Forlì: nessun condominio, l'ex palestra Libertas è salva

Forlì: nessun condominio, l'ex palestra Libertas è salva

La schiera sempre più agguerrita dei forlivesi amanti della propria memoria storica è servita: l'ex palestra Libertas non diverrà un condominio. Il glorioso impianto di via Fossato Vecchio, per decenni punto di riferimento obbligato, accanto alla palestra della "Forti e Liberi", per i residenti del centro storico che volessero esercitare una qualsiasi attività sportiva, è stato stralciato dai lavori di ristrutturazione che stanno interessando da mesi Palazzo Braschi.

 

L'impresa proprietaria del complesso immobiliare di via Dei Mille, sorto nel 1927 per ospitare l'Opera Nazionale Balilla e che, dall'immediato dopoguerra e per almeno trent'anni è stato sede territoriale della disciolta Democrazia Cristiana, ha deciso di rinunciare al progetto concessionato a causa dei numerosi vincoli imposti dalla Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna e dallo stesso Comune di Forlì I carotaggi eseguiti nel sottosuolo dell'ex Dc e dell'area di sedime della palestra hanno, infatti, restituito numerose tracce di "frequentazioni" di età rinascimentale e medievale.

 

Non solo: "L'edificio - scrive nel giugno scorso la Soprintendenza bolognese in una lettera inviata ai proprietari - è sottoposto alla valutazione di interesse culturale, ciò comportando l'impossibilità di procedere alla demolizione di fabbricati ed alla realizzazione di piani di consolidamento". Ad onor del vero, in aprile, prima dello "stop" ministeriale appena citato, si era mosso con la consueta tempestività l'assessore forlivese all'urbanistica Gabriele Zelli. "Da più parti - scrive l'amministratore agli uffici competenti - il Comune è accusato di essere compiacente e accondiscendente ad un'ipotesi di riutilizzo dell'ex palestra Libertas. Considerato che la proprietà ha rinunciato all'intervento, è opportuno mettere in atto tutte le procedure affinché detto edificio possa essere recuperato ad altro uso senza compromettere le linee architettoniche del disegno originario".

 

L'ex palestra Libertas di via Fossato Vecchio è parte integrante di uno degli interventi di punta della florida architettura razionalista sorta in città e comprensorio nel Ventennio fascista. A progettare il tutto, rimaneggiando pesantemente l'antica dimora Guarini, poi Benzi, risalente al Settecento, fu niente meno che Cesare Valle, capofila degli architetti di regime. Il professionista ebbe l'incarico di realizzare la nuova Casa dell'Opera Nazionale Balilla. L'8 giugno 1927 il progetto ebbe la piena approvazione dello stesso presidente dell'Onb Renato Ricci. All'interno sorsero in breve tempo "una scuola per l'educazione munita di due grandi sale per conferenze, di una eccezionale biblioteca e di una macchina per proiezioni, di una sala per la scrittura e il doposcuola, una grande palestra, una sala per la scherma e una sala per il tiro".

 

Alla fine, la casa dell'Onb arrivò a contenere anche una scuola professionale. Gli interni erano decorati da affreschi importanti, come quelli dello scalone d'ingresso di Francesco Olivucci, oggi spariti sotto i colpi della furia iconoclasta post regime. Assodato che l'ex palestra Libertas non ritornerà nella disponibilità della società sportiva omonima, che ha felicemente traslocato da alcuni anni in viale dell'Appennino, in un luogo molto più accessibile agli utenti e ai relativi mezzi di locomozione, in città si sta profilando l'idea di un luogo espositivo legato alle future rassegne del San Domenico, in particolare quella razionalista del 2010. Ma appare lecito agganciarla anche all'erigendo museo della ginnastica di viale della Libertà, in omaggio proprio alle migliaia di forlivesi che hanno trascorso fra quelle mura ore e ore di sano svago sportivo. Il dibattito sul suo futuro è ufficialmente aperto.

 

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Piero Ghetti

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Paolo1
    Paolo1

    per non parlare delle vecchie aree dismesse che gira sempre lo stesso studio ex arienda del gas, ora stadium ex bartoletti ex cantina sociale e non parliamo di ospedale e iper

  • Avatar anonimo di Express
    Express

    Era ora che anche il Comune si accorgesse che non si possono più regalare le nostre poche cose storiche agli speculatori immobiliari. Non hanno guadagnato già abbastanza questi signorispresso in spregio a leggi e regolamenti?

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