Forlì, nuova offensiva delle associazioni culturali: "Stop ai tagli della Provincia"

Forlì, nuova offensiva delle associazioni culturali: "Stop ai tagli della Provincia"

Forlì, nuova offensiva delle associazioni culturali: "Stop ai tagli della Provincia"

FORLI' - Si sta avvicinando l'estate e con essa il rifiorire di molti festival e rassegne, distribuiti per tutta la provincia. Ma quest'anno tira un'aria diversa per le molte associazioni culturali che operano nel territorio, anche loro chiamate a far fronte alla crisi, con i tagli alla cultura. La Provincia, infatti, ha diminuito da 95.000 a 27.000 euro i contributi per quanto riguarda i finanziamenti della legge regionale sullo spettacolo.

 

E a seguito di questa decisione alcuni presidenti di associazioni e intellettuali si sono ritrovati venerdì mattina, in un incontro aperto al pubblico, "non per lamentarsi dei tagli - come afferma Claudio Angelini di Città Ebla - ma per articolare un pensiero sulla valorizzazione dell'arte, in un territorio che si sta candidando, insieme a Ravenna, a Capitale Europea della cultura 2019". Di fatto però il tono è stato tutto improntato alle riduzioni di finanziamento degli enti pubblici.

 

Per portare un esempio concreto, che va a coronare i discorsi sull'importanza del sapere come linfa vitale per la nostra società, è stato presentato un campione rappresentativo di alcuni beneficiari dei contributi per la legge sullo spettacolo, a dimostrazione del loro operato nell'anno 2010. Fanno parte di questo campione: Itinerario Stabile, Area Sismica, la Città di Ebla, Diagonal loft Club, associazione DireFare, Masque Teatro, Teatro Valdoca e il Dipartimento di studi interdisciplinari su traduzioni di lingue e culture.

 

Ciò che è emerso è che nell'anno precedente sono state organizzate duecentotrenta giornate di eventi, che hanno richiamato 26.480 spettatori, di cui il 63% risiedenti entro i confini della provincia e il restante extraprovinciale. Un altro dato significativo è che dal 2007 c'è stato un incremento di pubblico del 27%. Ma la necessità di avere una numerabilità, di "giustificare la ricerca per la sua funzionalità", usando le parole del filosofo e docente universitario Rocco Ronchi, sembra preoccupare molto "gli addetti alla cultura", d'accordo all'unanimità che la gestione degli spettacoli venga troppo delegata al mondo dell'imprenditoria.

 

Cecilia Lippi

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