Forlì, la testimonianza: "La mia vita per lo Zimbabwe"

Forlì, la testimonianza: "La mia vita per lo Zimbabwe"

Caterina Savini impegnata in una scuola in Zimbabwe

FORLI' - "Un paese allo sbando, in balia della deriva autocratica del padre-padrone Robert Mugabe" La straordinaria testimonianza della volontaria laica Caterina Savini, classe 1937 e dal 1963 missionaria in Zimbabwe, ha scosso le coscienze dei tanti forlivesi accorsi ad ascoltarla giovedì 8 gennaio 2009, nella sede dell'onlus "Comitato per la Lotta contro la Fame nel mondo".

 

"Per la capitale Harare - racconta la volontaria - è facile imbattersi in banconote dai valori facciali stratosferici, gettate per strade perché carta straccia. Solo nel 2008, l'inflazione ha raggiunto il valore incredibile degli otto miliardi per cento". La parabola esistenziale di Caterina Savini, nativa di Rocca San Casciano, è ormai unita a doppio filo alle atroci sofferenze di un popolo ridotto allo stremo, senza più cibo, né acqua, né speranze.

 

E pensare che l'antica Rhodesia meridionale, la più ricca delle ex colonie africane di Sua Maestà Britannica, fino agli anni Novanta è stato il granaio del "Continente Nero", grande esportatore di tabacco, generi orticoli e fiori in tutto il mondo. Poi il tracollo, conseguenza diretta della politica di "apartheid all'incontrario" attuata dall'oggi 85enne Robert Mugabe, traghettatore dell'indipendenza dal Regno Unito ma strenuamente attaccato al potere: nel 2000 ha espropriato dalla sera alla mattina i latifondisti bianchi, che possedevano, sì, il 70 percento delle terre coltivabili, ma davano anche lavoro all'intero paese. I fondi migliori, in un primo tempo promessi ai "neri", sono stati invece assegnati agli amici del dittatore, lasciando il resto nell'incuria e nella rovina.

 

"In questo modo - spiega Caterina - hanno distrutto il sistema produttivo agricolo e con quello il perno economico dell'intero paese". La stessa Savini, infermiera professionale impegnata per oltre vent'anni a Mutemwa nella cura dei lebbrosi, si è vista costretta ad interrompere gran parte dei suoi disegni caritativi. Il fiore all'occhiello della volontaria rocchigiana rimane il reinserimento al lavoro di ben 200 persone guarite dalla terribile malattia, detta anche morbo di Hansen, insegnando loro un mestiere artigianale.

 

"Proprio ora - riprende la missionaria - che lo Zimbabwe è in preda ad un'epidemia di colora senza precedenti, gli ospedali sono chiusi. E nei confinanti Sudafrica, Botswana e Mozambico - qualcuno persino in Australia - è già fuggito un terzo della popolazione" Il quadro "horror" dipinto dalla missionaria è ulteriormente acuito dalle notizie appena apparse sul web, che denunciano un'inaudita recrudescenza dell'Aids nel paese: si legge di 4 mila vittime la settimana. "Attendiamo e preghiamo che esca di scena il dittatore, senza ulteriore spargimento di sangue, lutti e rovine".

 

Caterina Savini, che è donna di fede straordinaria, riesce anche a profferire parole di speranza: "Ho un progetto - continua Caterina - per realizzare corone del rosario, molto richieste in Africa. Inoltre, l'arcivescovo di Harare mi ha appena affidato uno stabile ove aprire una scuola per disabili" Sono tutte creature focomeliche o private delle braccia dalla lebbra, che impareranno a lavorare con i piedi. "Il Signore - conclude la volontaria - prima o poi ci ascolterà, ponendo fine alle sofferenze: quando verrà quel momento, voglio essere in prima linea nella ricostruzione del mio Zimbabwe".

 

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Piero Ghetti

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