Forlì, ok al Piano dei rifiuti: avanza l'inceneritore

Forlì, ok al Piano dei rifiuti: avanza l'inceneritore

FORLI’ – Il consiglio provinciale di Forlì-Cesena ha approvato lunedì il nuovo piano dei rifiuti. 21 voti favorevoli e 9 contrari. Il punto più discusso è stato, ovviamnete, quello che riguarda il nuovo inceneritore di Hera, portato dalle 180 mila tonnellate a 120 mila. Si sono fatti sentire, con aspre polemiche, Forza Italia, Alleanza Nazionale e i Verdi. Fuori dal palazzo della Provincia una manifestazione, ultimo tentativo, inutile, del Clan Destino. Nel piano è previsto anche un aumento della raccolta differenziata.


L’assessore provinciale all’ambiente Roberto Riguzzi ha evidenziato come, dalla bozza iniziale del 2004, siano stati apportati sostanziali cambiamenti. Innanzitutto la diminuzione dei rifiuti destinati ad essere bruciati, 60 tonnellate in meno, poi l’innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata: dal 35 per cento dell’anno scorso, si passa ad un volume del 40 per cento per il 2007, arrivando al 48 per cento nel 2008 e ad una previsione del 68 per cento per il 2014. Le restanti percentuali di rifiuti sono quelle che andranno bruciate.


Altra novità, non contemplata nel 2004, è la demolizione del vecchio camino. Su questo punto la minoranza si è dimostrata dubbiosa, non essendo ancora partiti i lavori. Dal capogruppo di Forza Italia Stefano Gagliardi, a Luca Bartolini di An, che accusa la sinistra di lasciare in mano ad Hera il monopolio in tutta l’Emilia-Romagna, si sono snodate le polemiche. Si è unito, con un parere negativo, anche Stefano Brigidi del Sole che ride.

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Dall’altra parte gli elogi della maggioranza, a partire dal capogruppo della margherita Maurizio Brunelli, che ha definito il piano dei rifiuti equilibrato, arrivando ad Agostino Mantegazza dei Coministi italiani, che non ha additato l’inceneritore come unico responsabile dei problemi ambientali. Giuliano Pedulli dei Ds e Pier Girgio Poeta di Rifondazione hanno parlato di piano ambizioso e nettamente migliorato rispetto alla prima stesura. Soddisfatto anche Giovanni Lucchi del Pri che votò a favore anche nel 2004.

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