Forlì, la testimonianza di suor Ombretta: "In Bangladesh una povertà indescrivibile"

Forlì, la testimonianza di suor Ombretta: "In Bangladesh una povertà indescrivibile"

Forlì, la testimonianza di suor Ombretta: "In Bangladesh una povertà indescrivibile"

FORLI' - "Un povertà indescrivibile, superiore persino a quella riscontrabile in molte aree africane". La straordinaria testimonianza della missionaria contemplativa di Padre Charles de Foucault, suor Ombretta Neri, appena rientrata da Khulna, in Bangladesh, ha scosso le coscienze dei tanti forlivesi intervenuti sabato 16 ottobre, nella sala multimediale della parrocchia dei Cappuccinini. La serata è stata promossa dal Centro studi "Gianni Donati" dell'Azienda Usl di Forlì

 

per raccontare la missione umanitaria, effettuata fra fine settembre e inizio ottobre nel Sud-est asiatico, da medici ed infermieri romagnoli, ed in particolare: da Daniela Valpiani dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'Ausl di Forlì, Francesca Donadio dell'Unità di Medicina Interna-Diabetologia dell'Ausl di Forlì, Gilberta Guidi dell'Unità di Ginecologia-Ostetricia dell'Ausl di Forlì e Carmela Attanasio dell'Unità di Ginecologia-Ostetricia dell'Ausl di Cesena. La delegazione, oltre a rifornire i missionari di farmaci e di generi di prima utilità, ha visitato soprattutto donne e bambini, affiancando le missionarie negli slum e nelle baracche di Khulna.

 

Le immagini proiettate sul grande schermo della sala multimediale di via Ridolfi, hanno destato ansia e angoscia: bambini piccolissimi malvestiti e denutriti che giocano in fogne a cielo aperto, promesse spose a uomini mai visti né conosciuti, in procinto di consumare il matrimonio in una camera "a vista" con tetto e pareti di paglia e frasche, fila infinite di madri "bambine" con figli moribondi in attesa di essere visitate dalle "blue sisters", le suore di Charles de Foucault di cui fa parte anche Ombretta. La missionaria forlivese vive e condivide una quotidianità fatta di preghiera e carità operosa. "Ho visto reparti ospedalieri - denuncia in apertura Daniela Valpiani - che gridano vendetta".

 

"In Bangladesh - incalza la Neri - l'assistenza medica è rigorosamente a pagamento, e quand'anche il malato trovasse il denaro per il ricovero, deve portarsi da casa ago, bende, coperte e persino i farmaci, nella totale indifferenza dei dottori che aspettano la fine del turno nella struttura pubblica per andare poi a curare i ricchi nelle loro cliniche private". Anche a Khulna, i malati di cancro sono in vertiginoso aumento, e quando si rivolgono all'ospedale sono già senza speranza. L'unico conforto viene proprio da Ombretta e dalle "blue sister", nel loro percorso quotidiano di visita ai poveri pazienti degli "slum", in preda a dolori irrefrenabili anche se leniti con morfina, tra l'altro introvabile da quelle parti. Le missionarie di padre Foucault, fondate da padre Andrea Gasparino, scomparso proprio in questi giorni a Cuneo, si occupano anche dell'alfabetizzazione dei bambini poveri: "Lo scorso anno - testimonia la missionaria - abbiamo aiutato dieci dei nostri bambini tra i più bravi, iscrivendoli in una scuola esterna e pagando noi tutte le spese".

 

A completare un quadro veramente infernale, le continue aggressioni della natura, con inondazioni catastrofiche oltre a caldo e umidità ai massimi livelli barometrici. Ombretta Neri, che condivide questa miseria dal 2002, ha dispensato continuamente sorrisi e gratitudine per i tanti italiani che sostengono a distanza la sua azione d'amore. "Il Signore - conclude - mi ha chiamato fra quei poveri ed io ho risposto di sì. Ma voi, fratelli forlivesi, non datevi pena per me: cercate di essere dono per gli altri nei luoghi in cui vivete".

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Grandissima persona questa Ombretta, e come lei tutte le persone che fanno scelte di vita così coraggiose. Uomini e donne di questo stampo fanno bene al cuore e inducono speranza per il nostro futuro...

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