Forlì, ortopedici in aiuto del popolo Saharawi

Forlì, ortopedici in aiuto del popolo Saharawi

Forlì, ortopedici in aiuto del popolo Saharawi

FORLI' - L'Ortopedia forlivese in campo per aiutare il popolo Saharawi a camminare con le proprie gambe. Da tre anni, infatti, i medici dell'unità diretta dal dottor Francesco Lijoi si recano periodicamente in Saharawi, per prestare assistenza sanitaria ortopedica nei campi profughi. L'ultima missione è di qualche settimana fa, quando il dottor Giovanni Spadoni e il dottor Paolo Razzaboni hanno soggiornato nella tendopoli di Bollah per cinque giorni, effettuando ben 16 interventi chirurgici, di cui 2 bilaterali.

 

La missione è in collaborazione con l'associazione marchigiana Rio de Oro.

 

«La media giornaliera è la stessa della sala operatoria del "Morgagni" - commentano i due medici - tuttavia, si lavora in condizioni di fortuna, visto che la strumentazione è molto limitata. Molte attrezzature le portiamo noi: teli sterili, siringhe, antibiotici, gessi, l'ultima volta persino 10 chili di calce sodata. Per il resto, si cerca di sopperire con l'esperienza e la creatività». Le principali patologie trattate sono quelle degli arti, in particolare piedi torti, ed esiti di poliomieliti, specie nei bambini. «Miriamo a risolvere soprattutto quelle problematiche che possono fare la differenza fra un invalido cronico e una persona autosufficiente - spiegano - restituendo autonomia motoria, fondamentale per vivere nel deserto». Dopo tre anni nel Sahara occidentale, le missioni possono contare su un meccanismo rodato, anche grazie al prezioso supporto dell'associazione Rio de Oro, impegnata da tempo in attività di indagine e sostegno in loco di diverse patologie: disagio infantile, patologie neuropsichiatriche, neurologiche, malformazioni congenite, diabete.

 

«Inizialmente, le prime giornate servivano a selezionare i pazienti con problemi ortopedici operabili - raccontano i due medici - adesso, invece, grazie alla creazione di una rete locale, questa azione viene effettuata in buona parte prima del nostro arrivo. Così, possiamo rapidamente decidere su quali soggetti intervenire e quali, invece, destinare a cure all'estero, inviandoli a strutture sanitarie spagnole o italiane. Due bambini sono stati operati anche a Forlì. Una anzi, ha effettuato diversi interventi». Ogni volta, i medici forlivesi riescono a praticare 15-16 operazioni, molte delle quali lunghe e complesse, con una media di 3-4 interventi al giorno. «Con una strumentazione migliore si potrebbe far ancora di più - dichiarano - basterebbe, ad esempio, una colonna con aria compressa, indispensabile per i martelli che inseriscono i chiodi. Nel nostro ospedale ce ne sono due in dismissione. Proporremo di portarle in Saharawi». Intanto, un passo avanti è stato compiuto realizzando, nell'ospedale di Bollah, un reparto di fisioterapia, con due fisioterapisti autoctoni formati in Francia e Spagna, che possono garantire il recupero di alcuni pazienti operati. «Da parte nostra, cerchiamo di dare continuità alla nostra presenza in Saharawi - spiegano - perché in ortopedia i controlli sono fondamentali per ottenere risultati: la buona riuscita dell'operazione, da sola, non basta. Inoltre, ci impegniamo anche per formare personale locale».

 

Per ulteriori informazioni sull'attività dei medici ortopedici forlivesi, si può consultare il sito del Centro Studi Aziendale per il Volontariato e la Solidarietà dell'Ausl di Forlì, https://www.ausl.fo.it/volontariatosolidarieta/; e-mail: volontariatosolidarieta@ausl.fo.it; spadonigiovanni352@gmail.com.

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -