Forlì, nuova istanza di fallimento per Sapro

Forlì, nuova istanza di fallimento per Sapro

Forlì, nuova istanza di fallimento per Sapro

FORLI' - Nuova tegola sul futuro di Sapro. Martedì scorso è stata depositata nel tribunale di Forlì una nuova istanza di fallimento da parte della Procura della Repubblica. Sapro spa, la società pubblica finita nella bufera per l'eccessiva esposizione debitoria di circa 100 milioni di euro, è stata già messa in liquidazione dai soci pubblici, che il 1° ottobre hanno scelto Lea Mazzotti come liquidatrice. Il 16 novembre è prevista una nuova udienza in tribunale sul futuro della società.

 

Nel frattempo un primo piano di salvataggio era stato rigettato dal giudice il 10 luglio 2010, dopodichè i soci e la società si erano messi al lavoro su una nuova bozza di accordo di ristrutturazione che tenesse conto, in particolare, delle osservazioni svolte dal tribunale.

 

Una bozza che non ha trovato d'accordo soci e banche, dunque si è resa necessaria la messa in liquidazione, mentre il reclamo in Corte d'Appello promosso contro quel decreto è stato ritirato e, conformemente alle deliberazioni dell'assemblea dei soci, la liquidatrice Lea Mazzotti, si è messa al lavoro per condurre la società verso la presentazione al Tribunale di una domanda di concordato preventivo, con cessione dei beni ai creditori, sotto il controllo del Giudice e a mezzo di liquidatori appositamente nominati.

 

Lea Mazzotti, informa la società in una nota, "sta provvedendo a formalizzare gli incarichi professionali indispensabili sia per procedere ad una urgente revisione dei conti di Sapro e alla precisa definizione del passivo della società, sia soprattutto per stimare, in modo obiettivo e prudenziale (in ottica liquidatoria), il valore effettivo di realizzo delle aree immobiliari che costituiscono l'ingente attivo della stessa, trattandosi di deficit di liquidità, ma non necessariamente di deficit patrimoniale".

 

Una volta definiti attivi e passivi dell'azienda, i professionisti incaricati dall'assemblea saranno in grado di formulare "in tempi ragionevoli" una corretta domanda di concordato, a meno che (precisa ancora una nota dell'azienda) "gli istituti bancari non decidano di accettare quella bozza di accordo di ristrutturazione dei debiti già elaborata, su cui è ancora possibile, per taluni aspetti legati alla gestione e al controllo dell'esecuzione dell'accordo, un margine di trattativa". Una sorta di messaggio in codice nei confronti delle banche, che vengono in qualche modo tirate per la giacchetta affinchè decidano di mettere mano al portafoglio.

 

Conseguentemente all'udienza del 16 novembre Sapro chiederà al Giudice un adeguato rinvio per poter predisporre, sulla base di dati attendibili e certificati la propria domanda di concordato, anche in considerazione del fatto che allo stato non vi sono istanze di fallimento di creditori (ma solo da parte della Procura della Repubblica) e non vi sono neppure procedimenti esecutivi in corso (che verrebbero comunque annullati dalla presentazione della domanda concordataria).

 

La liquidatrice Mazzotti ha già fatto sapere che nel frattempo richiederà "agli istituti bancari di rinunciare al computo degli interessi sui rispettivi crediti a decorrere dall'1/10/2010, data di avvenuta messa in liquidazione della società".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -