Forlì: moschea. Nervegna (PdL): "La Magistratura andrà sino in fondo"

Forlì: moschea. Nervegna (PdL): "La Magistratura andrà sino in fondo"

FORLI' - "Nessuna agevolazione pubblica in termini di sgravi fiscali o sovvenzioni o peggio ancora permessi edilizi e deroghe urbanistiche. Altrimenti la materia non sarebbe più di mera pertinenza  politica bensì giuridica e penale. E anche questa volta la Magistratura  - come per il caso delle "adozioni facili" - sarà chiamata ad andare sino in fondo".

 

Con queste parole Antonio Nervegna, capogruppo comunale e consigliere regionale di Forza Italia /Pdl, invita la giunta di centrosinistra a non concedere il via libera al cambio di destinazione d'uso di un capannone agricolo in via Masetti che la comunità islamica vorrebbe trasformare in Moschea, esprimendo preoccupazione per il forte rischio che potrebbe derivare dalla nascita di questo maxi centro di aggregazione islamica nella città di Forlì.


"La recentissima operazione della Digos che fra Faenza, Imola e Bologna ha portato all'arresto di sei stranieri di origine magrebina, accusati di far parte di una cellula terroristica islamica internazionale, dovrebbe aprire gli occhi agli amministratori di centrosinistra - aggiunge Antonio Nervegna - che invece continuano a minimizzare e nelle scuole e nelle istituzioni che controllano continuano a diffondere messaggi di falso buonismo , spesso intrisi di polemica antioccidentale e anticristiana, di fatto  delegittimando la nostra tradizione culturale e religiosa. Non solo. Anche il caso di Cesena appare ormai chiara la strategia dei sindaci di sinistra di potenziare la presenza islamica nel nostro territorio , forse immaginandosi che alla fine, con il diritto di voto, gli stranieri preferiranno nell'urna quello che la maggioranza degli italiani non vuole più: i nipotini di Stalin al potere... ".

 

"Da non sottovalutare inoltre - per Nervegna - quella che senza tema di smentita pare ormai un'unica strategia nazionale del  mondo mussulmano radicale: da Verona a Cesena, da Faenza a Forlì: dopo averne assicurato la proprietà chiedere la trasformazione dell'utilizzo di un capannone industriale o agricolo in  luogo di preghiera per i fedeli islamici. Ma qui la religione non c'entra nulla, il provvedimento dovrebbe essere vietato anche se si fosse trattato di una deroga per uso bar, ristorante, negozio o palestra... una variazione non autorizzata della destinazione d'uso dell'immobile e la relativa mancanza degli standard edilizi e igienici previsti in questi casi costituirebbe un reato! "

 

Nervegna , infine, ricorda che potremmo adattare il celebre motto di Cavour: "Libera religione in libero stato" al principio di reciprocità, cioè possibilità di costruire liberamente chiese in ogni parte del mondo e dei paesi musulmani; chiedendo nel nostro Paese l'obbligo di tenere i loro sermoni in lingua italiana e con la verifica sistematica dei partecipanti ai riti, a cominciare dagli imam, perché abbiamo visto precedenti in cui le moschee erano in realtà covi nei quali venivano organizzati addestramenti e "viaggi" in Iraq per svolgere azioni di terrorismo: ricorda Nervegna, che aggiunge: "A queste condizioni si potrebbe avviare anche un dibattito, ma senza aggirare la legge con  dubbie manovre urbanistiche e finanziarie. Qual è la provenienza dei 430.000 euro spesi dagli islamici di Forlì per acquistare il  capannone di via Masetti?": chiede l'esponente azzurro .

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