Forlì: ordinato un nuovo sacerdote, ma è crisi di vocazioni nel Forlivese

Forlì: ordinato un nuovo sacerdote, ma è crisi di vocazioni nel Forlivese

Un momento dell'ordinazione sacerdotale

Forlì rivive la suggestione di un'ordinazione sacerdotale. Ad un anno di distanza dalla consacrazione di don Fabio Giacometti, ora coadiutore del parroco di San Nicolò e San Francesco di Meldola, don Mauro Petrini, nel corso della messa in Duomo presieduta da monsignor Lino Pizzi, è diventato presbitero il diacono don Gabriele Pirini. Gabriele, a quarant'anni suonati, ha ricevuto il sacramento dell'Ordine per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo, secondo un rituale che si perde nella storia della cristianità.

 

> GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Nato a San Carlo di Cesena, Pirini raccoglie idealmente il testimone passatogli da monsignor Piero Morigi, l'angelo dei sofferenti e cofondatore del Centro di Spiritualità "Buon Pastore", scomparso il 23 giugno 2008. Il neo presbitero, classe 1969, ha deciso di lasciarsi alle spalle una laurea in scienze politiche e un quinquennio da insegnante di religione nel Trentino. Assolutamente in linea con il fenomeno tutto occidentale che vede divampare le vocazioni religiose in età sempre più avanzata, don Gabriele si fa prete a 40 anni: "Sono entrato in seminario a 33, per cui credo di avere l'età giusta per servire pastoralmente la comunità".

 

Don Pirini è uno dei numerosi giovani cresciuti nella comunità interdiocesana di preti lavoratori fondata negli anni '70 a Forlimpopoli da don Pietro Fabbri, don Pierino Ferri e dallo stesso monsignor Morigi. Si tratta di sacerdoti come gli altri, ma col valore aggiunto dello studio della pastorale del lavoro e, in alcuni casi, anche dell'impegno nelle fabbriche come operai. Dal 1996, queste singolari - e per certi versi innovative - figure di presbiteri diventano la nuova famiglia di Pirini. Nel 1999, il giovane li seguirà anche a Forlì, nella centralissima via dei Mille, sede della neonata Comunità "Buon Pastore". Don Gabriele è diventato diacono nel giugno 2008, ma già da tempo si "fa le ossa" nella parrocchia di San Paolo Apostolo, a fianco di celebrità spirituali del calibro di don Mino Flamigni e don Amedeo Pasini.

 

E' probabile che rimarrà lì anche nei mesi a venire, a condividere la conduzione pastorale di una delle più vivaci comunità forlivesi. Sebbene la mente continui ad andare all'indimenticabile don Piero, suo padre spirituale: "Mi piacerebbe riprendere il servizio avviato al ‘Buon Pastore', dando corpo all'idea dello stesso don Piero di un luogo di preghiera e di discernimento nel cuore della città, dove un giovane può pensare serenamente al futuro, rispondendo anche ad una chiamata del Signore". La sua consacrazione giunge ad un anno di distanza dall'ordinazione di don Giacometti, che a sua volta aveva seguito l'esempio di don Antonino Nicotra, ordinato prete nel 2007, di don Massimo Bonetti, oggi parroco a Galeata e Civitella, ordinato sacerdote nel giugno 2006, e del forlimpopolese don Enrico Casadei Garofani, consacrato nel 2003.

 

Con la scomparsa di monsignor Secondo Fanti, avvenuta il 5 novembre scorso a Forlì, e mettendo già in conto don Gabriele Pirini, sono 108 i preti della diocesi di Forlì Bertinoro a servire una popolazione di 180 mila abitanti. Se si pensa che sono solo quattro i giovani forlivesi che attualmente frequentano il seminario a Bologna, il saldo è fortemente negativo.

 

L'ordinazione di don Pirini, la quarta da quando monsignor Lino Pizzi è divenuto vescovo di Forlì Bertinoro, stempera giusto un poco la mestizia del clero diocesano, che, da ottobre ad oggi, ha pianto la scomparsa di ben 3 sacerdoti. Le statistiche sul lungo periodo sono ancor più crudeli: dal 1984 i consacrati sono stati 15, a fronte della dipartita di 107 presbiteri. A questo punto appare sempre più urgente coinvolgere e responsabilizzare i "chiristifideles", i laici cattolici: in Diocesi un prete su tre ha più di 75 anni.

 

Piero Ghetti

                                               


Commenti (3)

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    x annibale.Il resoconto di davide sarà pure crudo e incompleto rimane tuttavia il fatto che di crisi si parla.Forse tu sei a conoscenza dei veri motivi di tale fenomeno e vorrei che tu li esponessi.Andando a verificare tale crisi comprende pure le suore con chiusure di conventi .

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    Appunto Davide3, nessuno li obbliga, meglio convinti che per convenienza... E tu chi sei per giudicare...

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    Non solo è crisi di vocazioni nel Forlivese,ma in tutta Italia, anzi in tutto il mondo. Si "salva" solo l'africa ed il sud america dove li prendiamo per fame. E' normale: chi si vuole far prete sacrificando la VITA a dogmi assurdi? ed al servizio di una gerarchia che opprime ciò che c'è di buono e caritatevole nella "piccola chiesa" utilizzando sistemi politici simili a quelli di uno stato?

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -