Forlì, Magdi Allam: "L�integrazione passa dalla condivisione di diritti e doveri"

Forlì, Magdi Allam: "L’integrazione passa dalla condivisione di diritti e doveri"

Forlì, Magdi Allam: "L�integrazione passa dalla condivisione di diritti e doveri"

Bagno di folla per Magdi Cristiano Allam, l'ex vice direttore del Corriere della Sera, intervenuto venerdì scorso nella Sala multimediale San Luigi, sul tema: "L'integrazione culturale, esperienze di vita a confronto con il territorio forlivese". La serata, promossa dalla comunità salesiana forlivese nell'ambito delle celebrazioni annuali del proprio fondatore, ha visto salire sul palco dei relatori anche il sindaco di Forlì Roberto Balzani. Ed è stato proprio il primo cittadino a rompere il ghiaccio, al termine dell'introduzione del direttore dell'Opera salesiana forlivese don Emanuele Cucchi, per delineare un quadro dettagliato e statistico dell'immigrazione a Forlì. 

 

> LE FOTO (incontro con gli studenti e della serata)

 

Dei 117mila abitanti censiti nel 2009, il 9,58% sono stranieri. La crescita di residenti registrata lo scorso anno dipende chiaramente da loro. C'è però da sottolineare, dal gennaio 2009, un inversione di tendenza anche della popolazione italiana, che ha finalmente ripreso a crescere dopo tanti anni di saldo negativo. "Gran parte dei ‘nuovi' cittadini vive nel centro storico, con un picco di residenti che raggiunge l'81% in via Santa Croce - dietro al Duomo, nd.r. - contro una media che comunque non supera il 28,8%". Balzani ribadisce che a Forlì non risultano problemi di convivenza fra italiani e stranieri, e tanto meno fra le varie etnie dei nuovi venuti. Quel che invece manca è la piena integrazione. Il sindaco porta ad esempio una famiglia di cinesi che risiede nella porta accanto la sua, "con cui non si riesce minimamente a comunicare". 

 

E' un fronte su cui si deve molto lavorare, "anche se - comunica il primo cittadino - mi aspetto molto dall'imminente avvio della raccolta differenziata dei rifiuti ‘porta a porta'. Nel senso che sarà l'occasione per interagire con tutti i cittadini, anche gli stranieri, al fine di insegnare loro le regole dell'operazione". Di grande presa anche l'intervento di Magdi Cristiano Allam. L'europarlamentare, neo deputato a Strasburgo nelle fila del Ppe e che proprio in questi giorni ha annunciato la sua candidatura alla presidenza della regione Basilicata per il Pdl, ha esordito raccontando della formazione umana e scolastica ricevuta nella natia Cairo proprio dai Salesiani. "Ho trascorso sette anni indimenticabili in quel collegio, ma non è mai capitato di ricevere da un sacerdote o da un laico l'invito ad abbandonare la religione mussulmana". L'iniziazione cristiana, con il battesimo ricevuto la notte di Pasqua del 2008 direttamente dalle mani di papa Benedetto XVI, è stata una scelta di vita assolutamente personale, giunta in età matura. Magdi Allam, opinionista fino al 30 novembre 2008 del Corriere della Sera, è poi entrato nel vivo della questione posta a tema della serata, l'integrazione culturale. 

 

E qui ha fatto appello ai politici italiani, perché governino l'immigrazione in atto, guardando all'esperienza degli altri paesi europei che hanno vissuto il fenomeno prima di noi: "E' assolutamente necessario prevenire le situazioni di tensione, rifuggendo l'illusione che si possano elargire a piene mani diritti e libertà senza pretendere il rispetto delle regole condivise da tutti". La cultura dell'accoglienza e dei soli diritti è deleteria, né gli italiani possono permettersi di sognare una società multietnica senza prima aver dato una ripassata alla propria identità culturale. Rivolgendosi al sindaco di Forlì, Magdi Allam sottolinea che "la convivenza civile a Forlì deve scaturire dalle vostre radici. Come potete pensare di integrare i nuovi venuti se non sapete neppure chi siete?". 

 

Troppi italiani vivono senza regole e indifferenti alla propria tradizione e cultura giudaico-cristiana. Dopo tanta teoria, l'europarlamentare passa agli esempi pratici: "Ritengo che l'immigrazione debba essere controllata sin dal paese d'origine. Suggerisco di instaurare un procedimento che imponga agli aspiranti migranti in Italia un corso di lingua e cultura del nostro paese da impartire direttamente nei consolati". In Olanda, dopo l'assassinio di Theo Van Ghog, chiunque intenda emigrare in quel paese deve sostenere un doppio esame di ammissione. 

 

Il primo requisito richiesto è la conoscenza della lingua e delle regole portanti della civiltà tulipana. Ritornando all'Italia, è opportuno imporre ai migranti il rispetto delle nostre regole fondamentali, a cominciare dalla sacralità della vita e della persona umana, dal rispetto della donna, e da tutti quei valori non negoziabili mutuati in molti casi dal cristianesimo. Il sindaco Balzani interviene al termine del discorso di Allam, precisando di aver già disposto, nel giorno della liberazione della città, la consegna a tutti i nuovi venuti del Tricolore e della Costituzione, come capisaldi di civiltà da rispettare e da condividere. 

 

"Tuttavia - conclude il primo cittadino - credo che anche noi italiani dobbiamo rimpossessarci dell'orgoglio di essere italiani". Magdi Allam riprende da dove aveva concluso, precisando che il laicismo imperante in Italia non favorisce certo il processo d'integrazione delle tante genti d'Africa e d'Asia che cercano casa e lavoro nel nostro paese. Una sintesi finale è d'obbligo: "Sì all'accoglienza e all'integrazione, ma sul presupposto del rispetto di diritti e doveri condivisi". 


Piero Ghetti

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