Forlì: missione colombiana per medici forlivesi

Forlì: missione colombiana per medici forlivesi

Forlì: missione colombiana per medici forlivesi

La Colombia chiama, l'ospedale "Morgagni-Pierantoni" risponde. Nei giorni scorsi, una delegazione forlivese formata dal dottor Andrea De Vito, dell'U.O. di Otorinolaringoiatria, e dal dottor Emanuele Piraccini, dell'U.O. Anestesia e Rianimazione, ha partecipato a una missione umanitaria di carattere sanitario diretta a portare aiuto agli adulti e soprattutto ai bambini di Ibagué, cittadina a tre ore da Bogotà, i cui abitanti soffrono di gravi malformazioni congenite, in particolare palatoschisi e labbro leporino.

 

Si tratta del terzo viaggio nella cittadina colombiana: a inaugurare la collaborazione era stato, nel luglio 2009,  il prof. Claudio Vicini, accompagnato dal dott. Filippo Montevecchi. A novembre, un nuovo soggiorno, protagonisti il dottor Aldo Campanini, il dottor Giovanni D'Agostino, entrambi dell'U.O. Orl, il dottor Antonio Ascari Raccagni, dell'U.O di Dermatologia, e ancora Emanuele Piraccini.  Ora, l'esperienza ha interessato anche il dott. Andrea  De Vito, a conferma di quanto siano avvertiti, nella nostra sanità, i temi della cooperazione internazionale e aiuto allo sviluppo. Al progetto, denominato "Salud" e promosso dall'associazione "il Ponte onlus" hanno poi preso parte il dottor Alberto Bartolini, anestesista dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, il dottor Emanuele Scozzafava, chirurgo maxilofacciale dell'Università di Parma, il dottor Riccardo Mazzola, chirurgo plastico del Policlinico di Milano, e la dott.ssa Elisabetta Mazzola, della stessa struttura. A guidare il gruppo è stato come al solito Riccardo Ferreri, delegato de "Il Ponte onlus".

 

Per l'equipe italiana, quelle trascorse a Ibaguè si sono rivelate 5 giornate di intenso lavoro. La prima è stata dedicata interamente alle visite, cui sono stati sottoposti 150 pazienti, metà dei quali in età pediatrica. Quindi, si è passati a operare, effettuando complessivamente 41 procedure chirurgiche, dirette in particolare a correggere i difetti di chiusura di labbra e palato,malformazioni spesso congenite, causate dai diserbanti tossici lanciati per estirpare le piantagioni di coca. La missione si è conclusa con gli opportuni controlli post-intervento.

 

«E' stata un'esperienza molto stimolante, sia dal punto di vista umano sia professionale - commenta il dott. Andrea De Vito - quando si opera in questi contesti, infatti, si è costretti a fare di necessità virtù: non avendo tutte le attrezzature di cui disponiamo ogni giorno, bisogna ottimizzare il materiale presente e, in diversi casi, anche adattare le tecniche chirurgiche alle condizioni contingenti, escogitando modifiche ad hoc. Non è facile, ma la straordinaria accoglienza e ospitalità della popolazione locale spinge a dare il massimo».

Decisivo, per la riuscita dell'iniziativa, è stato l'apporto di un'associazione colombiana, la fondazione "Que Canten Los Niños", che ha fatto da tramite fra specialisti e malati.

«Anche questa missione ha prodotto risultati molto positivi - commenta Riccardo Ferreri, de "Il Ponte onlus" - tutti i medici hanno operato con grande professionalità e senso del dovere, mostrando un elevato grado di umanità nel proprio impegno. Allo stesso modo, il personale locale amministrativo, medico e paramedico che ha lavorato con noi, è stato estremamente efficiente e appassionato. Tra le due componenti, quella colombiana e quella italiana, si è poi instaurato un rapporto di collaborazione assai stretto e consolidato».

"Il Ponte" è costituito da un gruppo di persone che ideano, studiano, sviluppano ed attuano progetti di supporto educativo e materiale a beneficio delle popolazioni bisognose nei Paesi dell'America latina e del terzo mondo in generale.

 

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