Forlì, Napolitano: cena preparata da Casa Artusi, ecco il menù

Forlì, Napolitano: cena preparata da Casa Artusi, ecco il menù

Forlì, Napolitano: cena preparata da Casa Artusi, ecco il menù

E' Casa Artusi, il centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana , a rappresentare la Romagna gastronomica per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Forlì, in occasione dei 150 anni della nascita dello stato italiano.

La cena privata che si è svolta la sera del 7 gennaio presso la Prefettura di Forlì-Cesena è stata curata da Casa Artusi, in collaborazione con AIS Romagna e con l'Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Forlimpopoli, che rappresenta una vera e propria eccellenza a livello nazionale.

 

Un menù di stretta osservanza artusiana che ha compreso, fra le altre portate, i Cappelletti all'uso di Romagna (ricetta numero 7) e i Tordi finti (numero 281), così chiamati "perché li rammenta l'odore del ginepro e un poco anche il sapore della composizione". Inoltre, vini autoctoni e delicatessen griffate, prodotti del nostro territorio che raccontano il paziente lavoro e tutti i saperi tradizionali di donne e uomini vicini alla terra.

 

"Siamo onorati - dichiara il Presidente di Casa Artusi Giordano Conti - per tante ragioni, fra le quali prevale l'idea di offrire accoglienza a una figura istituzionale che rappresenta tutti noi, con la sua dedizione al ruolo e alla difficile funzione che deve svolgere. Casa Artusi, per l'esperienza che ha maturato in Italia e all'estero, credo possa esaltare le nostre eccellenze e rappresentare adeguatamente la cultura del buon cibo, che è buona cultura in assoluto ed è strettamente correlato all'identità della nostra Romagna".

 

"Oltretutto la singolare ricorrenza del centenario artusiano e dei 150 anni dello stato italiano mi sembra straordinaria - dice Conti -: Artusi è un personaggio importante nella nostra storia e questa occasione servirà anche a meglio definire il profilo di un uomo che ha saputo e voluto dare agli italiani una identità gastronomica e una lingua comune. Posso dire serenamente che il personale di Casa Artusi, pur conscio della responsabilità, è stato all'altezza del compito che ci è stato affidato dal prefetto Angelo Trovato".

 

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