Forlì, Nervegna (Pdl): "Hera come un poltronificio"

Forlì, Nervegna (Pdl): "Hera come un poltronificio"

Antonio Nervegna, consigliere regionale uscente e ricandidato del PdL, punta l'indice contro i "soliti nomi fra politici e amministratori provenienti dalla galassia del centrosinistra indicati dai Sindaci del territorio e inseriti nel nuovo Comitato Territoriale di Forlì-Cesena del Gruppo Hera". Si parla del riconfermato Paolo Talamonti (presidente), del direttore Franco Fogacci e dei consiglieri Piergiorgio Poeta e Luca Montanari  ( già presenti nel precedente CdA ), e Leonardo Zavalloni , Luciano Neri e  Paola Campana.

 

I compensi lordi previsti per i componenti del Comitato sono, spiega Nervegna: "20mila euro per il presidente (35mila in precedenza) e 7mila per gli altri consiglieri (prima erano 15mila euro per il vicepresidente e 10mila euro per tutti gli altri). Hera aveva abbassato lo stanziamento dei compensi dei membri del CdA da 90mila a 80mila euro. Adesso è quasi dimezzato".

 

"Ma non basta - spiega Nervegna - si tratta di organismi territoriali periferici di Hera che la stessa sinistra in altre occasioni elettorali aveva promesso di azzerare composti per lo più da personalità di chiara provenienza politica di parte e certamente non selezionate in base  a criteri tecnico-oggettivi, per non parlare del clamoroso conflitto di interessi che manifestano al loro interno: come potrà questo comitato eterodiretto occuparsi di tematiche chiave quali la promozione e sviluppo o il monitoraggio della qualità e sostenibilità socio-ambientale dei servizi offerti dal Gruppo Hera nel territorio di riferimento?".


Nervegna solleva nuovamente "il paradosso di questa multiutility che gestisce a Bologna, Modena, Ferrara, Imola, Forlì, Ravenna e Rimini il ciclo delle acque, dell'energia e dei rifiuti in totale regime di monopolio e che nel 2008 ha registrato un fatturato consolidato di 3,7 miliardi di euro con un ricavo netto nel 2006 di
100 ml euro".


"Per compensi e stipendi alle 600 persone inserite nei vari Cda e negli organismi di revisione e procura delle  oltre 60 società incaricate di cui 17 partecipate al 100% il Gruppo Hera sborsa l'iperbolica cifra di qusi 5 milioni e 100mila euro. Ed altri 31 milioni di euro si volatilizzano in consulenze tecniche organizzative, tributarie e legali. Uno spreco di risorse che diventa un oltraggio al cittadino soprattutto perchè è stato accertato  che  i costi del servizio sono più cari del 40% rispetto allo standard europeo  e  che le tariffe di acqua e rifiuti sono le più care d'Italia. Per non parlare del fatto che i più semplici servizi di intervento sono stati centralizzati e che oggi  quando si verifica un guasto le  varie squadre di soccorso non conoscendo le problematiche dell'area dove devono intervenire, arrivano con grande ritardo sul luogo dell'intervento. Una vergogna!".

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