Forlì, Pasini (Udc): "Fasre chiarezza sui conti dell'Ausl"

Forlì, Pasini (Udc): "Fasre chiarezza sui conti dell'Ausl"

Sui conti della AUSL di Forlì è ora di fare chiarezza: sono mesi che si parla di pesante disavanzo che l'attuale direzione generale avrebbe ereditato dalle passate gestioni e di un piano triennale di rientro, che a detta del sindaco Balzani, del vice-presidente della provincia Russo e del presidente della Conferenza socio-sanitaria Zoffoli, dovrebbe prevedere un risanamento triennale di 60 milioni di euro sulla base di un debito strutturale medio annuo di 20 milioni.


Questi numeri implicano un'analisi molto accurata dei bilanci e dei criteri utilizzati dalla direzione generale AUSL per implementarli. Pensiamo al 2008: la Petropulacos ha ricostruito il bilancio, il cui risultato indica un ammanco di ben 34 milioni. Leggendo fra le pieghe, vedo che sono compresi gli ammortamenti (5 milioni), un accantonamento per fondo rischi (oltre 7 milioni), crediti inesigibili risalenti fino al 1992 (5 milioni), mancati ricavi per servizi oncologici passati all'IRST (8,6 milioni).


Andiamo oltre ed eccoci al 2009: il bilancio evidenzia una perdita di appena 12 milioni di euro, che al netto degli ammortamenti è di poco sotto ai 7, senza pensare che sono comunque presenti mancati ricavi per circa 10 milioni (8 servizi oncologici passati all'IRST e 2 servizi passati ad Area Vasta): a fronte di queste valutazioni sembra quindi del tutto fuori luogo dare peso, come fa la direzione generale, agli alti costi (oltre 3,5 milioni) in ambito farmaceutico e specialistico, a mio modo di vedere, indispensabili per perseguire quell'eccellenza raggiunta e sostenuta da tutte le forze politiche solo fino a qualche mese fa"


Queste considerazioni fanno sorgere un dubbio legittimo: ma cosa sta succedendo alla sanità forlivese? Il buco esiste o è un'invenzione? Come mai il Partito Democratico, da sempre paladino dell'eccellenza della sanità forlivese, si rimangia le proprie posizioni e sembra non tener più in alta considerazione il nostro ospedale? Non sia mai che in ottica di triste spartizione a livello regionale, il Partito Democratico abbia "mollato" la Sanità per qualche altra contropartita...


Il dubbio è legittimo specie se lo si legge in relazione alla possibile fuga dei primari più qualificati. Un esempio. Qualche tempo fa la passata amministrazione comunale aveva concordato, di concerto con l'Università di Bologna e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, il possibile trasferimento della cattedra di Pneumologia a Forlì, in modo che potesse essere guidata dal prof. Poletti: dove è finito questo progetto, che avrebbe dato ulteriore credito al polo sanitario folrivese?


In più c'è da dire che l'eccellenza costa: la chirurgia robotica, utilizzata in svariati campi di applicazione, le nuove tecniche di parto analgesico o in acqua sono solo alcuni aspetti d'avanguardia già raggiunti nel nostro presidio ospedaliero, che necessitano di personale qualificato, e quindi di investimenti, ma che garantiscono nel tempo anche buoni livelli di profitto. L'impressione è di essere di fronte ad un tentativo mal celato, nato in ambito regionale, di far retrocedere il nostro presidio ospedaliero in serie B, a vantaggio di altri territori, vanificando gli ingenti investimenti degli ultimi anni e favorendo, purtroppo, la cosiddetta fuga di cervelli".

 

Il segretario provinciale UDC Andrea Pasini

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