Forlì, per i giovani l'allenatore deve essere anche un po' psicologo

Forlì, per i giovani l'allenatore deve essere anche un po' psicologo

Forlì, per i giovani l'allenatore deve essere anche un po' psicologo

FORLI' - Delineato, a Forlì, l'idealtipo europeo di allenatore per atleti adolescenti: non solo preparato dal punto di vista tecnico, ma anche in grado di gestire con profitto l'aspetto relazionale, psicologico, comunicativo nei confronti del ragazzo. Questo quanto emerso dal convegno internazionale andato in scena venerdì 20 maggio, in Comune, a conclusione del progetto europeo "P.Y.S.T. - Partnership for Youth Sport Trainers".

 

Finanziato dal Programma Comunitario di Apprendimento Permanente, sottoprogramma Grundtvig e condotto da Comune di Forlì e Azienda Usl di Forlì, in qualità di capofila, Comune svedese di Piteå e Provincia spagnola di Jaen. Obiettivo dell'iniziativa era la formazione di educatori sportivi quali potenziali interlocutori degli adolescenti, e, pertanto, importanti attori nelle azioni di promozione della salute e del benessere dei giovani. A tal fine, è stata sfruttata l'esperienza del corso "Uno sport da ragazzi", tenuto a dirigenti, allenatori e funzionari sportivi del territorio forlivese dalle operatrici del Consultorio giovani dell'Ausl di Forlì.

 

Nancy Inostroza e Loretta Raffuzzi hanno così prestato la propria consulenza ai due partner europei, che, a loro volta, hanno organizzato iniziative analoghe. Venerdì, è stato, infine, possibile delineare delle vere e proprie linee guida europee in materia. In base a queste ultime, l'allenatore, pur senza trasformarsi in uno psicologo, deve avere un atteggiamento di ascolto ed empatia verso i ragazzi, cercando di intercettare le situazioni di disagio per accompagnarle in contesti di aiuto.

 

«Le inizitiave rivolte a prevenire le problematiche adolescenziali sono molto importanti - commenta l'assessore comunale alle politiche giovanili Valentina Ravaioli - e il progetto europeo "P.Y.S.T. - Partnership for Youth Sport Trainers" rientra sicuramente fra queste. Allenatori ed educatori sportivi, infatti, rappresentanto figure che, in un'età spesso conflittuale coi propri genitori, possono divenire punti di riferimento per i ragazzi, aiutandoli a crescere. Non bisogna poi dimenticare che lo sport, oltre a favorire il benessere fisico e psichico del giovane, si pone come fattore antagonista rispetto al disagio e alla devianza, poiché favorisce stili di vita sani e corretti».

 

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A commentare i risulati delle esperienze realizzate dai tre partner (per la Spagna Rafael Martos, per la Svezia Frederick Norberg, per l'Italia Nancy Inostroza, responsabile del Consultorio Giovani dell'Ausl di Forlì) e riflettere sul tema sono intervenuti anche il direttore generale dell'Ausl di Forlì Licia Petropulacos, l'assessore comunale alle politiche europee Patrick Leech, e il responsabile nazionale del settore formazione della Uisp Massimo Davi.

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