Forlì: maxi-deficit Ausl. Piano di rientro, dove si può andare a tagliare

Forlì: maxi-deficit Ausl. Piano di rientro, dove si può andare a tagliare

FORLI' - Da dove spunteranno i soldi per rientrare strutturalmente in una situazione di equilibrio. Attualmente l'Ausl spende 20 milioni all'anno in più del concesso. Sicuramente saranno toccate le spese per la "specialistica ambulatoriale", su cui Forlì è al di sopra del 18% sulla media regionale (per circa 5 milioni di euro in più di spesa) e le spese per i farmaci, dove Forlì paga 20 euro pro-capite in più rispetto al resto della regione (per circa 3,6 milioni di euro di spesa).

 

Ma non solo: "Ci differenziamo dalla regione anche per l'ospedalizzazione, dove si fanno rientrare country hospital e hospice", spiega Licia Petropulacos, la direttrice dell'Ausl, sentita in commissione in Provincia. Sugli hospice, i servizi che accolgono i malati terminali, "in base ad uno studio della Regione è vero che abbiamo il doppio delle strutture rispetto alla media", continua. E ancora, medici di famiglia: ogni forlivese paga 5 euro a testa in più sulla media regionale, con un esborso aggiuntivo di un milione di euro. Nella lista ci sono anche i servizi socio-sanitari psichiatrici.

 

Su molte di queste voci "tagliare" non significa ridurre la qualità per Petropulacos, anzi il contrario: "L'80% delle risonanze magnetiche chieste dai radiologi sono inutili, a noi costano ed espongono il cittadino ad un'ulteriore trafila di costosi controlli per quel 7-8% di casi di falsi positivi". Mette poi le mani avanti Petropulacos: "Individuare un problema non significa intervenire direttamente su quel problema".

 

Per recuperare l'efficienza "non agiremo necessariamente sugli elementi di differenziazione rispetto alla media". E conclude: "E' chiaro che qualcuno oggi ha in tasca questi soldi e domani non sarà contento che glieli togliamo, ma se non agiamo su niente non avremo risultati".

 

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Niente RMN? Si sappia che il SSN rimborsa interventi per cambio di sesso, operazioni alquanto complesse di opinabile necessità effettuate anche a Bologna, che comportano mesi e mesi di degenza. Non dico di smettere di farli, ma che si debbano limitare esami diagnostici per esigenze di bilancio mi sembra una fesseria.

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    ho capito! i forlivesi non faranno piu le risonanze magnetiche.Insomma con un giro di parole neanche tanto originali a pagare alla fine saranno i pazienti.Come principio nell'ottimizzare le risorse sarei pure d'accordo ma solo dopo aver visto i responsabili in galera.Purtroppo la storia recente insegna che chi sperpera o ruba milioni di euro è innocente a priori e tanto per cambiare a pagare saremmo noi.

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