Forlì. Morto all'inceneritore, la Cgil: "Hera non mistifichi gravità dei problemi"

Forlì. Morto all'inceneritore, la Cgil: "Hera non mistifichi gravità dei problemi"

Enzo Santolini

FORLI' - "Hera non può più mistificare la gravità della situazione, non è un caso se questi infortuni mortali continuino a ripetersi: qualcuno si deve assumere di responsabilità di affrontare la situazione": è netto Enzo Santolini, segretario della Cgil di Forlì, dopo il drammatico infortunio mortale che ha ucciso Elio Piovaccari, operaio di 55 anni, nel vecchio inceneritore di via Grigioni. per dire 'no' a questa situazione Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero per tutta la giornata di mercoledì.

 

Altre forme simboliche di agitazione sono previste in tutte le strutture di Hera in regione. "L'adesione è altissima, pressoché totale", spiega Santolini, precisando che è stata comunque garantita "la disponibilità di una squadra di emergenza per le numerose rotture dei contatori per il gelo". Continua Santolini: "C'è rabbia: due morti in pochi mesi sono tanti, troppi".

 

I sindacati hanno incontrato il prefetto Angelo Trovato questa mattina, che ha promesso un incontro con i vertici di Hera (in calendario per il 21 gennaio). Un altro incontro si terrà il 30 dicembre: in quel caso sarà a Forlì tutto il coordinamento regionale dei sindacati interni di Hera e i vertici per la sicurezza. Intanto per tutta la mattinata un picchetto di lavoratori ha presidiato i cancelli dell'inceneritore. Per Santolini è evidente che "esiste un problema di organizzazione del lavoro: non c'erano le condizioni ambientali per lavorare quando è morto Piovaccari, non c'è stata alcuna manovra azzardata".

 

 

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