Forlì. Nel centrosinistra primarie di coalizione e prove di dialogo con gli alleati

Forlì. Nel centrosinistra primarie di coalizione e prove di dialogo con gli alleati

Forlì. Nel centrosinistra primarie di coalizione e prove di dialogo con gli alleati

FORLI' - Si è aperto il dialogo tra Partito democratico e Italia dei Valori a Forlì per la composizione dell'alleanza che nella primavera del 2009 dovrà presentarsi alle elezioni amministrative per sostenere il candidato sindaco che verrà scelto alle primarie del 14 dicembre. Primarie che il segretario del Pd forlivese, Alessandro Castangoli, si dice disponibile ad ampliare anche a tutta la coalizione, forte del "mandato pieno per dialogare e costruire programmi condivisi".

 

Intanto l'Italia dei Valori detta le condizioni senza le quali è impossibile una riproposizione forlivese dell'asse Veltroni-Di Pietro costruito a livello nazionale in occasione delle elezioni politiche (anche se attualmente appare piuttosto incrinato).

 

I dipietristi, che lunedì sera in un incontro pubblico con i segretari del centrosinistra al quale hanno preso parte anche Udc e Pri, chiedono istruttorie pubbliche speciali per far partecipare i cittadini alle scelte piu' importanti, verifiche puntuali annuali sullo svolgimento del programma, abbassare a 2.500 il numero delle firme per i referendum comunali, un freno ai multi-mandati degli assessori nelle societa' pubbliche, una delega apposita per la trasparenza, city manager in municipio e Regione Romagna.ù

 

Su quest'ultimo punto arriva la frenata del segretario territoriale del Pd, Alessandro Castagnoli, che insiste invece sul concetto di "area vasta". Tra gli altri segretari presenti anche Pierluigi Amadei, segretario provinciale dei socialisti di Boselli, che chiede quelle alleanze di coalizione sulle quali il Pd si è mostrato disponibile.

 

Molto critica la posizione di Alessandro Ronchi, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale. "Parte del programma e' rimasto inattuato, si veda la raccolta differenziata: lo stesso candidato dovra' rimettere diverse cose non fatte nel suo programma". E poi la critica sul tema della partecipazione, osservando che "i cittadini a Forli' non si ascoltano neanche quando raccolgono 20mila firme".

 

Posizione attendista ma scettica quella di Roberta Casadei, dei Comunisti italiani, che non senza una vena polemica fa sapere di "aspettare di sapere la disponibilita' del partito egemone, il Pd" e chiede che la metà dei candidati siano di sesso femminile.

 

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Per Rifondazione Comunista parla Euro Camporesi, che manifesta la disponibilità del suo partito a "confrontarci", ma chiede "un approccio diverso: un documento programmatico reso pubblico e' un macigno che poi non puo' essere rimosso".

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