Forlì, persone in fuga da guerre e sofferenze all'Ambulatorio per i poveri

Forlì, persone in fuga da guerre e sofferenze all'Ambulatorio per i poveri

Forlì, persone in fuga da guerre e sofferenze all'Ambulatorio per i poveri

FORLI' - In 16 mesi di lavoro, dall'11 febbraio 2009 al 31 luglio 2010, sono state visitate dall' "Ambulatorio volontario per persone in difficoltà" 99 persone, di cui 71 maschi, con età media 30 anni, e 8 minori. Fra queste vi sono poveri ed emarginati che si rivolgono al centro di ascolto Caritas. L'esperienza dell'"Ambulatorio volontario per persone in difficoltà" istituito a Forlì dal Centro Studi dell'Ausl locale in collaborazione con il Centro di ascolto Caritas "Buon Pastore" approda ad un convegno nazionale.

 

E' il convegno "Diversità come norme normalità - Equità di accesso come sfida nei servizi sanitari e sociosanitari" di Reggio-Emilia. La dott.ssa Daniela Valpiani, in qualità di responsabile dell'ambulatorio, interverrà, venerdì 5 novembre, nel corso della sessione "Differenze dovute alla condizione socio-economica", con una comunicazione ("Il Centro Studi Aziendale ‘Giovanni Donati' per il Volontariato e la Solidarietà: l'esperienza di un ambulatorio volontario per persone in difficoltà") in cui illustrerà finalità e modalità operative del progetto.

 

L'ambulatorio è nato da un'attenta lettura dei dati relativi alle situazioni di povertà nel territorio forlivese. Dopo un periodo di formazione, a cura, in particolare, del Coordinamento aziendale per le problematiche dell'immigrazione e dell'Anagrafe sanitaria azienda Estero dell'Ausl di Forlì, è partita, nel 2009, l'attività ambulatoriale vera e propria, che vede coinvolti un volontario con funzioni amministrative, affiancato dall'operatore Caritas per accogliere le persone e valutare la loro posizione rispetto al Servizio Sanitario Nazionale, unitamente a un medico e un infermiere volontari.

 

 I fruitori del servizio sono ospitati nelle strutture di accoglienza gestite dall'associazione; minori non accompagnati; persone appena arrivate da paesi vessati da guerra, lotta, conflitti; richiedenti asilo; persone con permesso di soggiorno per asilo; persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari; persone con permesso di soggiorno per protezione sussidiaria. Solo in quattro casi si è riscontrata la totale assenza di documenti. Per quanto riguarda i paesi d'origine di chi ha usufruito del servizio, la maggior parte proviene dalla Romania (13), seguita da Burkina Faso (11), Nigeria (8), e Somalia (8). Si sono registrati anche tre accessi da parte di italiani. Analizzando i sintomi prevalenti riscontrati, si trovano dolori al rachide, agli arti, al bacino. Complessivamente, sono state effettuate 191 visite, nell'ottica di una presa in carico del paziente che ha evitato accessi impropri sia alle strutture ospedaliere sia al Pronto Soccorso.

 

«L'attività dell'ambulatorio, avviato in via sperimentale, si è mostrata utile ed efficace nell'affrontare bisogni di salute altrimenti non soddisfabili nel contesto territoriale per motivi culturali, di integrazione, di disinformazione - commenta la dott.ssa Valpiani - ancora una volta, si è visto che un'adeguata, capillare "informazione sui diritti in ambito di salute" può contribuire a un ottimale utilizzo della struttura sanitaria stessa. Aver ricevuto, poi, l'invito a raccontare la nostra esperienza a un congresso importante come quello di Reggio-Emilia, portando una vera e propria comunicazione, mostra come l'attività di volontariato effettuata nell'ambito dell'ambulatorio sia assurta a dignità scientifica».

 

Il Convegno, inserito nell'ambito del progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna per il miglioramento della risposta dei servizi ai bisogni della popolazione straniera e la valutazione sull'adeguatezza di percorsi di accesso alle cure relativamente alle diversità di genere, rappresenta un'opportunità per illustrare e discutere i primi esiti di un percorso di analisi iniziato in Regione e finalizzato a fare una prima valutazione della rispondenza dei servizi sanitari e sociosanitari ai bisogni di tutti i cittadini nel rispetto delle differenze.

 

Con quest'appuntamento ci si propone quindi di dare un contributo al riorientamento dei servizi sanitari e dei comportamenti individuali in un'ottica di miglioramento dell'equità di accesso e di trattamento di tutti nel rispetto delle diversità, riflettendo e confrontandosi su strategie e modalità organizzative finalizzate a garantire l'erogazione di servizi equi e aperti a tutti.

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