Forlì, nuova arma contro l'infarto miocardino allo studio al Morgagni

Forlì, nuova arma contro l'infarto miocardino allo studio al Morgagni

Forlì, nuova arma contro l'infarto miocardino allo studio al Morgagni

FORLI' - All'orizzonte una nuova possibile arma contro l'infarto miocardico acuto. Parte da Forlì l'idea di studiare, per la prima volta al mondo su un ampio numero di pazienti, l'uso della ciclosporina, farmaco immunosoppressore utilizzato contro il rigetto da trapianti, nell'infarto miocardico acuto trattato con angioplastica. L'obiettivo è poter ridurre l'area infartuale e garantire, quindi, al paziente, benefici in termini di minor danno ventricolare e miglioramento della sopravvivenza.

 

L'originalità e rilevanza dell'iniziativa è tale che lo studio, messo a punto dall'U.O. di Cardiologia dell'Ausl di Forlì, diretta dal dott. Marcello Galvani, si è aggiudicato il VI° Concorso annuale Fondo ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) per la ricerca. Fra tutti i protocolli pervenuti, il Consiglio direttivo dell'ANMCO, presieduto dal dott. Marino Scherillo, ha infatti selezionato, in base alle valutazioni del Comitato Scientifico, quello forlivese, che beneficerà così dei 100mila euro in palio per finanziare il progetto, volto a verificare "gli effetti del bolo di ciclosporina nell'infarto miocardico acuto sottoposto a rivascolarizzazione in angioplastica, in termini di riduzione dell'area infartuale".

 

La ricerca sarà coordinata dal dott. Filippo Ottani, consigliere nazionale ANMCO e medico dell'U.O. di Cardiologia dell'Ausl di Forlì, e dal dott. Roberto Latini, dell'Istituto Mario Negri di Milano, e interesserà più di 20 centri cardiologici italiani, con Forlì nel ruolo di centro di riferimento. Lo studio, randomizzato, in aperto, avrà un rilievo internazionale, poichè sarà condotto in parallelo anche in Germania. Complessivamente, fra centri italiani e tedeschi, si mira a reclutare 800 pazienti con infarto miocardico acuto trattato attraverso angioplastica primaria. Il supporto logistico e di analisi dei dati sarà fornito dal Centro studi dell'ANMCO, diretto dal dott. Aldo Maggioni.

 

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«La ciclosporina è un immunosoppressore con capacità di miocardio-protezione verificate da recenti ricerche su animali da esperimento, poi confermate nell'uomo. - illustra il dott. Filippo Ottani, ideatore del protocollo - In genere, è utilizzata in sindromi da rigetto dopo i trapianti. Il nostro obiettivo è testarne un nuovo utilizzo nell'ambito dell'infarto miocardico». Per la prima volta, quindi, la ciclosporina sarà impiegata per cercare di ridurre l'area infartuale, con potenziali benefici in termini di miglioramento della sopravvivenza. «Il farmaco sarà somministrato mediante infusione endovenosa in bolo subito prima dell'angioplastica - illustra il dott. Ottani - partiremo a ottobre e contiamo di avere i primi risultati nell'inverno del prossimo anno». Intanto, i responsabili dei centri cardiologi coinvolti si ritroveranno il 12 maggio a Firenze, in occasione del Congresso Nazionale ANMCO, per definire le modalità di reclutamento dei pazienti e successivi passaggi organizzativi dello studio.

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