Forlì, nuova luce per il Duomo: viaggio nella chiesa-cantiere

Forlì, nuova luce per il Duomo: viaggio nella chiesa-cantiere

Forlì, nuova luce per il Duomo: viaggio nella chiesa-cantiere

Singolare viaggio nella chiesa-cantiere del Duomo di Forlì, sabato mattina con la visita guidata al restaurando presbiterio della Cattedrale con i suoi apparati decorativi. A guidare la visita il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, assieme a numerose autorità, tra cui il presidente della Fondazione, Piergiuseppe Dolcini, e l'assessore comunale Gabriele Zelli. Un vero tesoro artistico a cui il restauro (che sarà ultimato a settembre) porterà nuova luce.

 

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La singolare iniziativa, moderata dal direttore del periodico "Il Momento" Alessandro Rondoni, ha visto anche gli interventi del direttore scientifico del restauro Cetty Muscolino, di Piergiuseppe Dolcini e Antonio Branca rispettivamente presidente e direttore della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, e dell'assessore comunale Gabriele Zelli. Presente anche il Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Ravenna Giorgio Cozzolino e il progettista dei lavori Roberto Pistolesi.

 

In appena due mesi di lavoro, grazie alla rimozione, operata dalla ditta appaltatrice "Artemisia Restauro Opere d'Arte" di Genova, di tutti i "depositi incoerenti" accumulatisi in 160 anni di vita, l'interno della cupola ha già riacquistato il tono cromatico originario. Nel prosieguo ritorneranno ai fasti d'un tempo anche il tamburo e il fascione ornamentale soprastante i capitelli del colonnato.

 

"Confidando di recuperare l'intero apparato decorativo del Duomo - precisa il vescovo Lino Pizzi - godiamoci la sorprendente bellezza di quanto riconquistato sinora". Le volte di copertura del presbiterio, che è la parte finale della navata centrale sovrastante l'altare maggiore, contengono veri e propri tesori d'arte, in un coacervo di numeri dai significati altamente ieratici molto ben spiegato da Cetty Muscolino. A cominciare dal disegno della cupola, costituito, fra gli altri, da 7 cassettoni romboidali e da 7 lacunari ottagonali, oltre alle tre fila di 12 rosoni in stucco.

 

"Al centro, a simboleggiare il Paradiso, una colomba". "La nostra Fondazione - dichiara Piergiuseppe Dolcini - è ben lieta di contribuire al restauro del presbiterio del Duomo cittadino. In questo ambiente sono concentrati i valori della nostra comunità, che deve ambire a crescere guardando proprio al meglio delle sue radici culturali". I lavori attuali, del costo complessivo di 150 mila euro finanziati con l'8 per mille alla Chiesa cattolica, oltre a 20 mila euro per il nuovo impianto di illuminazione offerti dalla Fondazione, si concluderanno a settembre.

 

"E' indubbio - puntualizza "dietro le quinte" il parroco del Duomo monsignor Livio Lombardi - che questo intervento costituisce l'ideale continuazione del lavoro di consolidamento di tetti e coperture concluso nel 2006". Fu proprio in quell'occasione che i tecnici della Curia Vescovile riscontrarono la gravità dei danni alle volte del presbiterio, provocati da infiltrazioni d'acqua pressoché secolari.

 

La chiesa di San Tommaso Cantuariense nella Cattedrale di Forlì, è stata edificata nel 1841 su progetto di Giulio Zambianchi. Influenzato dalle tendenze neoclassiche del suo tempo, il giovane architetto forlivese realizzò un tempio poderoso, sullo stile delle chiese bolognesi coeve. Della precedente cattedrale di Santa Croce, risalente al 1425, rimase ben poco. Zambianchi riuscì nell'impresa di amalgamare il nuovo corpo centrale, costituto dalla grande navata e dall'abside, con le preesistenti cappelle laterali della Madonna del Fuoco e del Santissimo Sacramento.

 

Nell'interno a tre navate spiccano gli affreschi di Pompeo Randi "L'invenzione della croce" nel catino dell'abside, ed "Eracleo che trasporta la santa croce" sull'ingresso principale. La cappella del Santissimo Sacramento, progettata nel 1490 da Pace Bombace per ordine di Caterina Sforza, è dominata dall'affresco della Vergine della Ferita. La vera attrazione della Cattedrale di Forlì è però rappresentata dalla xilografia su carta della Madonna del Fuoco, conservata nella cappella omonima inaugurata nel 1636.

 

La preziosa icona scampò miracolosamente all'incendio che, il 4 febbraio 1428, incenerì la scuola del maestro Lombardino da Rio Petroso. La cappella patronale, decorata di marmi policromi, è sovrastata dalla cupola ottagonale, dipinta da Carlo Cignani con "L'Assunzione della Vergine". La realizzazione della nuova Cattedrale fu un evento epocale e costosissimo. In una memoria conservata in archivio, compare una nota del Capitolo che comprova il saldo dei debiti lasciati da quell'opera ciclopica. L'ultima rata è stata pagata nei primi anni '50 del ventesimo secolo.

 

Piero Ghetti


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