Forlì, non sanziona i colleghi in sciopero e viene sospeso: Avm denunciata dai sindacati

Forlì, non sanziona i colleghi in sciopero e viene sospeso: Avm denunciata dai sindacati

Forlì, non sanziona i colleghi in sciopero e viene sospeso: Avm denunciata dai sindacati

FORLI' - Lavora da 29 anni come meccanico, prima dipendente di Atr, poi di Avm. Ora, Giancarlo Treossi, 54 anni, si trova sospeso cautelativamente dal lavoro senza stipendio. Martedì la Cgil di Forlì ha depositato in tribunale una denuncia per comportamento antisindacale nei confronti di Area Vasta Mobilità. "Abbiamo seguito le procedure previste dalla normativa", afferma il presidente Ubaldo Marra.

 

"L'azienda ha posto in essere un'azione doppiamente lesiva - spiega l'avvocato Giuseppe Mazzini - dei diritti sindacali e di quelli del lavoratore, considerando che il diritto allo sciopero è costituzionalmente garantito. In questo caso si è trattato di uno sciopero delle mansioni, giuridicamente legittimo. Con una reazione completamente sproporzionata". Avm è stata denunciata in base all'articolo 28 della legge 300: "Repressione della condotta antisindacale". L'iniziativa è appoggiata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Ugl, Faisa-Cisal, Fast-Confsal Forlì-Cesena. "Questo episodio - sottolinea il segretario generale Cgil Forlì, Enzo Santolini - si verifica in un contesto delicato nel quale si procede con l'aggregazione del trasporto pubblico locale in Area Vasta Romagna".

 

Il fatto: "Ai meccanici in possesso della patente D, non richiesta nel bando di assunzione, ovvero 11 dipendenti di Avm - premette Santolini - viene chiesto, anche se non previsto dal contratto, di movimentare i pullman che necessitano di riparazioni. Andarli a recuperare e dopo la riparazione, collaudarli".

 

Per questa mansione ritenuta 'aggiuntiva', già da febbraio 2010, spiegano dal sindacato, si stava contrattando un aumento di stipendio, che alla fine era diventato "nell'ordine di un massimo di 3 euro al giorno di indennità lorda di guida, il che significa al massimo 7mila euro all'anno per l'azienda, per tutti e 11 i lavoratori - continua Santolini - abbiamo ricevuto una risposta arrogante dall'azienda".

 

A questo punto, in accordo con il sindacato, i lavoratori hanno deciso di non mettere più a disposizione la loro patente 15 giorni fa. "L'azienda mi ha chiesto di attivarmi perchè i lavoratori riprendessero la normale attività, ma i miei colleghi hanno dato risposta negativa, in quanto aderivano ad una iniziativa sindacale. Questo ho messo per iscritto". Al capo officina viene chiesto di avviare provvedimenti disciplinari e lui si rifiuta. "Non spetta assolutamente a lui questo tipo di compito", sottolinea l'avvocato. Arrivano 4 lettere di richiamo per 4 mancati spostamenti di mezzi e poi la sospensione di Treossi, da martedì 7 compreso.

 

La risposta di Avm: "Abbiamo seguito la procedura prevista dalla normativa - replica Marra - c'è stato un cambiamento delle modalità di rispetto delle proprie mansioni. Per noi si tratta di mancata prestazione". "Forse disturba il fatto che Atr stia seguendo un alleggerimento delle funzioni? - si chiede Santolini - se ci sono mal di pancia interni alle istituzioni, ovvero alla proprietà, per quanto riguarda il percorso di unificazione, devono dirlo e non prendersela con gli operai". "Non si parla assolutamente di questo - smentisce Marra - è una questione che riguarda puramente i dipendenti".

 

"Si presume - ipotizza l'avvocato - visto che non abbiamo avuto spiegazioni, che venga contestata la modalità dell'utilizzo dello sciopero. L'azienda chiaramente avrebbe voluto che gli operai continuassero a svolgere le proprie mansioni , illegittimamente richieste". Verranno portate avanti altre due cause, una per il trattamento di Treossi, ed una per sanzioni disciplinari ad altri due dipendenti.

 

Chiara Fabbri

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