Forlì, mobile imbottito, Maltoni: "Qui le regole si fanno rispettare"

Forlì, mobile imbottito, Maltoni: "Qui le regole si fanno rispettare"

Forlì, mobile imbottito, Maltoni: "Qui le regole si fanno rispettare"

In media un controllo al mese, mediatori culturali e richiamo sulla responsabilità sociale dell'impresa. Questo fa il Comune di Forlì per contrastare il lavoro nero ed irregolare. Dopo la denuncia di un imprenditore sulla concorrenza sleale cinese nel mobile imbottito e sul lavorio nero minorile, fatta circolare dalla Lista Civica Destinazione Forlì, il Sindaco Roberto Balzani e l'assessore allo sviluppo economico, Maria Maltoni, ci tengono a sottolineare come in tutta questa faccenda le competenze comunali siano molto poche.

 

La Maltoni definisce l'iniziativa di destinazione Forlì "una questione di battaglia politica. Perchè la richiesta di far chiudere le imprese nelle quali si presentano irregolarità è fuori luogo. Si applicano sanzioni che sono nell'ordine di alcune decine di migliaia di euro". "Nel nostro territorio - aggiunge Balzani - non esistono laboratori clandestini, le norme igieniche vengono solitamente rispettate e le aziende sono registrate". Insomma non sussistono gli estremi per la chiusura di un'azienda.

 

Ma che cosa può fare in concreto il Comune, oltre agli incontri con i sindacati, i focus con le associazioni di categoria e il protocollo d'intesa firmato in Prefettura? Prima di tutto mettere a disposizione la Polizia Municipale per controlli congiunti con le altre forze dell'ordine. Ne viene fatto in media uno al mese, poi ci sono i controlli degli enti preposti (Inps, Inail, Direzione del lavoro). Come già detto, è stato fatto un "richiamo alla responsabilità sociale delle imprese ed alla solidarietà verso le due imprenditrici che hanno denunciato il problema a Report. Questo ho fatto presente alle associazioni di categoria", sottolinea Maltoni.

 

Altra iniziativa quella di mettere a disposizione delle imprese mediatori culturali, in un incontro con alcuni imprenditori cinesi per spiegare quello che sta diventando un problema di regole. "Quelli che hanno partecipato si sono presi l'impegno di fare da tramite verso i connazionali". E' previsto per il mese di giugno un nuovo incontro per presentare a tutti il quadro delle regole ed una traduzione dei diritti dei lavoratori in lingua cinese.

 

Insomma tra il bianco ed il nero c'è sempre il grigio e questo accade anche tra chi rispetta le regole e chi non lo fa. Il mondo sommerso del lavoro nero e della concorrenza sleale appare molto difficile da controllare. Ma dal comune sottolineano che nel nostro territorio non è poi così diffuso. "Chi non vuole rispettare le regole si è spostato - conclude Maltoni - perchè qui le regole si fanno rispettare".

 

Chiara Fabbri

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    Mi inchino di fronte alla figura del mediatore culturale.................Si sono sbagliati vero ? O forse non hanno capito il problema !

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Caro Zanetti, Lei parla con uno che di dipendenti stranieri ne ha a decine. Tutti in regolissima. Ma non esiste un'indignazione a kilometro. Non esiste nemmeno un'indignazione a razze. Qui ci sono irregolarità gravissime. Chi le commette, straniero o italiano che sia deve pagare le sanzioni previste. E lasciamo stare i mediatori culturali che sono l'ennesima buffonata di chi non sa risolvere i problemi. Lasciamo stare pure il controllo al mese, chiaro esempio che i controlli vengono fatti poco e male e non per colpa del governo. Se l'economia italiana vive sfruttando gli stranieri la colpa è di chi li sfrutta, di chi tollera e di chi fa un controllo al mese. Qui come altrove.

  • Avatar anonimo di caterina sforza
    caterina sforza

    @Tuna “nei capannoni con le luci accese, una volta c'erano le galline ovaiole,ora ci sono i cinesi che lavorano ed evadono le tasse" Immagine azzeccatissima, quasi un affresco letterario!

