Forlì, morte sul lavoro. I sindacati: "Sia fatta piena luce su questa tragedia"

Forlì, morte sul lavoro. I sindacati: "Sia fatta piena luce su questa tragedia"

"Un altro morto nel settore dell'edilizia, un'altra vita spezzata, un altro lavoratore che partito da casa per svolgere il proprio lavoro sul cantiere, non vi ha fatto ritorno". FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL di Forlì esprimono così le proprie condoglianze alla famiglia, in particolare alla moglie di Marino Matulli. In segno di solidarietà i sindacati "mettono a disposizione se richiesto le proprie strutture per consentire di far valere tutti i diritti".

 

Le tre organizzazioni chiedono inoltre "alle Autorità preposte che sia fatta piena luce, individuando tutte le responsabilità su quanto accaduto nel cantire di via Angeloni a Forlì". Questo ennesimo incidente sul lavoro "deve servire a riportarne al centro il suo valore, come strumento di emancipazione da svolgersi nella pienezza dei diritti e nel rispetto della dignità umana, quindi in assoluta sicurezza, non sottovalutando mai nessun particolare nella definizione delle procedure di valutazione dei rischi".

 

"Bisogna tornare a pensare che la sicurezza è una risorsa e non un costo o un lusso - sostengono i sindacati -. Tutti i lavoratori dei cantieri in cui opera la Cooperativa Arte Muraria, venuti a conoscenza del grave incidente, in segno di solidarietà come momento di riflessione e partecipazione al lutto hanno immediatamente sospeso l'attività lavorativa per l'intera giornata".

scorsB?ba?E?Qpresidente della Regione, Vasco Errani. "La resistenza fu l'impegno civile di ragazze e ragazzi che decisero di impegnarsi per costruire il loro futuro - ha detto Errani -. Non ci sarebbe stata resistenza se fosse stato un fatto esclusivo dei combattenti. Uomini e donne che si assunsero la responsabilità di riadattare l'Italia, costruendo un movimento che andò assai oltre i combattenti".

 

 

"La Resistenza fu un grande moto di responsabilità, di civismo - ha aggiunto il presidente -. E' ciò di cui ha bisogno oggi il nostro Paese, che ci chiama ad assumere ciascuno la propria responsabilità. E' il momento di costruire un futuro per il nostro paese. Quei ragazzi e quelle ragazze avevano una grande aspettativa per il futuro. Dentro ad uno scontro ideologico c'erano diverse posizioni culturali finalizzate a costruire una nuova Italia, non solo per sconfiggere il fascismo".

 

Errani ha anche parlato di immigrazione, evidenziando che "noi siamo già una società multietnica. Sollecitare dal punto di vista etnico il problema di stabilire differenze ci mangia il futuro. Dobbiamo interrogarci su come integrare questo processo. I bambini figli di immigrati che sono nati qui, sono italiani o no? Si sono italiani. Se diciamo di no decidiamo che in questo paese il conflitto sociale resterà per sempre irrisolto". 

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