Forlì, piazza Guido da Montefeltro. L'intervento di Fabbri (Sel)

Forlì, piazza Guido da Montefeltro. L'intervento di Fabbri (Sel)

FORLI' - Ai Verdi per la costituente ecologista  il piccone usato per fotografarsi in piazza Guido da Montefeltro è uno strumento usuale , ma per la sua natura demolitrice poco adatto per dichiarazioni equilibrate e veritiere.

 

Non sorprende oggi il sostegno alla demolizione del parcheggio e della Barcaccia e neppure la lettura di come si arrivò alla realizzazione del progetto Sacripanti già e, più volte, enunciati con passati  comunicati stampa.  Ciò che sorprende è l'attacco frontale ai tanti che sostengono quell'opera con  sensibilità e cultura urbanistica  propria , che può non coincidere con le sensibilità e culture dei Verdi forlivesi e anche di tanti cittadini forlivesi,  ma che merita e necessita di un approccio diverso dall'imposizione di una decisione maturata senza il dovuto confronto .  E a questo proposito  sarebbe bene che i  Verdi documentassero fonti e documenti  a cui si sono ispirati per stabilire la posizione di SEL sulla questione Piazza Montefeltro. Ricordo che nel nostro partito è in atto un confronto su questo tema, che alcuni componenti e in modo particolare l'architetto Giampaolo Bassetti sono impegnati  da tempo con passione e  competenza   per affrontare dal punto di vista culturale e urbanistico la questione e che , a differenza della sapienza che spesso ci viene propinata dai cosidetti puri ambientalisti e dall'amministrazione comunale, ci piace pensare che il confronto e la partecipazione alle scelte è fondamentale per la democrazia ed è stato il presupposto primo  del  patto di coalizione.

 

Affermare che SEL si è "smarcata" dalla coalizione  e dal Sindaco Balzani per questioni di "cemento" è improprio e riduttivo delle ragioni vere che riconducono ad un percorso che mai ci ha visti partecipi alle scelte amministrative fin dall'insediamento della nuova amministrazione . Prima della decisione di non dare più il nostro sostegno politico alla maggioranza che amministra la nostra città, abbiamo più volte evidenziato questioni di metodo e di merito su scelte non condivise a partire dalla questione per noi fondamentale del rispetto della laicità,  non applicata  in varie occasioni, in particolare  sulla scuola pubblica, sia anche la scuola d'infanzia.

 

Penso che l'esito delle recenti amministrative a Milano, Napoli, Cagliari  e il risultato referendario hanno insegnato  che la partecipazione è qualcosa d'altro rispetto alla semplice comunicazione di decisioni prese, che il consenso si costruisce con un confronto vero , con il rispetto dell'altro anche nella diversità di opinione e che la responsabilità dell'assunzione della decisione, per chi ne ha il compito e il dovere,  non  esclude la capacità di sentirsi parte e non la sola parte.

 

E per ultimo , davvero la nostra città ha un bisogno prioritario della demolizione del "parcheggione" ? Personalmente, non come coordinatrice di SEL, ho imparato a guardare con occhi diversi quella struttura e a pensarla più curata e abbellita. Ci sono edifici, anche nella nostra piazza che cozzano con il resto che sta intorno, e un tempo c'era altro. Si deve pensare di riportare tutto al tempo passato o possiamo imparare ad apprezzare l'esistente facendoci contaminare anche da occhi, sensibilità  e opinioni diverse . Se è giusto farlo per il ventennio fascista è lecito porsi la domanda se ciò vale anche per un altro tempo più recente.  Priorità  dei bisogni della nostra città e attenzione  alle sensibilità e culture altre  sono elementi  che dovrebbero indurre   ad una riflessione .

  

Marisa Fabbri

Coordinatrice SEL

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Quel parcheggio e' stato progettato male, non c'e' nulla da difendere: con quelle basse strutture in cemento armato si rischia di ammaccare lo sportello ogni volta che lo si apre, e di rigare la macchina quando si transita. Chi sostiene il contrario evidentemente non c'ha mai parcheggiato. Dev'essere demolito, e rifatto in maniera funzionale. Quelle sulla "priorità" di tale intervento sono solo fisime e trucchetti dialettici da politicante.

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