Forlì, piano di rientro consegnato al giudice: fallimento Sapro sospeso per un mese

Forlì, piano di rientro consegnato al giudice: fallimento Sapro sospeso per un mese

Forlì, piano di rientro consegnato al giudice: fallimento Sapro sospeso per un mese

FORLI' - La procedura di fallimento al Tribunale di Forlì che riguarda la società pubblica provinciale per l'insediamento industriale Sapro è stata sospesa per trenta giorni: il giudice Maria Cristina Salvadori ha ricevuto nel corso dell'udienza di martedì mattina l'accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato tra Sapro e i creditori e, concorde anche il pubblico ministero Filippo Santangelo, ha concesso la sospensione per analizzare il piano di rientro.

 

Tecnicamente il giudice si è riservato sull'omologa dell'accordo, una sorta di avallo formale, che, nello scopo degli amministratori di Sapro dovrebbe scongiurare lo stato di insolvenza e di conseguenza il fallimento. Una copia del piano approderà anche sulla scrivania del pm Santangelo, che farà le sue valutazioni inoltrandole quindi al tribunale. Il forte coinvolgimento della Procura della Repubblica nella procedura fallimentare deriva dal fatto che il fallimento è stato chiesto direttamente dall'ufficio inquirente, nel corso di un procedimento penale su Sapro che, intanto, procede parallelo.

 

L'eventuale concessione dell'omologa, tuttavia, non comporterà alcun automatismo nel ritiro della richiesta di fallimento. Insomma, per sapere il destino della società bisognerà attendere ancora oltre un mese. Sapro si trova in una situazione debitoria molto grave: l'esposizione, in gran parte con le banche, ammonta a 110 milioni di euro, mentre il patrimonio è stimato in circa 120 milioni: un bilancio formalmente ancora in positivo grazie eroso però dall'alta incidenza degli interessi, ma soprattutto dall'enorme massa di aree invendute nel portafoglio di Sapro. Nell'udienza di questa mattina erano presenti, oltre ai legali di Sapro, anche quelli del Comune di Forlì.

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    non lamentiamoci troppo, la dirigenza politica folivese se la sono scelta gli stessi forlivesi..... Sapro, l'aereoporto, il centro storico abbandonato, l'iper ed i suoi abusi e compromessi per rimediarla, la fiera ecc. sono frutto di scelte della stessa classe dirigente eletta dai forlivesi e che ha sua volta ha nominato gli amministratori delle società di cui sopra........non lamentiamoci quindi, risulta evidente che il territorio non riesce ad esprimere nulla di meglio......

  • Avatar anonimo di pagnoncelli
    pagnoncelli

    J Dorian hai ragione "la risposta a problemi come questi non deve venire dalla magistratura", anche il PM ha avallato il piano di rientro proposto, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse e tutto andrà avanti come se nulla fosse

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    In america dicono "troppo grande per fallire", da noi forse "troppo politicizzata per fallire". SAPRO è una società solo di facciata, solo formalmente. In realtà è il precipitato di progetti politici e interessi politici. magari ha lavorato bene, magari male, non ne ho esperienza diretta ... ma mi par di capire che non abbia lavorato bene. Ad ogni modo, secondo me, la risposta a problemi come questi non deve venire dalla magistratura. Chi aspetta un giudice, da una parte o dall'altra, bianco, rosso o nero, che tolga le castagne al fuoco, aspetta invano. E se anche la risposta dovesse arrivare, si tratterebbe in ogni cas di una sconfitta per la politica, perché significherebbe che la società (non la SAPRO, ma la società forlivese) non è stata in grado di elaborare progetti convincenti o uno straccio di soluzione. Peccato.

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    pagnoncelli

    Signor Giudice faccia fallire questo carrozzone

  • Avatar anonimo di Thovè!
    Thovè!

    Beh, spero che il Giudice non si faccia influenzare dalla politica locale di sinistra e vada dritto e faccia giustizia. Qui si parla dei nostri quattrini!!! Confidiamo finalmente in un po' di aria pulita!

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    E adesso via, a rimaneggiare i piani regolatori, poi magari ci sarà una cordata di "imprenditori" che acquista le aree. E in ultima analisi, ci penseranno i comuni con i nostri soldi, tagliando i servizi e addossandone la colpa al governo centrale. Che bisogno hanno i nostri comuni di fare gli imprenditori edili? Sarebbe meglio che si limitassero a governare il territorio nell'interesse dei cittadini, di tutti i cittadini, e, visto il risultato, che lasciassero fare impresa a chi ne è capace. SAPRO è una vergogna, per quello che si legge e per quello che si intuisce, e, come nelle società private, il "buco" lo dovrebbero ripianare personalmente gli amministratori che l'hanno creato. Basta con questi politici che, dietro il paravento dell'ideologia, hanno sempre le mani nei soldi.

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