Forlì, morte al Cineflash. L'autopsia non risolve il giallo

Forlì, morte al Cineflash. L'autopsia non risolve il giallo

Forlì, morte al Cineflash. L'autopsia non risolve il giallo

FORLI' - Si è svolta martedì pomeriggio l'autopsia sul corpo di Claudio Giorgi, il proprietario del "Cineflash Multiplex" morto tragicamente dopo un malore. Ancora tutto da definire il contesto dell'improvviso malore, avvenuto durante un violento alterco con una coppia di spettatrici, madre e figlia. L'esame non avrebbe rilevato traumi. Ora si attende l'esito dell'esame istologico svolto dalla patologa Donatella Fedeli, nominata dal sostituto procuratore Alessandro Mancini.

 

Secondo le prime ricostruzioni, in particolare, le due donne, già in una delle sale, avrebbero occupato due posti non assegnati a loro. All'arrivo dei prenotati non avrebbero voluto cedere il posto assegnato. Da qui ne è nato un diverbio, prima con il personale di servizio e poi, visto l'aumentare dei toni, con l'intervento anche del titolare. Potrebbe essere stata la tensione dei quegli attimi a ingenerare in Giorgi il malore, a quanto sembra una crisi respiratoria.

 

Questa è avvenuta nell'atrio del cinema, ma che poi si è sviluppata soprattutto in un ufficio, fino alla morte del titolare. Inutili i soccorsi del 118, l'uomo è spirato. Sul posto si sono portati anche i carabinieri di Forlimpopoli e del comando compagnia di Meldola. La 37enne, difesa dall'avvocato Valerio Girani, è stata iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio preterintenzionale. La famiglia Giorgi è tutelata dall'avvocato Lorenzo Valgimigli del foro di Ravenna.

 

Secondo le prime indiscrezioni, Giorgi potrebbe esser morto a causa di una complicanza polmonare. Ma l'esito si conoscerà tra sessanta giorni. Difficile poter stabilire una correlazione tra le borsettate a Giorgi (negate dalla 37enne) e il malore. Non si esclude quindi che il capo d'imputazione passi da omicidio preterintenzionale a morte causata da altro delitto. La famiglia Giorgi ha nominato come periti Giorgio Maria Verdecchia e Giuseppe Fortuni. Per la romena il perito di parte è Pietro Occhialini.

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