Forlì, Nervegna (PdL) celebra i fasti della Repubblica Romana di Aurelio Saffi

Forlì, Nervegna (PdL) celebra i fasti della Repubblica Romana di Aurelio Saffi

FORLI' - Antonio Nervegna , consigliere regionale del Pdl, nell'ultima seduta di assemblea di questo mandato del parlamentino dell'Emilia-Romagna, per la sospensione dei lavori in attesa del voto di fine marzo, ha ricordato  il 161° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana e della promulgazione della prima Costituzione.


"In quella data, per la prima volta in Italia, il popolo si diede autonomamente una Costituzione. La Repubblica Romana, purtroppo, durò solamente cinque mesi: soffocata nel sangue il 3 luglio 1849, dopo un mese di assedio, dai soldati francesi di Napoleone III. Eppure essa fu un evento storico fondamentale e di svolta nelle lotte risorgimentali per l´unità d´Italia nonché per gettare il seme della speranza verso la creazione di uno Stato laico e repubblicano": ha detto Nervegna.


"Il Parlamento di quella Repubblica  si riuniva a Roma assediata e sotto le cannonate francesi e borboniche: ma oggi, a scuola, di tutto ciò si insegna poco o nulla ... eppure queste sono le radici della nostra democrazia. Sono loro , i coraggiosi patrioti - Mazzini, Armellini, Garibaldi, Mameli, Manara, il forlivese e triumviro Saffi tanto per citarne solo alcuni e molti di loro lasciarono la vita per la difesa della Repubblica - i padri della nostra repubblica. E´ loro l´insegnamento che dovrebbe ispirarci ogni giorno nella nostra azione politica e amministrativa. E tante sono i principi di modernità: tanto che la Repubblica Romana, guidata dal trimunvirato Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini si dotò immediatamente di una Costituzione liberale la quale  stabiliva che la sovranità spettasse unicamente al Popolo,  parlava di federalismo nell'unità e si dava per regola tre principi fondamentali: l'eguaglianza, la libertà e la fraternità senza riconoscere alcun privilegio di casta o di titolo nobiliare" dice ancora il consigliere del PDL.


"Ma soprattutto, e pochi lo ricordano, la carta costituzionale della Repubblica Romana era profondamente liberale e tutt´altro che antireligiosa - aggiunge Antonio Nervegna -  , tanto che  stabiliva che al Papa sarebbero comunque state concesse tutte le "guarentigie necessarie per l'esercizio indipendente del potere spirituale" e si stabiliva la piena libertà religiosa dei cittadini della Repubblica. Tanto che la bandiera della Repubblica Romana, il tricolore verde, bianco e rosso, recava al centro la scritta "Dio e Popolo"! Non vi era , cioè , furia iconoclasta o anti clericale, non si propugnava l'azzeramento della matrice culturale religiosa, non si prefigurava un regolamento di conti fra Stato e Chiesa, ma una pacifica convivenza nel rispetto dei ruoli finalmente disgiunti".


"Ideali vivi e pulsanti , e non lettera morta": si entusiasma Nervegna, che conclude: "Parliamo di principi attualissimi. Fin troppo... Se si pensa che i giorni nostri sono contraddistinti da folate ateistiche! Disdegno per l'amor patrio! Oltraggio alla bandiera. Simpatia per il nemico! Quale occasione migliore , allora, in questo finale di legislatura, che riportare alla memoria l'insegnamento dei nostro padri repubblicani. Quale opportunità storica , in occasione del 9 febbraio, che rendere omaggio ai nostri ispiratori: come il triumviro romano Aurelio Saffi, la cui statua troneggia nella piazza principale di Forlì, a simbolo di una cultura etico-politica dalla quale io stesso provengo e all'insegna della coerenza e nella consapevolezza che altro ancora c'è da fare" è la frase di commiato di Nervegna

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