Forlì, Palafiera. La precisazione dell'assessore Briccolani

Forlì, Palafiera. La precisazione dell'assessore Briccolani

FORLI' - "In relazione a quanto pubblicato in data venerdì 20 novembre 2009, l'Amministrazione Comunale tiene a chiarire l'iter che ha portato alla determinazione oggetto dell'articolo. È necessario premettere che la scelta non è maturata per alleggerire il bilancio della Fiera mascherandone le perdite, come sostenuto dalla consigliera Vanda Burnacci, bensì dall'esigenza di tutelare il patrimonio del Comune".

 

Lo ha dichiarato Emanuela Briccolani , assessore al Bilancio e al Patrimonio del Comune di Forlì.

 

"Il Comune affidò la gestione dell'impianto sportivo del Palafiera nel novembre del 2002 con un contratto avente durata fino alla fine del 2007, con possibilità di rinnovo per altri 5 anni. Il medesimo contratto prevedeva la riconversione di un capannone fieristico in palestra a cura della Società, ma con oneri a carico del Comune, riconversione che impegnò quest'ultimo per euro 484.872,00. Si giunse a tale decisione principalmente per due obiettivi: ridurre i costi di riscaldamento per gli allenamenti settimanali delle due squadre di vertice, molto onerosi nel grande Palafiera, e far divenire il Palafiera struttura fruibile anche per diverso utilizzo (concerti, spettacoli ecc.), che fino a quel momento veniva impedito dagli allenamenti quotidiani".

 

"Il contratto è stato rinnovato con decorrenza gennaio 2008 e terminerà il 31.12.2012. Da sottolineare che il contratto preliminare prevedeva un preciso impegno da parte dell'Amministrazione e cioè l'acquisizione di tale immobile al valore di sedime. Impegno trasfuso nel piano industriale approvato dall'Assemblea dei soci della Fiera nel luglio 2008 che vede il Comune, con meno del 30% delle quote, insieme ad altri soci quali Camera di Commercio, Fondazione, Cassa dei Risparmi, Provincia di Forlì-Cesena e altri. Portare a termine questa operazione, anche se in termini anticipati rispetto alla data di cessazione del contratto, trova senso nel rispetto del contratto stesso e radici nell'accordo preso, non da un Consiglio di Amministrazione come alcuni sostengono, ma in un consesso ampio quale quello dell'Assemblea dei soci, dove il principio di responsabilità non può venir messo in discussione."

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