Forlì, mobile imbottito. Pini (Lega) sfida Alessandrini: "Facciamo un confronto pubblico"

Forlì, mobile imbottito. Pini (Lega) sfida Alessandrini: "Facciamo un confronto pubblico"

Forlì, mobile imbottito. Pini (Lega) sfida Alessandrini: "Facciamo un confronto pubblico"

FORLI' - "Non ho ben capito se Alessandrini ci fa o ci è. Comunque sia, non prendiamo lezioni da un bugiardo". Nuovo attacco al Presidente della Camera di Commercio di Forlì da parte del deputato leghista Gianluca Pini, dopo la lunga lettera inviata dall'ex Direttore della CNA alla stampa locale. "Il ruolo di un parlamentare, sopratutto se della Lega, non è quello di essere asservito al sistema quando questo è marcio, ma di cambiarlo, senza aver timore di pestare i piedi a chiunque".

 

Pini rincara la dose: "Quando si scopre che a capo della Camera di Commercio c'è qualcuno particolarmente reticente per non dire omertoso su di una vicenda che mostra tutti i limiti del nostro sistema economico, allora penso sia non solo legittimo, ma doveroso chiedere spiegazioni - incalza il deputato forlivese - Alessandrini non ha ancora risposto su alcune questioni fondamentali, e probabilmente non lo farà mai: 1) perché ha mentito sul collegamento tra CNA e CUPAL? 2 ) Perché le riunioni di CUPAL si svolgevano nelle sede della CNA? 3 ) Trova normale che un consorzio di promozione del mobile imbottito sia presieduto a uno dei più grossi imprenditori del settore? 4 ) Perché non ha mai informato la procura della Repubblica di ciò che sapeva?".

 

Lo scontro tra l'unico deputato forlivese e l'ex Direttore della CNA è oramai durissimo, tanto che lo stesso Pini lancia una sfida al Alessandrini  "Se, come dice lui, è pulito e trasparente, lo aspetto ad un confronto pubblico: vedremo se almeno li sarà in grado di rispondere alle domande"

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di AlexD
    AlexD

    Mi sembra che qualcuno sfrutti questa vicenda per il proprio tornaconto politico. Invece di fare tanto casino su ciò che si sapeva e ciò che non si sapeva e invocare confronti pubblici per dibattere dell'aria fritta, sarebbe più interessante capire come fare con le imprese di questo settore per evitare che si estinguano. Credo che il vero problema sia questo: in molti casi le grosse catene distributive comprano per pochissime centinaia di euro un divano finito per poi rivenderlo a diverse migliaia di euro. Chi non si adegua ai prezzi imposti, viene tagliato fuori. Esiste una soluzione per uscire da questa situazione? O si continua a discutere di chi ha colpa e chi no mentre le aziende chiudono?

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