Forlì, lo sfogo di un lettore: in città è guerra alle biciclette

Forlì, lo sfogo di un lettore: in città è guerra alle biciclette

Forlì, lo sfogo di un lettore: in città è guerra alle biciclette

Dopo la battaglia contro le auto in centro, vinta a suon di cancellazioni di righe blu e parcheggi a peso d'oro, riparte la guerra al ciclista urbano, che osa spingere il suo veicolo a propulsione muscolare anche per le vie del centro, illudendosi di essere autorizzato a fare 500 metri per coprire una distanza di 500 metri.

 

Invece la solita burocrazia che vive su Marte gli scrive un decalogo nel quale lo "informa" (per ora) che la sua "propulsione muscolare" equivale al motore a 16 valvole, e per andare da piazza Cavour a piazza Saffi deve passare per la circonvallazione, come se fosse un SUV. Tra
lui e un potente fuoristrada non ci sono differenze, secondo il nostro Comune e le brillanti menti colme di buon senso che lo popolano.

 

Mettetevi nei panni di un disgraziato che vive in centro. "Trasloca" ... gli direte! Ma il poveretto
non può, perchè la sua casa è di fronte alla Caritas e nessuno la compra, nemmeno i cinesi. Gli sono spariti quasi tutti i parcheggi e quando trova un posto non in multa ringrazia la Madonna del Fuoco e sposta l'auto solo se deve portare il nonno in ospedale. Va in bici al lavoro e nel tragitto fa la spesa, si ferma in banca e in posta, fa le sue commissioni.

 

Risparmia tempo e soldi, non inquina, non perde metà della sua vita a cercare un parcheggio che non c'è... ma dal Palazzo quei signori che non hanno la minima idea di quanto sia complicata la vita quotidiana gli dicono che per andare da casa sua a piazza Saffi deve passare per la circonvallazione, esattamente come il suo vicino che ha il Defender e da solo occupa il posto di due auto. Il povero disgraziato si arrabbia un filino, e manda un certo numero di colpi a quei marziani che desiderano sopprimere ogni forma vivente che si aggiri per il centro, a meno che non viaggi a piedi...o in autobus!

 

Il povero disgraziato comincia a sospettare che tra l'accanimento contro i mezzi di locomozione abituali per i forlivesi, e gli autobus sconsolatamente vuoti, i buchi di ATR, la difesa del "posto di lavoro" dei suoi manager, ci sia una qualche forma di correlazione... sapendo anche che i dipendenti del Comune da anni chiedono un cortile ove custodire le biciclette con cui vanno a lavorare, e con cui spesso non tornano a casa, perchè gliele hanno rubate, e sempre da anni il Comune stesso tiene un cortile vuoto dentro il palazzo, a marcire, e non ne concede l'uso ai
dipendenti.

 

Gli stessi dipendenti a cui è stato offerto il pagamento della produttività "in natura", con abbonamenti ATR...E il disgraziato che non vive in centro, ma ci deve venire per lavoro o affari? Se non gli va di spendere dieci euro di parcheggio ATR e ha la propulsione muscolare per pedalare, è bene che questa propulsione la usi, perchè deve fare lo stesso percorso del suo
vicino, sempre quello col SUV, che inquina come un aereo, tiene il posto di un TIR, ma rispetta i sensi unici.

 

Mi stupisce l'accordo con cui destra e sinistra, a braccetto, si accaniscono contro il mezzo di trasporto più amato dai forlivesi, il più economico e salutare: la bici. A destra dicono che chi va
in bicicletta non ha niente da fare, quindi può anche girare come un'oca per tutta la città, almeno si passa il tempo. A mio parere non ha niente da fare chi passa delle ore ai tavolini del bar sorseggiando i buoni prodotti delle vigne di Romagna, mentre la maggior parte di chi si
sposta in bici lo fa per risparmiare tempo, quindi se il percorso da seguire diventa quello delle
automobili, non ha più senso spostarsi in bici.

 

A sinistra, sappiamo bene quanto odio nutrano in Comune verso i forlivesi che si spostano in bici, è chiarissimo fin dalle prime azioni intraprese nel periodo estivo, per un po' accantonate, e poi riemerse. Adesso vanno col decalogo, poi passeranno ai fatti. Allora è meglio una multa per divieto di sosta, costa uguale. Sarebbe troppo pretendere un filo di banale buonsenso, come per esempio permettere la circolazione ai ciclisti su entrambi i lati della strada, o su metà dei
marciapiedi larghi, come fanno in Germania? 