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    vico

    No, caro Homer, non ho imbarazzi... ho solenni incazzature. (e spero che non venga corretto il termine, perchè arrabbiato non rende ) Ma davvero lei è convinto che il problema sia forlivese? L'economia italiana vive sfruttando extracomunitari, dai raccoglitori di pomodori a 2 euro all'ora, nei lager, come a Prato, come nel nord est dove i capannoni di cinesi sono la norma... e non parliamo delle badanti... Forse non sa che Roberto Zanetti (non sono parente), assessore della Lega alle Attività produttive e presidente degli artigiani di Cartigliano, comune in provincia di Vicenza aveva nel capannone di sua proprietà un laboratorio di confezionamento di abbigliamento con nove cinesi costretti a lavorare in condizioni pietose.... Lei non pensa che situazioni così siano comuni in tutto il territorio nazionale? e non trova altrettanto indecente che il suo bel i-phone, la sua bella maglietta Nike, la sua spettacolare borsa di D&G sia fatta nello stesso modo in cina o in turchia? e non si indigna quando nella fabbrica di un terzista di un'azienda ha fatto morire decine di operaie perchè erano sigillate in fabbrica? (è un fatto di una decina di anni fa, fui uno dei 4000 che mandò la cartolina che al punto almeno un po' di soldi li cacciò..) Comodo prendersela con i cinesi di qui, e non vedere il resto.. è questo sistema che è mafioso. Quanto al termine risorsa umana,non lo uso e non lo amo sicuramente , e non ho neppure sopportato l'elogio alla flessibilità fatta da Franceschini a Cortona.... ma evidentemente il PD dovrà declinare cosa intende per lavoro... Veda caro Homer, qui siamo all'indignazione a kilometro zero... dovremmo pensare e vedere un po' più in là del nostro naso... e incominciare a dire che chi affitta le case del centro no a norma agli extracomunitari perchè prende gli stessi soldi, se non di più , di quelli che ricaverebbedopo aver ristrutturato da un italiano dovrebbe essere punito... o non vediamo neanche questi?

  • Avatar anonimo di Roberto S
    Roberto S

    Temo che si voglia vuotare l'acqua del mare con una rete... Forse non ho capito nulla oppure anche no... Il problema forse sta alla fonte e cioè nella incapacità di molti imprenditori all'onestà ed al rispetto delle regole. se gli stessi imprenditori italiani utilizzano i laboratori cinesi un motivo ci sarà! che sia il guadagno ed il profitto? La prova è che le persone che hanno denunciato il sistema sono state le prime ad essere estromesse dal sistema stesso! Se tutti gli imprenditori denunciassero (cinesi o italiani) i loro "colleghi" che non si comportano secondo le regole e la legge, forse il problema si risolverebbe più facilmente. Non credo sia un problema di cinesi o extracomunitari o lavoratori, ma più semplicemente di senso della Civiltà e Rispetto delle Regole del lavoro e del mercato. Comunque uscite la sera, Forlì nonostante tutto è stupenda! (provate a vivere a Milano se non ci credete!)

  • Avatar anonimo di Tuna
    Tuna

    Carissimo sindaco Balzani,fatti un giretto quando scende la notte sul cielo di forlì,le cose cambiano decisamente come in tutte le città,quando si vedono dei capannoni con le luci accese,una volta c'erano le galline ovaiole,ora ci sono i cinesi che lavorano ed evadono le tasse.

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Poichè il Sig.Zanetti è persona intelligente il suo commento mi lascia amareggiato. Tralascio il giro in centro. Qui un paio di imprenditrici hanno denunciato una situazione esplosiva. Si parla di evasione fiscale, sfruttamento minorile, condizioni di lavoro ben oltre il limite dello sfruttamento, lavoro nero e omissione di rispetto della legge 626. Colpa del governo? Andiamo, a questa cosa credo non pensi nemmeno Lei. Non Le crea imbarazzo il fatto che queste cose vergognose accadano nelle nostre zone artigianali? Non le crea imbarazzo che la mentalità di tipo mafioso è talmente permeata nelle nostre teste che è quasi un anno che la denuncia pubblica è stata fatta e nulla si continua a fare (tranne stucchevoli focus sull'eticità e invio di mediatori culturali?), nella più assoluta omertà? Non le crea imbarazzo che alcuni esponenti del partito di maggioranza vadano all'omsa, alla CNH, ed in altre aziende dove si riorganizza la "risorsa umana", e per i lavoratori vittime di questa vergogna non muovono un dito?

