Forlì, Mazza (Pd): "Tetto stranieri, pregiudizio discriminatorio"

Forlì, Mazza (Pd): "Tetto stranieri, pregiudizio discriminatorio"

FORLI' - La Circolare n.2/2010 del Ministero dell'Istruzione sul tetto del 30% di stranieri per classe, suscita tre ordini di riflessioni:

 

Vi è un pregiudizio discriminatorio insito nelle disposizione ministeriali, poiché si parte dal presupposto che la presenza di teste straniere in una classe sia un problema tout court.

 

Il vero obiettivo non sembra essere quello di favorire i processi di integrazione, ma al contrario di identificare nella presenza degli alunni immigrati uno dei problemi di funzionamento della scuola italiana. La presenza di stranieri, ovvero estranei alla lingua italiana, diventa un problema molto grave per lo svolgimento didattico nel momento in cui la scuola non sia in grado di fornire, per mancanza di personale e/o per assenza di copertura finanziaria, i fondamentali e necessari strumenti di supporto e di appoggio.

 

Allo straniero che non conosce la lingua italiana dovrebbe essere fin da subito fornito un corso di prima alfabetizzazione, da perfezionare poi in seguito; ma come si concilia il diritto-dovere all'istruzione con i tagli operati dal governo su tutti gli ordini di scuole?

Il problema non si risolve certo spostando gli studenti qua e là per gli istituti della città, ma fornendo insegnanti, mezzi ed un'autonomia più ampia a quelle scuole che abbiano una percentuale maggiore di utenza straniera, come già accade in Francia.

 

Altra questione è quella della territorialità: i nostri dirigenti scolastici ed i nostri amministratori hanno sempre considerato quello del rispetto della territorialità nelle iscrizioni a scuole materne, elementari e medie, come un requisito fondamentale perché elemento fondante di coesione sociale, legato al costruire un rapporto forte con il proprio quartiere di residenza: la scuola considerata come luogo socializzante e aggregativo e punto di riferimento per il quartiere. Ora, trasferire i cervelli stranieri in esubero, significa portarli fuori dalla propria realtà e costruire nuove dinamiche discriminatorie e di emarginazione.

 

Altro discorso per le scuole superiori: in quegli istituti in cui la presenza di stranieri sia particolarmente elevata, come ci si comporta? Non si accettano iscrizioni? Li si dirotta in istituti di altro tipo? Che so, da un liceo scientifico ad un tecnico?

L'obiettivo politico intrinseco alla Circolare è drammaticamente evidente: costruire una sensibilità sociale negativa contro gli stranieri che predisponga il terreno a misure spacciate come rassicuranti, ma sempre più restrittive delle libertà individuali comuni.

 

Non più tardi di un mese e mezzo fa, l'Anci (Ass. naz. Comuni italiani), dimostrando particolare sensibilità sull'argomento, ha presentato nel corso di un'audizione in Commissione cultura alla Camera, un "Piano nazionale per l'integrazione", al fine di favorire il pieno inserimento degli alunni stranieri nelle scuole e per evitare la discriminazione generata dalla presenza di servizi non uniformi sul territorio nazionale.

 

Per tutta risposta la ministra Gelmini emana un testo che ricade completamente sulle spalle di Enti locali e scuole: ma gli Enti locali si fanno già direttamente carico della crisi economica del paese e sono sfiancati dagli aumenti della spesa sociale negli esercizi finanziari, a fronte di minori trasferimenti da parte dello Stato centrale; la scuola è massacrata dai tagli su spesa e personale, che ha diminuito il tempo scuola e non permette più, ad esempio, la compresenza nella scuola elementare. Chi allora si farà carico anche solo del trasporto casa-scuola di questi alunni, trasferiti lontano dalla loro residenza?

 

Il governo non prevede alcun impegno di risorse umane ed economiche in più, necessarie per potenziare, con iniziative stabili e continuative, l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri, primo presupposto per l'inserimento sociale (in classe, come fuori); chi avrà le disponibilità economiche per gestire questa nuova situazione? Un virtuoso governo federale del Paese dovrebbe ragionare in termini di trasferimenti diretti dallo Stato ai Comuni, enti di prossimità a fianco ai cittadini, invece di aumentare la spesa sociale.

 

Il messaggio dunque, di matrice esclusivamente ideologica, è molto chiaro ed è identico a quello che viene quotidianamente veicolato su tutta la tematica dell'immigrazione: esiste un limite di accettazione degli immigrati e quindi sono giusti i respingimenti ed è giusto aver stabilito che esiste il reato di immigrazione clandestina e, conseguentemente, è utile e giusto limitare il numero degli alunni "stranieri" nelle nostre classi.

 

L'Italia anche con questo documento si allontana purtroppo dall'Europa dei diritti.

Nel Regno Unito, in cui non esistono tetti per alunni di origine straniera, quando un bambino va a scuola è considerato cittadino inglese a tutti gli effetti e viene inserito nelle classi comuni. In Italia si stabilisce una gerarchia tra cittadini: i cittadini di serie A potranno frequentare la scuola del proprio quartiere, quelli di serie B no.

 

Chiara Mazza, Consigliere comunale PD Forlì

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Io invece condivido le preoccupazioni dei questo documento ma non tutto il giudizio, se il fine è l'integrazione è meglio pporre un tetto del 30% che correre il rischio di costituire delle classi ghetto per soli stranieri, peraltro più bassa è la % di stranieri in classe più è facile seguirli. poi capisco che l'applicazione sia problematica

  • Avatar anonimo di Manù
    Manù

    Condivido questo documento e aggiungo che anche i bambini italiani, in modalità forse leggermente differenti, subiscono questi tagli e non riescono a condividere esperienze utili alla loro formazione, come per sempio uscite didattiche, gite socialmente importanti per l'integrazione delle classi a tutti i livelli, perchè mancano gli insegnanti a copertura (1 ins ogni 15 alunni/studenti), laboratori di vario genere perchè mancano le compresenze. Inoltre, mi chiedo, finchè si parla della scuola dell'obbligo, gli stranieri "in esubero" saranno dirottati su altri plessi negando la territorilità descritta da Chiara, che è invece molto importante, ma quando si passa alla scuola secondaria superiore, questi ragazzi stranieri dove vanno?...Probabilmente in giro per strada e se commetteranno qualcosa di sbagliato, ci sarà chi non mancherà di farlo notare alla comunità..."gurdate gli stranieri che vengono da noi a fare i cattivi!". La scuola è un nodo focale nella vita di un paese civile, qui sta diventando il nodo focale dei conti delle finanziarie senza pensare alle conseguenze delle persone. Mi aspetto che il Pd si metta in moto presto per fornire INFORMAZIONE alle famiglie, sui rischi che corrono i nostri figli, non solo sui posti persi nel mondo della scuola. Montanari Manuela

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