Forlì: mobili andini in mostra, per conoscere il Mato Grosso

Forlì: mobili andini in mostra, per conoscere il Mato Grosso

Forlì: mobili andini in mostra, per conoscere il Mato Grosso

FORLI' - Dietro ad ognuno dei manufatti in legno esposti sino a domenica 13 marzo a Palazzo Albertini, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, nell'ambito della mostra "Mobili ed Arredi Andini", ci sono mesi e mesi di lavoro di un ragazzo povero del Perù. Ogni opera viene completamente realizzata da un solo ragazzo, che segue il lavoro dal progetto all'esecuzione. Sono tutti oggetti di qualità, che la dicono lunga sulla voglia di riscatto di persone alle prese con fame e indigenza ataviche. L'esposizione è promossa dalle associazioni Don Bosco 3A e Operazione Mato Grosso, impegnate da oltre quarant'anni fra Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile, nel tentativo di dare un futuro dignitoso ai giovani di quei paesi.

 

Lo scopo della mostra consiste proprio nel far conoscere il prezioso lavoro di condivisione di decine di volontari italiani. I manufatti esposti a Forlì provengono tutti dalle scuole di falegnameria e di intaglio condotte in Perù dai volontari dell'Operazione Mato Grosso. Tutto ebbe inizio nel 1979 dall'iniziativa di padre Ugo De Censi, missionario salesiano che, per dare risposta concreta ai problemi della povera gente, apri una scuola di falegnameria e di intaglio nella sua parrocchia andina di Chacas, in Perù. Da allora sono nate tredici scuole in altrettante missioni dell'Operazione Mato Grosso. I giovani che le frequentano sono scelti fra i più poveri e vengono ospitati gratuitamente per cinque anni nella casa parrocchiale. Seguiti da una famiglia, vengono educati al lavoro e all'arte.

 

Terminata la scuola, ricevono in dono gli attrezzi, strumenti indispensabili per guadagnarsi onestamente il pane lavorando in proprio, oppure entrando a far parte delle "Familias de artesanos Don Bosco", cooperative dove operano più di settecento giovani. Nell'ottobre 2009 sono volati in Perù anche due giovani coniugi forlivesi, Andrea Amadei e Angelica Bertini, a sostegno dell'attività del parroco don Samuele Fattini, faentino d'origine come Andrea. La coppia si adopera in forma completamente gratuita in una parrocchia cattolica di Cimbote, sulla costa nord del paese, vivendo di carità come i tanti assistiti incontrati laggiù, soprattutto "ninos de la calle", bambini di strada senza famiglia. L'Operazione Mato Grosso attivo soprattutto in America Latina, è un movimento di volontariato internazionale sorto nel 1967 in Val Formazza.

 

Nato aconfessionale, privo cioè di una precisa identità politico-religiosa, si è però evoluto nell'alveo di una tradizione cristiano-cattolica. Le attività delle numerose missioni Omg in Sudamerica sono rese possibili dai campi di lavoro per la raccolta di carta, rottami e altri materiali da macero. Nel "Nuovo Mondo" sono numerose le "spedizioni" che vedono impegnati ragazzi, famiglie e sacerdoti nel campo educativo, religioso, sanitario, agricolo e sociale. "Oggi, l'Omg - fonte Wikipedia - è presente con 40 comunità in Perù, 17 in Ecuador, 9 in Bolivia e 12 in Brasile. In Italia, motore dell'intera operazione, sono presenti oltre 130 gruppi per un totale di circa 1500 volontari tra giovani e famiglie". La  mostra forlivese "Mobili ed Arredi Andini" proviene da Faenza, dove ha una sede permanente in via Righi, 60, nella zona industriale.

 

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Piero Ghetti

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