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    caro passatore, non frequento salotti chic, ma faccio un giro in centro tutte le sere, perchè fumando il toscano, vengo cacciato di casa. Quando vuoi, il giro lo possiamo fare insieme... magari per corso Garibaldi o ai giardini Orselli... che sono diventati il salotto (non so se chic) di Forlì... che qualche episodio di micro criminalità ci sia è vero, ma la situazione è cento volte migliore di 20 anni fa. Allora la piazza era in mano ai tossici, mia madre venne scippata 2 volte in 3 mesi, si girava con il borsello, perchè se lasciavi l'autoradio in macchina te la spaccavano, fregavano motorini e biciclette a gogò... Nel giro scopriresti che cinesi ed extracomunitari vanno a letto presto, perchè lavorano, probabilmente parecchie ore in + di noi. Quanto ai controlli, basterebbe che questo simpatico governo assumesse qualche ispettore dell'inps in più... sono 900 in tutta Italia e se anche riuscissero a fare 4 controlli a testa in un anno controllerebbero, probabilmente l'uno per cento di aziende e cantieri...

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    Sarebbe meglio che l'assessore Maltoni uscisse ogni tanto dai salotti radical chic di sinistra della città per farsi un bel giro in centro , soprattutto di notte, forse si farebbe un'idea più precisa di quale deriva abbia preso la nostra città..spaccio di droga sotto i portici, venditori abusivi, merci cinesi di importazione illegale nei negozi... ma dove vive?... e soprattutto il comune non sa neanche quanti sono i Cinesi presenti nel nostro comune, per non parlare degli altri clandestini... basterebbe guardare in giro... visto che non è facile trovare dei Forlivesi autoctoni camminando per la città.. è una situazione talmente lampante e sotto agli occhi di tutti che bisognerebbe essere cechi per non vedere... e poi... 1 controllo al mese dei vigili?...12 controlli all'anno?...ma è ridicolo!..

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Ma perché persone preparate, che hanno studiato e hanno una esperienza come quelle del PD forlivese si lasciano andare a dichiarazioni di questo tipo? E soprattutto perché l'attuale classe dirigente forlivese ha in spregio l'imprenditoria e la manovalanza romagnola ? Dico io, non sono mica tutti leghisti ... Qualcuno che merita di vivere ancora c'è ! Ricapitoliamo. Un controllo al mese ? Roba senza vergogna. A patto di lasciare gli autovelox in magazzino per un mese, se ne possono fare 4 al giorno di controlli. Congiunti ? Credo che tutti i vigili siano persone capaci che non hanno bisogno di un Poliziotto che li prenda pr mano e che gli insegni il lavoro. Cito letteralmente "In media un controllo al mese, mediatori culturali e richiamo sulla responsabilità sociale dell'impresa". Cosa ? Mediatori culturali ? Ma se io non faccio una fattura e la finanza mi scopre, mica mi manda il mediatore culturale. O no ? E' una questione di rispetto minimale delle regole. Ma lo pensano veramente quando lo dicono ? E cosa cavolo è un "focus con le associazioni di categoria"? Roba che si mangia ? Saranno anche sanzioni da € 1000, ma se ne applichi alla stessa azienda una alla settimana, perché gli fai un controllo alla settimana, o a giorni alterni, non è che la musica cambia ? Sennò è come dire ti faccio una multa perché vai ai 200 kmh, ma se ti prendo il giorno dopo che fai ancora i 200 la multa non te la posso più fare". Bel discorso. Un divano fatto in nero non è come una dose di droga. Non lo nascondi nei calzini, si riesce a tracciare da dove viene, è che non lo si vuole fare. Suffragata da un consenso popolare maggioritario, la classe politica locale manda al macello gli operai italiani con la stessa leggerezza con cui Cadorna mandava al macello i soldati italiani nella 1° guerra mondiale. Perché tanto disprezzo ? Molti operai votano ancora PD con lo stesso trasporto che porta un cane a voler bene al padrone anche quando lo picchia. Quello è amore vero. Altro che Silvio.

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