Forlì, Pasini (Udc) attacca il Comune: "Maggiore attenzione e rispetto ai disabili"

Forlì, Pasini (Udc) attacca il Comune: "Maggiore attenzione e rispetto ai disabili"

Dopo il caso dei "disabili tassati" alcune segnalazioni provenienti da altrettante famiglie e dagli organi di stampa confermano che vi sono ulteriori "anomalie" nell'ambito dei servizi sociali ai cittadini da parte dell'Amministrazione Comunale di Forlì.

 

"Mi riferisco - precisa il segretario Provinciale UDC Andrea Pasini - all'assegno di cura, il contributo giornaliero alle famiglie che assistono in casa i propri congiunti disabili. L'Amministrazione comunale di Forlì pare che conceda questo contributo in maniera discrezionale, riconoscendolo solamente ai famigliari di persone "diventate" disabili nel tempo, a causa di incidenti e non a coloro che lo sono dalla nascita".

 

Questo tipo di proceduta è in netto contrasto con le normative nazionali e regionali: "Cito solamente - ribadisce Pasini - la delibera di Giunta Regionale n° 1122/2002. (che recita: "Assicurare ai cittadini disabili, anche in condizione di gravità, la possibilità di rimanere il più a lungo possibile nel proprio contesto famigliare e sociale") che non solo rimarca il rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà ed autonomia (legge 104/92 art.1) ma è elemento di rilievo per contrastare rischi di emarginazione sociale. Occorre, quindi, fornire alla famiglia supporto e sostegno, perchè possa assolvere ai compiti di cura e assistenza dei propri famigliari".

 

"In merito agli assegni di cura - continua Pasini - i cittadini hanno il diritto di ricevere risposte chiare e precise dagli uffici comunali preposti, e non credo proprio che le assistenti sociali (come apprendo, sbalordito, dalla stampa) possano respingere le domande: la programmazione in materia è di competenza degli amministratori e non certo dei dipendenti. In una realtà con quella di Forlì, però, dove chi deve scegliere non sceglie, sembra che oramai tutto sia consentito e lecito!"

 

"Mi chiedo anche - conclude Pasini - come mai la Regione Emilia-Romagna non voglia riconoscere (attraverso le amministrazioni locali) la validità di una legge (la 104 appunto) che tutela il diritto dei disabili alla dignità dell'esistenza e, soprattutto, il sacrificio economico che una famiglia deve sostenere quando al suo interno vive un congiunto disabile: un sacrificio che accompagna un' esistenza intera, e che pesa su tutto il nucleo famigliare. Sono fortemente amareggiato, perché ogni giorno sempre più la nostra società dimostra di aver perso quei valori di solidarietà ed accoglienza e risulta totalmente incapace di tutelare i soggetti più fragili".

 

 

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