Forlì, mercoledì convegno su “Impresa ed Etica”

Forlì, mercoledì convegno su “Impresa ed Etica”

FORLI' - Un tema di particolare attualità è quello che sarà dibattuto nel Convegno in programma mercoledì 24 novembre prossimo organizzato congiuntamente da Camera di Commercio e Prefettura di Forlì-Cesena. L'evento si terrà nei locali della Prefettura a Forlì, (Piazza Ordelaffi 2) e avrà inizio alle ore 15,30.


Ad alcune significative domande - quali motivazioni può avere l'applicazione di criteri etici e morali al sistema economico e quali possono essere le sue ripercussioni sull'attività delle aziende del territorio? Che tipo di supporto possono dare le istituzioni ad un pieno dispiegarsi dell'etica anche all'economia? - si cercherà di dare risposta proprio nel Convegno "Impresa ed Etica", realizzato a un anno dal caso "Divanopoli" che ha messo in luce la necessità di una più stretta applicazione di criteri etici nella gestione d'impresa.


Durante l'incontro si farà il punto sulle modalità con cui gli attori locali (Istituzioni, Imprese, Sindacati, Cittadini) tentano di reagire alla situazione, sia dal punto di vista delle prevenzione che da quello della repressione dei comportamenti scorretti. In particolare verrà messa a fuoco l'importanza dell'approccio preventivo basato sulla condivisione del principio del rispetto delle regole, (sia quelle legali sia quelle sociali) in grado di assicurare, da una parte risultati più duraturi ed efficaci, dall'altro di ridurre il peso dei controlli a carico delle autorità, rendendo questi ultimi più incisivi.


A questo scopo verranno presentati ed analizzati due dispositivi, la Linea Guida ISO 26000, lo strumento, di recentissima approvazione, sviluppato da ISO per affrontare il tema della Responsabilità sociale a livello globale, ed il cosiddetto "Codice Etico"  promosso dalla Prefettura  di Forlì - Cesena e sottoscritto nel marzo scorso dagli  Enti e dalle Associazioni di categoria del territorio, in grado di favorire il conseguimento di tale obiettivo, attraverso la diffusione del marchio Impresa Etica. In  particolare verranno  messe in luce le opportunità ed i percorsi che tali  strumenti delineano per le imprese sia sullo scenario globale che su quello territoriale.


L'incontro costituirà anche l'occasione per evidenziare le capacità di reazione del tessuto imprenditoriale alle problematiche ed alle sfide che stanno caratterizzando il difficile momento di congiuntura economica. Sono previsti gli interventi di Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, di Stefano Zamagni, Professore ordinario di Economia Politica - Università di Bologna, di Fabio Di Vizio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Forlì-Cesena, di Luca Valli, Direttore CISE (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena), di un Rappresentante della Commissione tecnica UNI sulla Responsabilità Sociale;
dopo la testimonianza di alcune imprese del territorio che hanno già effettuato scelte etiche nella gestione della loro attività, il Prefetto di Forlì-Cesena, Angelo Trovato, concluderà i lavori.

"L'adesione al Codice Etico da parte di Istituzioni, Associazioni di Categoria, Sindacati, ha  rappresentato senza dubbio un passaggio significativo nel panorama economico attuale - afferma Alberto Zambianchi, Presidente dell'Ente Camerale- perché testimonia l'impegno di un territorio a sostenere un modello di sviluppo che tenta di coniugare competitività e responsabilità. Per questo, la Camera di Commercio, attraverso il marchio  "Impresa Etica", elaborato dall'Azienda Speciale CISE che da molti anni si occupa di Sviluppo Sostenibile e Innovazione, si farà carico dei costi delle prime 50 aziende del territorio che vorranno rendere pubblico, attraverso il percorso di acquisizione del marchio, il loro impegno per un'"economia etica".


"L'idea di un Codice Etico per il nostro sistema imprenditoriale - ha detto il prefetto Angelo Trovato - nasce all'interno di un percorso attivato nella nostra provincia al fine di combattere il lavoro nero e/o irregolare; percorso che ha visto attivarsi un sistema partecipato di controlli tra tutti i soggetti che hanno compiti istituzionali in un tale ambito e le amministrazioni locali del territorio, al fine di prevenire e combattere meccanismi imprenditoriali tendenti ad affidare quote, o l'intera filiera produttiva, ad aziende presenti sul territorio, spesso affidate o condotte nel dispregio delle più elementari norme di sicurezza e del rispetto della dignità dei lavoratori, realizzando, sul nostro territorio, una "delocalizzazione" della produzione e, conseguentemente, creando un falso "made in Italy". Poiché il sistema dei controlli di per sé è insufficiente ad evitare l'espansione della problematica, si è deciso, insieme ai soggetti rappresentativi del territorio, di avviare sia interventi a sostegno delle comunità straniere con dei percorsi di mediazione culturale tendenti a far conoscere i diritti e i doveri delle stesse, sia di intervenire sulla committenza proponendo al sistema imprenditoriale un "codice etico" che contestualmente permetta agli aderenti di rafforzare la propria presenza sul mercato potendo usufruire di un marchio dal valore aggiunto di "impresa etica", che certifichi il rispetto delle regole, intervenendo anche sul piano contrattuale al fine di offrire alle stesse strumenti di natura privatistica che permettano il controllo della filiera produttiva, offrendo alla clientela un prodotto di qualità "certificato".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -