Forlì, mercoledì sera vsita guidata al Palazzo Comunale

Forlì, mercoledì sera vsita guidata al Palazzo Comunale

FORLI' - Il Palazzo Comunale sarà al centro dell'attenzione nella visita guidata in programma dalle ore 21.00 di mercoledì. Continuano così gli appuntamenti ideati da Marco Viroli e Gabriele Zelli per raccontare il ruolo avuto dai principali enti pubblici, dagli istituti bancari, dal sindacato e dalla cooperazione nei decenni immediatamente successivi all'Unita' d'Italia. L'iniziativa è inserita nell'ambito delle serate promosse da Forli nel Cuore per animare il centro storico.

 

Sarà Simona Dall'Ara ad accompagnare i visitatori all'interno dell'edificio che fin dalla sua origine ospita l'amministrazione civica della città. Oltre a visitare le principali sale del palazzo, evidenziandone le presenze artistiche, verranno ricordati i principali atti adottati dalla municipalità dopo il 1861 per fronteggiare le emergenze del tempo, come l'analfabetismo, la povertà e le condizioni di estremo degrado in cui era costretta a vivere una buona parte dei forlivesi. All'epoca, la situazione dell'istruzione, come viene indicato in una pubblicazione del 1888 (La pubblica istruzione nel Comune di Forli 1859 - 1887) era "assolutamente negletta".

 

 Nonostante il Consiglio Comunale avesse dato vita, fra il 1860 e il 1861, alla Regia Scuola Maschile, alla Scuola Musicale, alla Scuola Superiore Femminile e ad alcune scuole elementari, di cui due in campagna, finanziate con la cospicua eredità Tartagni e con gli aiuti della Cassa dei Risparmi, già attiva dal 1839. Queste due scuole aprono nel 1863 e sono frequentate in quell'anno da 89 alunni. Quattro anni dopo le scuole rurali diventeranno sei: a San Martino in Strada, Ronco, Carpinello, Villa Rovere, Barisano e Villafranca.


Questo fervore contro l'analfabetismo fu condiviso a livello nazionale dai ministri alla pubblica istruzione di quel periodo, a partire dallo scienziato forlivese Carlo Matteucci, chiamato a ricoprire questo incarico nel primo governo Rattazzi (1862).  Nel contempo veniva posta una particolare attenzione alle condizioni igieniche. Il 17 agosto 1861 venne letto in Consiglio Comunale un rapporto su questo tema. La situazione era desolante per almeno un quarto della popolazione.

 

Nel documento venne evidenziato che vivevano "in condizioni insalubri almeno quattromila forlivesi, essendo la polazione cittadina stimata intormo alle sedicimila persone. Le case più povere erano situate nei rioni di Schiavonia e San Pietro. Erano abitate da operai, artigiani, braccianti e ortolani; povere, infime case, prive quasi sempre dei minimi requisiti igienici".

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