Forlì: morte Eluana, le riflessioni di Michele Drudi e Thomas Casadei

Forlì: morte Eluana, le riflessioni di Michele Drudi e Thomas Casadei

FORLI' - "Sentiamo una forte preoccupazione per i modi in cui si è svolto e si sta sviluppando nel nostro Paese il dibattito su questioni di carattere etico, in particolare sulla vicenda di Eluana e Giuseppe Englaro. Ora che, dopo 17 anni, Eluana Englaro se ne è andata, ci sentiamo vicini a suo padre, riconoscendoci completamente nelle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Questo momento di dolore e turbamento nazionale può divenire anche un momento di sensibile e consapevole riflessione comune"".

 

E' quanto hanno dichiarato Michele Drudi (ARCI Forlì) e Thomas Casadei (Istituto Gramsci).

 

"Non siamo interessati a contrapposizioni gratuite - proseguono - , né a sterili polemiche. Siamo però convinti che il rispetto verso qualsiasi convinzione religiosa non possa mai mettere in discussione il principio della libertà di ciascuno e ciascuna di decidere sulla propria esistenza, nel rispetto dei diritti altrui e nei limiti fissati dalla legislazione".

 

"Non vogliamo giudicare nessuno per le proprie opinioni o certezze, ma pensiamo che cercare di imporre le proprie convinzioni personali come regola per tutti, sia il tratto distintivo di ogni forma di integralismo. E questo è pericoloso per qualsiasi società libera".

 

"Per queste ragioni, non riusciamo a comprendere in nessun modo l'accanimento nei confronti di Giuseppe e Eluana Englaro, le polemiche, le accuse, i giudizi sprezzanti scagliati in questi giorni anche da importanti vertici del Governo e esponenti del Parlamento, in modo per noi inaccettabile. Ci chiediamo che cosa abbia mai fatto un padre che ha cercato unicamente di rispettare la volontà espressa della propria figlia in una situazione dolorosa e estrema, accettando peraltro di sottoporsi alla Legge e alle sue prescrizioni.

Il diritto all'autodeterminazione deve essere rispettato. Il rispetto della volontà di Eluana non è eutanasia, ma è piuttosto una garanzia di libertà per tutti e tutte" continuano ancora Drudi e Casadei.

 

"Per questo motivo, alla Chiesa Cattolica chiediamo di rispettare la laicità dello Stato, e di attenersi al principio di pietà, comprensione e solidarietà umana nei confronti del dolore, della sofferenza degli altri. È il momento di parlare a tutta la società, o perlomeno di ascoltarla, astenendosi da interventi o giudizi laceranti. Un richiamo alla moderazione, al raccoglimento, alla riflessione, persino al silenzio sarebbe preferibile alle affermazioni improvvide che in queste ore, anche qui a Forlì, siamo stati costretti a sentire e che, come cittadini di questo Paese, ci sentiamo in dovere di non subire, di contestare e respingere".

 

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"Alla politica chiediamo solo una cosa: promuovere una legislazione sul testamento biologico rispettosa del pluralismo e della libertà di opinione. Basta con l'ipocrisia. Ai cittadini chiediamo di vigilare sulla Costituzione e di manifestare fermo dissenso e protesta contro qualsiasi intromissione di carattere confessionale e contro qualsiasi tentativo di manomettere o svuotare la nostra Carta fondamentale. Per tutti noi cittadini - concludono - lo Stato è una casa comune, che deve consentire l'esercizio di opinioni e orientamenti etici differenti, ma che deve garantire il rispetto del diritto di ogni essere umano alla scelta libera e volontaria, proteggendolo da qualsiasi intrusione, imposizione, condizionamento".

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