Forlì, le associazioni di impresa incontrano le istituzioni

Forlì, le associazioni di impresa incontrano le istituzioni

FORLI' - "Una Sola Voce per l'economia", l'organismo che raccoglie tutte le principali associazioni di imprese di Forlì-Cesena, ha deciso di fare il punto sul lavoro svolto in questi mesi, incontrando gli amministratori pubblici della Provincia a un anno dalla nascita di questa esperienza, unica in Italia.

Al meeting hanno preso parte il presidente della Provincia Massimo Bulbi, i Sindaci di Forlì e Cesena, Roberto Balzani e Paolo Lucchi,  il Sindaco di Bertinoro Nevio Zaccarelli,  il Sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli, il Sindaco di Galeata Elisa Deo, il Sindaco di Meldola Gian Luca Zattini, il Vicesindaco di Santa Sofia Luciano Neri, il Sindaco di Roncofreddo Franco Cedioli, il Sindaco di Gambettola Iader Garavina, il Sindaco di San Mauro Pascoli Miro Gori,  oltre all'assessore cesenate Matteo Marchi.

Di fronte a loro i vertici delle quattordici associazioni che compongono "Una Sola Voce per l'economia": AGCI, CIA, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Forlì e Cesena, Confesercenti Forlì e Cesena, Confcommercio Forlì e Cesena, Confcooperative, Confindustria, CNA e Legacoop. Associazioni che rappresentano l'80% del tessuto imprenditoriale della provincia e che hanno scelto di fare fronte comune alla crisi attraverso una diversa modalità operativa, e un diverso modo di fare concertazione che presuppone l'attivazione di proposte unitarie dal cui risultato dipende la crescita e lo sviluppo dell'intero sistema imprenditoriale e socio economico della nostra Provincia.

Unanime il riconoscimento del fatto che la crisi non è ancora finita. La previsione è che almeno fino al 2014 le difficoltà condizioneranno ulteriormente i volumi delle attività, la loro marginalità, il mantenimento dei livelli occupazionali e l'accesso al credito, portando interi settori alla paralisi. I tagli al pubblico sono lo scenario con cui confrontarsi e sul quale prendere decisioni.

Sarebbe sbagliato e miope, secondo le associazioni, affrontare la situazione con soluzioni meramente congiunturali e parziali e non con una visione strutturale e di rete. L'esperienza di Una Sola Voce nasce dall'idea che questo territorio sia uno, in tutte le sue componenti, economiche, burocratiche e istituzionali, e che da questa constatazione occorra partire per progettarne il futuro.

Le parole d'ordine per tutti sono sussidiarietà e semplificazione.

La prima - come indicato nel documento presentato - comporta cedere pezzi di attività degli enti all'esterno, creando efficienza a costo zero ma con ritorni immediati a favore degli utenti, delle imprese e dei cittadini. La seconda, strettamente legata alla prima, presuppone di passare da un modello meramente autorizzativo a uno che si basi su tempi coerenti a quelli dell'impresa e non avulsi dagli stessi.


La necessità di omologazione delle procedure fra i trenta Comuni della Provincia, specialmente per quanto riguarda gli strumenti urbanistici, è un obiettivo chiaro che le associazioni hanno posto sul tavolo della discussione.

Altri progetti che sono stati ipotizzati sono un bilancio sociale di territorio, la condivisione delle "best practice" tra i vari Comuni e una crescente e decisa azione di esternalizzazione.

Tutte le associazioni hanno riconosciuto l'esistenza di relazioni eccellenti con gli amministratori locali, improntate sulla reciproca collaborazione.

Il piano di lavoro prevede la creazione di un progetto congiunto che si animerà con un gruppo di lavoro misto operativo sin da ora, che darà conto del lavoro svolto con un primo step di verifica da tenere nella prima settimana di ottobre.

La sfida è elaborare e proporre come alternativa al declino una qualità sociale e civile capace di mobilitare e di attirare nei nostri territori intelligenze, professionalità, risorse finanziarie, economiche e industriali di natura privata. Il ragionamento è che più Forlì-Cesena sarà attrattiva per queste ricchezze, più ricchezza si potrà collocare e distribuire.

Una Sola Voce è un percorso in itinere che i promotori vogliono condividere con i soggetti che sono impegnati anch'essi in un progetto di sviluppo del territorio. C'è consapevolezza del fatto che oggi i problemi sono molto più complessi e acuti rispetto al passato e che solo insieme è possibile dare delle risposte. In condizioni mutate di disponibilità economica occorre fare massa critica e garantire il livello di qualità dei servizi raggiunto in questi anni, salvaguardando le persone e il lavoro.

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