 

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E' troppo, vorrebbe dire vivere nel mondo reale e non nel pianeta dei burocrati e dei
politici. E poi, come si farebbe a completare l'opera di desertificazione del centro storico?

Angelo Fabbri

Commenti (9)

  • Avatar anonimo di Tytus
    Tytus

    Un ennesima idiozzia sena contare he hanno messo una rastrelliera di biiclette accanto alle poste... Però il sospetto è corretto in quanto i bus dell'ATR sono per la maggior parte del giorno desolatamente vuoti anche perchè il servizio non è puntuale ed il biglietto a zone cominia a costare troppo rispetto al servizio reso

  • Avatar anonimo di Edoado
    Edoado

    Noi a Forlì stiamo ancora discutendo dei dettagli costruttivi e/o delle modalità d''uso delle piste ciclabili...in città ! Alcune piste ciclabili sono fasulle, sono solo pitturate, indicate dalla riga bianca all'interno dei marciapiedi, rendendo dubbia la precedenza fra ciclisti e pedoni ! Molto più utili sono le piste ciclabili fuori città dove il ciclista deve combattere coi TIR (vedi Cervese), ma questa rimarrà un'utopia quando in certe strade, in centri abitati, manca addirittura il marciapiede, altro che piste ciclabili ! Per quanto riguarda le cattive abitudini dei forlivesi io sarei per aumentare la severità multando chi se lo merita. Aumentare di molto il numero delle corse ATR e allargando l'orario, utilizzando mezzi più piccoli e più economici, Bus a chiamata (radiobus !), ecc. Insomma il Taxi è ancora troppo caro, bisogna lasciare a casa l'auto !!!! Il comune ci aiuti a vivere meglio ! Edoardo

  • Avatar anonimo di Martin
    Martin

    Probabilmente se all'interno dei comuni ci fosse un elenco con elencate tutte le idiozie già mese in pratica nel mondo e sconfessate dai risultati conseguenti, probabilmente non ci sarebbe sempre qualcuno che si alza la mattina credendo di aver avuto l'idea luminosa.Con più umiltà, prima di mettere in campo un ordinanza si andrebbe a verificarne la funzionalità senza voler per orza strafare per motivare la propria presenza in un consiglio omunale. chi non sa risolvere i problemi veri si dedica a fare delle stupidaggini.

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Io uso quotidianamente la bici per andare al lavoro, ed uso la macchina solo quando piove o fa molto freddo (oppure quando ne ho esigenza per lunghi spostamenti). Detto questo, a Forli' le piste ciclabili ci sono eccome (siamo fra le citta' italiane con il maggior numero di km), quello che manca e' il senso civico sia dei ciclisti che degli automobilisti. Io, per esempio, non ho MAI visto un ciclista con la bici da corsa nella pista ciclabile: girano tutti regolarmente nella corsia delle auto, come se a loro fosse concesso in virtu' delle tutine colorate che indossano. In Piazzale della Vittoria, poi, non e' raro vedere ciclisti pedalare beati nel bel mezzo del traffico nonostante tutto il perimetro sia provvisto di un'ottima pista ciclabile, ed in C.so della Repubblica e' normalissimo incontrare ciclisti in senso contrario nell'apposita corsia delle bici (che e' a senso unico, come ben indicato dalle frecce: da P.zza Saffi verso P.zzale della Vittoria). Se tutti - ciclisti ed automobilisti, e anche pedoni - imparassimo a rispettare il codice della strada e le regole di civile convivenza, a Forli' staremmo tutti meglio.

  • Avatar anonimo di Edoado
    Edoado

    Un consiglio: tutti gli amministratori (italiani e in particolare Forlivesi) dovrebbero andare a scuola in Europa e copiare le iniziative migliori, moderne, ecocompatibili, che migliorano la vita dei cittadini, ecc. Un piccolo esempio ? -Parcheggi: vedi Anversa-Belgio, -Piste ciclabili: Olanda - centri abitati e starde statali ! Edoardo

  • Avatar anonimo di livio76
    livio76

    Signori, a proposito di biciclette,avete visto lo scempio delle bici nel Piazzale della Stazione ed in tutta Forlì attaccate a qualsiasi palo o ringhiera che sia? Prive di sella, di ruote, arruginite col tempo ecc., sono un biglietto da visita orripilante per la Città che attualmente con la mostra del Canova si riempie di Turisti.E dove sono andate a finire tutte quelle che abbiamo comperato con i nostri soldi per metterle a disposizione di coloro che ne avevano bisogno per qualche tempo? Mi pare fossero 200 o giù di lì: bianche e rosse con cestino e fanale, sono introvabili tuttavia sono rimasti i casotti predisposti per la presenza di un incaricato per il servizio di controllo e vigilanza. Non farebbe male un "pulizia" totale. P.S. - Poco prima di Natale, un anziano cittadino che camminava tranquillamente sotto il loggiato dell'ex Credito Romagnolo, è stato gettato a terra da una donna in bici che si è subito allontanata urlando che lei andava dove voleva e i pedoni dovevano loro stare attenti dove mettevano i piedi.

  • Avatar anonimo di stefano vitali
    stefano vitali

    lolle e skypper: i ciclisti DOVREBBERO poter usufruire di una RETE CICLABILE (che a Forlì NON ESISTE). Così come gli automobilisti vanno in giro, esalando i fumi tossici che gli stessi ciclisti respirano, attraverso una bella ed articolata rete stradale. Magari se possedessero un efficiente rete ciclabile (come la rete stradale) si potrebbero anche rispettare tutti i codici che si vogliono. Gli automobilisti poi si scordano di possedere un mezzo che viaggia con una quantità di moto nettamente superiore di quella del ciclista. Ciò pone il ciclista in una posizione molto meno privilegiata (e molto più rischiosa: essere colpiti da un affare da 1 tonnellata che viaggia minimo a 50all'ora fa male) che lo colloca ai bordi della strada, se gli va bene. Oppure a schivare le auto parcheggiate ai lati dovendo stare attenti che non aprano lo sportello all'improvviso, e quelle a dx che non lo mettano sotto. Per non parlare di ciò che rilasciano i tubi di scappamento e che quando piove formano una bella poltiglia nera, oleosa che si appiccica dappertutto. E le buche, ed i tombini ed il vetro lasciato da chi tampona o viene tamponato. E senza contare che è assurdo il percorso proposto dalle attuali piste ciclabili: partendo da via Bertini dovrei passare dalla Ravegnana (dove c'è una specie di pista ciclabile) per andare in viale Roma...mi pare assurdo. Ma tutte queste cose a quanto pare sono irrilevanti. P.S. io ho la patente ma non prendo la macchina per andare in centro (ed abito a Coriano) e finchè tali saranno le condizioni non intendo cedere alle lagne degli automobilisti.

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    Pienamente d'accordo con skypper.........non provo risentimento solo perche' uno gira in bici....ma se quelli che girano rispettassero il codice della strada come quelli che girano in moto o in auto....Non c'e' giorno che incontri quando rientro dal lavoro biciclette che scorrazzano fuori dalla pista ciclabile che girano di notte completamente al buio senza luci (quasi il 100% delle bici)e che si buttano all'improvviso nei pressi delle strisce pedonali in sella.........

  • Avatar anonimo di skypper
    skypper

    Vorrei ricordare a questo gentile signore quanto siano molto più pericolose per se stesse ma soprattutto per gli altri (lui è liberissimo di rischiare quello che vuole) tutte la biciclette che viaggiano a Forlì senza rispettare il codice della strada, è una cosa vergognosa come rimanangano impunite tutte queste persone, un'automobilista oltre a tutte le tasse (bollo, assicurazione, benzina, parcheggi ecc..) che deve pagare per circolare anche solo con una utilitaria, appena sgarra senza creare danno a nessuno, parlando di parcheggi o della circolazione del giovedì, viene subito bollato con delle contravvenzioni astronomiche mentre il ciclista oltre a non pagare nulla per circolare e te lo trovi contromano o sul marciapiede che quasi ti investe resta impunito. E' ora di finirla!! se uno sceglie di girare in bici DEVE rispettare il codice come tutti gli altri VEICOLI, categoria alla quale appartiene, altrimenti vada acircolare altrove, senza considerare che se capita un incidente tra un ciclista ed un automobista, la vittima resta sempre il POVERO cilcista indifeso che ti manda a quel paese se ti permetti di fargli un appunto sul suo modo di condurre, d'altronde non ha mica la patente, si è risparmiato anche quei soldi!!!!!! P.S. io non sono un automobilista

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