Forlì, Pirini (Destinazione): "I rischi di Sapro"

Forlì, Pirini (Destinazione): "I rischi di Sapro"

FORLI' - Per quanto riguarda SAPRO io scelsi di uscire dall'aula al momento della votazione perché comunque i due scenari che si prospettavano non erano soddisfacenti per nulla per quanto riguardava le nostre idee di gestione del territorio. Sia che si fosse andati verso il fallimento sia verso il salvataggio della società ci sarebbero stati grossi problemi per il territorio ed era giusto che questa società che non ha fatto altro che malversare e portare dei danni al territorio venisse chiusa.


Allo stesso tempo chiudendola così, senza prendere altri provvedimenti, si poteva pensare che nella gestione dei terreni in seguito al fallimento ci sarebbe stato un problema grave di svendita dei nostri territori e quindi per noi sarebbe stato fondamentale un'indicazione ben precisa sull'indirizzo che si sarebbe voluto dare a SAPRO e, in caso di scioglimento della società, una valutazione attenta delle possibili azioni che il Comune poteva effettuare sulle destinazioni d'uso dei terreni. Era quello che avevo chiesto nell'intervento in consiglio comunale prima della votazione della delibera.


Chiedevo una commissione, che avrebbe potuto essere anche la commissione bilancio attuale, che avesse facoltà di intervenire su SAPRO per quanto riguarda gli indirizzi e non solo nel visionare il già fatto. A parte l'accertamento di chi ha avuto le colpe fra gli amministratori della società, non ci si può tirare indietro sulle colpe politiche. Sono comunque i politici che devono dare gli indirizzi per la gestione del territorio, non possono essere degli imprenditori che decidono quali terreni acquistare e decidere quali terreni potrebbero diventare industriali o commerciali.


Quindi le due proposte che erano allora sul piatto non erano per niente tranquillizzanti pur comprendendo le difficoltà dell'amministrazione di riuscire a fare il miglior atto possibile. Adesso abbiamo sentito dalle parole del Sindaco quello che si propone di fare: se non intervengono fattori nuovi, cioè un'assunzione di responsabilità da parte delle banche che decidano di accollarsi buona parte del debito, mentre i Soci rimarrebbero con l'impegno dei 3,4 milioni di euro già previsti nell'ultima delibera, non si potrà far altro che aprire la procedura fallimentare.


Ribadisco che sarebbe opportuno un coinvolgimento del consiglio comunale in questo frangente proprio per la particolarità del caso. Spero che il Sindaco possa capire il perché di questa richiesta e prenderne atto e partire spediti una volta che sia deciso cosa fare della situazione attuale, compreso il caso della decisione di andare al fallimento.


Proprio anche in questo caso la gestione del territorio dovrà essere ben attenta perché in tutti quei terreni c'erano sì aree già previste come commerciali, ma anche aree soltanto in previsione di diventarlo e quindi la vigilanza del consiglio comunale, quantomeno dei gruppi che vogliono preservare il territorio, deve essere consentita, a mio avviso, e addirittura promossa.

 

Raffaella Pirini

Consigliere Comunale

Lista Civica DestinAzione Forlì

 

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