nostri "politici" forse dovranno smetterla di raccontarci barzellette. ...... E questa è la sinistra, quella che si adopera per le fascie deboli della società. Complimenti. Per noi cittadini siete doppiamente offensivi. (una per i fatti in sè e per sè, e un'altra per l'ideologia tradita)

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