Forlì, Montanari (Pd): "Pri attaccano il sindaco, ma sono scomparsi"

Forlì, Montanari (Pd): "Pri attaccano il sindaco, ma sono scomparsi"

FORLI' - Ha ragione il Segretario del PRI forlivese, che con tempismo imperfetto, funzionale non si sa bene a chi e a che cosa, riprende il refrain già annunciato da altri "repubblicani" (ma quali? Valbonesi, Damassa?) attraverso le esternazioni ai giornali.

 

Quale asse si tenta di ricostruire, quale autorevolezza da questi redivivi della politica, che attaccano un Sindaco di origini veramente repubblicane, nel senso nobile e alto - nonché ampio e comprensivo - di questa definizione?

 

Prima di pontificare su lotte intestine fra i principali partiti dello scenario nazionale e forlivese, sarebbe bene ci fosse un esame di coscienza da parte di coloro che solo ora segnalano di volersi occupare dei bisogni dei cittadini.

 

E' infatti per il bene dei cittadini forlivesi che, con le loro personalistiche lotte intestine, sono scomparsi dal panorama politico locale, dal consiglio comunale e dalla città, proprio qui dove la tradizione repubblicana vantava un'importante tradizione.

 

Non è un caso che Marcello Rivizzigno attacchi il Sindaco Balzani e la sua Giunta, unica nel segno della discontinuità, unica a dover sopperire alle stranote difficoltà di bilancio e alle situazioni che proprio lo stesso Segretario PRI - ma quanti sono ora gli iscritti al partito ? - elenca.

 

Tradendo il suo onorevole passato - saldamente collocato nella sinistra democratica - il PRI fece un salto di barricata a suo tempo: il partito del vecchio Ugo La Malfa, costituente e padre della Repubblica, fu portato a braccetto della destra populista, del leghismo che intende separare l'Italia (Mazzini e Garibaldi sostituiti da Bossi e Calderoli, sich!), degli affaristi (il contrario del partito degli onesti promosso da La Malfa) nonché - a Forlì in modo eclatante - sotto le gonne dei clericali e addirittura dei militanti della Fiamma tricolore. Quale scempio di una tradizione progressista ridotta a predellino di tutto ciò che al repubblicanesimo è antitetico.

 

A Rivizzigno ricordiamo che le prediche devono giungere da pulpiti immacolati e che sarebbe opportuno ricordasse che i primi drappi attorno al collo dei veri repubblicani erano rossi e che, se vuole mostrare correttezza e fedeltà all'Edera, porti almeno rispetto a chi pratica la sua funzione istituzionale mettendo in pratica gli insegnamenti dei veri grandi padri repubblicani: Mazzini e Garibaldi.

 

Se la prenda, se può e se vuole, con il PDL e la Lega, abbia parole per il triste spettacolo offerto dai suoi sodali.

 

Se la prenda con chi usa la politica per trovare ancora un posto. Non è più tempo, non è più il luogo. Ma soprattutto se la prenda con sé e con i suoi - ormai pochissimi - "sostenitori" per aver disperso e umiliato quella che è stata una storia politica decisiva per l'Italia e non solo. Forse il silenzio e la meditazione sarebbero il giusto contesto per cercare di capire il senso di una sconfitta non legata ad una singola elezione ma epocale e senza rimedi.

 

Massimo Montanari

Consigliere comunale Pd

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