Forlì, Pirini (DestinAzione): "Irst, cosa c'è da ridere?"

Forlì, Pirini (DestinAzione): "Irst, cosa c'è da ridere?"

FORLI' - Pare ovvio che i titolisti calchino la mano, ma forse un fondo di verità ci sarà dietro titoli e didascalie come "contenti" e "Esultano Pinza e Amadori", se in tutti e tre i quotidiani di Forlì leggiamo la soddisfazione per l'aumento del giro di affari dell'Irsst che aspira a diventare istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (irccs) per ottenere fondi per la ricerca.

 

Ambire a fondi per la ricerca non è un demerito, ma come cittadina sono indignata nel vedere i volti sorridenti e la soddisfazione per la chiusura in attivo di quest'istituto che non è altro che un luogo di dolore dove sono costrette ad andare persone dalla vita comunque segnata.

 

A fronte di qualcuno, non moltissimi per la verità, che può dirsi effettivamente curato e libero dal tumore, ce ne sono moltissimi altri che trovano nelle cure pur eccellenti dell'Irsst solo un temporaneo miglioramento e un prolungarsi della vita, non sempre qualitativamente dignitoso.

 

Leggere che ci sono stati investimenti pari a complessivi (fra immobili e macchinari) 40 milioni e 700 mila euro (verrebbe da chiedersi se questi soldi hanno qualcosa a che vedere con il buco da 60 milioni dell'ausl di Forlì) e che si è passati da una perdita di circa 600 mila euro del 2007, ad una perdita minore nel 2008, fino ad arrivare ad oggi con un avanzo di circa 190 mila euro nel 2009 lascia un minimo perplessi.

 

Lo sconvolgente poi è vedere con quale facilità si accostano questi dati in miglioramento con l'aumento del numero dei pazienti. Ma ci rendiamo conto che equivale a dire che si è contenti perché si fanno utili perché c'è un aumento dei pazienti malati di cancro? Pinza afferma che non devono esserci campanilismi, forse perché l'importante è che i pazienti vengano all'Irsst, poco importa da dove arrivino, ma soprattutto perché arrivino.

 

Comprendiamo che per una struttura simile sia auspicabile quantomeno un pareggio, ma mostrare gioia per un utile pare quanto mai inopportuno, un po' come quel manifesto enorme che tappezzava la città e che faceva pubblicità (e c'è bisogno di fare pubblicità ad una struttura di cura per malati oncologici?) all'Irsst con i volti sorridenti di Amadori e collaboratori.

 

La domanda è molto esplicita: cosa c'è da ridere? State pubblicizzando una struttura in cui si respira dolore, non un centro benessere, dobbiamo ricordarvelo? La vera vittoria contro il cancro sarà riuscire ad evitarlo, creare malati cronici non è una vittoria.

 

I dati riportati poi sulle cause dell'insorgenza dei tumori riportati dal dott. Amadori sono abbastanza fuorvianti sia perché riprendono l'affermazione di due "ricercatori" che indicano essere solo al 2% le cause dei tumori legate all'inquinamento, senza specificare che questi ricercatori erano a libro paga di multinazionali della chimica, e quindi in pieno conflitto di interesse, e sia perché afferma che le cause alimentari rappresentano il 30 % del totale, senza ricordare che il cibo è una delle principali vie di assunzione degli inquinanti, fra cui le diossine degli inceneritori.

 

Più inceneritori ci sono, più aumentano le possibilità di ammalarsi di cancro (come già evidenziato nello studio Enhance Health sull'area di Coriano di Forlì per quanto riguarda il sesso e i tumori sentinella, cioè legati agli inquinanti tipici dell'incenerimento) e non è che aumentino i pazienti che hanno bisogno dell'Irsst e che quindi fanno aumentare gli utili? Ci dispiacerebbe spiegarci così le dichiarazioni del Dott. Amadori a favore degli inceneritori.

 

Raffaella Pirini

Consigliere Comunale

Lista Civica DestinAzione Forlì

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Vede Signora Pirini: lei ha colpito nel giusto perchè molti hanno paura di commentare e questo la dice lunga sulla libertà che vige in questa città.Chi mai sarà colui che tira le fila di tutto ,il grande burattinaio di cui parla anche Pasini dell'UDC in questi giorni.Mah chissà chi lo sa ? Diciamo che potrebbero essere tre: uno a Bologna,uno a Ravenna e uno a Forli.

  • Avatar anonimo di simonemaltoni
    simonemaltoni

    Un po' qualunquista come ragionamento, mi pare. Penso che si possa esprimere soddisfazione per un successo anche se non si e' salvato il mondo. Non capisco poi che nesso ci sia tra la prima parte del suo articolo e l' inceneritore; se vuole parlare di inceneritori ne parli e basta. Complimenti infine per l'apoteosi complottista finale, premio Giulietto Chiesa per lei!

  • Avatar anonimo di il bradipo
    il bradipo

    Brava! mentre il teatrino dei partiti si accapiglia intorno alle nomine Acer e Romagna Acque distogliendo l'attenzione da problemi ben più importanti ben venga chi ha il coraggio, come si suol dire, di mettere i piedi nel piatto.

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Signora Pirini,io non la conosco,ma è mesi che non leggevo una cosa vera e sensata scritta da un politico come quella che lei scrive su queste pagine.Approvo in tutto cio' che lei dice e mi complimento perchè,con coraggio,mi creda veramente col coraggio legato forse ad un po' di incoscienza e al credere in cio' che si fa,lei ha gettato un sasso in uno stagno .Mi auguro che ,con lo stesso coraggio che lei dimostra,i politici di mestiere la seguano su questa specifica strada.A Forli,purtroppo,ci sono cose che devo andare comunque male ed altre che devono andare comunque bene,occorrerebbe anche ricordare che lo screening non ha nulla a che vedere con la prevenzione.Mi complimento anche per l'accenno all'inceneritore e per l'aver sottolineato che non si gode di un aumento degli utili di un irst come per quello di una compagnia telefonica.Grazie

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -