Forlì: Maceo al San Domenico apre le mostre autunnali

Forlì: Maceo al San Domenico apre le mostre autunnali

Forlì: Maceo al San Domenico apre le mostre autunnali

FORLI' - Prosegue l'instancabile lavoro della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che, in sinergia con l'amministrazione Comunale, propone ben due mostre dedicate al Novecento, pensate per inaugurare la stagione autunnale del San Domenico. Dopo Cagnacci e in attesa di Canova, sarà infatti possibile visitare, dal 21 settembre al 30 novembre, l'esposizione dedicata al pittore forlivese Maceo, accompagnata da una panoramica sulla cartellonistica del ventennio fascista.

 

"Il San Domenico - ha sottolineato il Presidente della Fondazione Pier Giuseppe Dolcini - necessita di continuità per poter mantenere il ruolo che Forlì riveste fra i circuiti artistici italiani. Continuità - ha precisato - non fa, però, rima con banalità ed è ecco come è sorta l'idea di allestire 2 mostre che si inseriscono in un unico ambizioso evento che vuole portare l'attenzione sulla storia artistica, culturale e sociale del '900".

 

La mostra dedicata a Maceo ha un significato locale che assume una dimensione di più ampio respiro, se si pensa che sarà dedicata al florido periodo romano (1934-1943), ancora poco conosciuto e studiato. "Il ritrovamento della collezione Veneziani, che vanta ben 29 opere inedite del pittore e la relativa acquisizione di buona parte delle stesse, da parte della Fondazione, ha costituito l'incipit dell'esposizione - ha dichiarato Gianfranco Brunelli, coordinatore generale delle mostre".

 

Divisa in ben 4 sezioni (Vedutismo, nudo, natura morta e guerra) la mostra ha permesso una importante riflessione sugli anni di maturazione del Maceo, anni in cui è venuto a contatto con i maggiori artisti dell'epoca. Essa propone complessivamente anche una decina di tele di altri protagonisti della pittura romana dello stesso periodo: da Monachesi a Surdi, da Ghiglia a Calandi, da Rivaroli a Cespa.

 

La parte dedicata alla cartellonstica "Arte della pubblicità. Il manifesto delle vanguardie", si inserisce perfettamente nell'approfondimento delle tendenze del Novecento italiano, in cui lo stesso Maceo si muoveva. Egli fu infatti creatore di alcuni manifesti, così come i futuristi Balla, Sironi e Mafai. Il materiale esposto proviene dal Massimo & Sonia Cirulli Archive (con sedi a New York e Bologna), la più importante e più ampia collezione privata di manifesti storici oggi esistente in Italia. Anche se il soggetto principale dell'esposizione è rappresentato dai manifesti, protagonisti indiscussi, la mostra si propone di approfondire altri ambiti e temi della comunicazione proponendo opere di scultura e pittura, bozzetti originali, modelli legati alla produzione industriale e alla celebrazione patria e diversa documentazione di grande interesse, come la raccolta di 27 figurazioni grafiche di Bruno Munari per "il Cantastorie di Campari" o i disegni di Adolfo Wildt per l'Opera nazionale Orfani di Guerra.

 

"Due mostre, dunque, per un solo grande evento - ha infine enfatizzato l'Assessore alla Cultura Gianfranco Marzocchi - un impegno comune a voler ascoltare gli stimoli culturali di quegli anni, stimoli che provengono dalla nostra stessa città, una sorta di museo aperto del ventennio fascista. Attraverso l'arte si può comprendere e approfondire il nostro passato".

 

Inaugurazione sabato 20 settembre ore 11.30 presso i musei San Domenico. Aperto dal martedì al venerdì 9.30-13.00 / 15.00-17.30, sabato e domenica 10.00-18.00. Chiuso il lunedì. Ingresso: 4-6 euro; gratuito per scolaresche (primarie e secondarie), bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatore disabile, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.

 

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Jenny Laghi

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