Forlì, Nervegna (PdL) lancia l'allarme criminalità cinese: "Problema sottovalutato"

Forlì, Nervegna (PdL) lancia l'allarme criminalità cinese: "Problema sottovalutato"

Forlì, Nervegna (PdL) lancia l'allarme criminalità cinese: "Problema sottovalutato"

FORLI' - La criminalità cinese è sottovalutata a Forlì. A dirlo è Antonio Nervegna, consigliere regionale del PdL, che lancia l'allarme: "Le cronache sono sempre più cadenzate da notizie che riguardano operazioni della polizia  contro la criminalità cinese. E solitamente i reati contestati agli stranieri 'che provengono dall'Oriente sono sempre gli stessi: immigrazione clandestina, sequestro di persona, riduzione in schiavitù e anche  associazione per delinquere di stampo mafioso".

 

"Emerge sempre più in modo inequivocabile - dice il consigliere azzurro - una questione criminale di cui in passato si era solo mormorato e di cui si erano registrati solo alcuni, rarissimi episodi, ma senza affrontare il problema nella sua interezza, nella sua pericolosità, nella sua vastità.   E sarebbe ora che sulle problematiche connesse alle mafie estere  si cominciasse a ragionare sul serio anche dalle nostre parti, facendo cadere un tabù - quello della sinistra - che vorrebbe l'immigrazione una "risorsa" piuttosto che un elemento di attrito sociale ed economico. La vicenda del distretto del mobile di Forlì in crisi a causa dei cinesi denunciata dalla trasmissione tivù "Report" ne è un esempio lampante"

 

"Che  la manodopera straniera viva soltanto ai margini dell'economia locale, mentre invece è sempre più parte attiva: vedasi i recenti casi di persone cinesi che hanno rilevato importanti e storiche attività artigianali nei più svariati settori (ristorazione, cura del corpo etc..): su questo fenomeno gli amministratori e i politici di sinistra che continuano a chiudere gli occhi devono invece riflettere, porsi degli interrogativi e verificare se i piani regolatori e del commercio - per esempio - siano corrispondenti e idonei alle nuove realtà pesantemente stravolte dai
fenomeni migratori di massa".


Ma Nervegna chiede agli organismi competenti, compresi sindacati, uffici ispettivi, forze dell'ordine e magistratura di volgere lo sguardo verso i flussi di capitali e nelle trattative di compravendita e la manifesta ingente disponibilità di contante: "a suon di lire prima , ed euro poi , i cinesi hanno invaso in Emilia-Romagna la zona di Carpi, nel Modenese, e nella vicina Toscana hanno  colonizzato San Donnino, in provincia di Prato, tanto per fare alcuni esempi. La procedura è sempre la stessa: capannoni in disuso, scantinati e magazzini vengono acquistati e  divengono subito  casa e luogo di lavoro coatto per molti cinesi che fatti entrati nel nostro paese clandestinamente, diventavano ostaggi, costretti a lavorare per pagarsi il viaggio. Ancora oggi bambini, donne, uomini e anziani lavorano in luoghi malsani, sovraffollati,  dove sono costretti a permanere 24 ore su 24, spesso senza poter uscire all'aperto per prendere una boccata d'aria. E le recentissime cronache della provincia di riproducono un scenario del tutto simile... Che fare?".


"Il peggiore dei rimedi è far finta che il problema non esista - conclude Nervegna - è questo è esattamente quello che i sindacalisti della Cgil, gli amministratori ed anche i politici di sinistra di Forlì e Cesena continuano a fare... ma sulla pelle dei cittadini e degli imprenditori per bene!"

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di gambero
    gambero

    visto che nei manifesti s'impegna perche ' non si impegna anche presso i suoi amici al governo per fare controlli ,poi ognuno e libero di vendere a chi pare, a Milano che dire,la Sindaca a detto che e colpa del centro sinistra ma la' governate voi da 15 anni il comune poi anche la regione e la provincia e in Italia giusto per ricordarlo a tutti c'e' una legge che regola l'immigrazione che si chaima Bossi-Fini,che non ha risolto nulla e per di piu dal 2001 adl oggi avete avuto per sette anni il comando del ministero degli interni,per cui la colpe non datele sempre ad altri.

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