Forlì, polemica sui tagli. La Provincia: "Altre associazioni lavorano con umiltà e meno risorse"

Forlì, polemica sui tagli. La Provincia: "Altre associazioni lavorano con umiltà e meno risorse"

L'assessore provinciale Bellavista

FORLI' - Non ci sta alle ultime proteste delle otto associazioni culturali che venerdì mattina sono tornate ad attaccare la Provincia per i tagli alla cultura. In una sua nota l'ente risponde: "Le associazioni in questione non sono l'unico progetto culturale del territorio, ma una parte di questo, dimenticando quelli che lavorano con umiltà e risorse non comparabili a quelle da loro percepite". Insomma è muro contro muro.

 

Dice la Provincia: "La Provincia ha avuto modo di chiarire ampiamente, nel lunghissimo incontro - che si è tenuto in sala consigliare il 24 febbraio scorso - con le associazioni culturali beneficiarie di risorse pubbliche in materia di spettacolo, tutti gli aspetti di questa vicenda in un rapporto leale e di sereno confronto. In premessa ci corre l'obbligo precisare, in riferimento al titolo dato alla conferenza stampa ("Un territorio senza progetto culturale è un territorio senza futuro"), che la Provincia di Forlì-Cesena ha più di un progetto culturale e che le associazioni in questione non sono l'unico progetto culturale, ma una parte di questo, costituito nel suo insieme da un ricchissimo mosaico di Comuni, associazioni e soggetti che a vario titolo fanno cultura sul territorio, lavorando con umiltà e risorse non comparabili a quelle percepite dai soggetti della Legge regionale 13/99. E' un mondo articolato e composito, dove si trovano le compagnie dialettali, le bande di musica popolare, i soggetti parrocchiali e di volontariato. Si prende atto che, oltre alla conferenza stampa indetta a seguito dei tagli provinciali, si è tenuto un "dibattito sulla valorizzazione dei saperi" in cui la funzione di sensibilizzazione critica e propositiva sulle politiche culturali è stata svolta, per la maggior parte dagli stessi soggetti che hanno animato la polemica nell'ultimo mese e mezzo, vale a dire 8 dei 15 (non avendovi aderito i 3 Comuni e altri 4 titolari di rassegne e Festival) beneficiari della Legge regionale 13/1999".

 

"Nel merito della vicenda l'Amministrazione provinciale torna a spiegare che in un contesto di forte riduzione dei trasferimenti statali e regionali, di generale riduzione della spesa pubblica, a cui si assommano minori entrate da parte dell'Ente, la Provincia di Forlì-Cesena ha dovuto operare scelte dolorose ma necessarie anche per quanto riguarda le provvidenze destinate alla cultura, pur nella consapevolezza del valore sociale e della delicatezza delle attività culturali del territorio. Questo a fronte di una strategia e di un progetto culturale, da attuare nonostante i sacrifici e le ristrettezze".

 

"Infatti, la Provincia è e resta impegnata nella salvaguardia del patrimonio culturale comune, costituito dai "beni fisici" conservati in musei, biblioteche, collezioni e archivi del territorio. Tale funzione deriva direttamente dalla Legge Regionale 18/2000, che attribuisce alle Province un ruolo centrale e propulsore su questa materia. A riguardo la Provincia di Forlì-Cesena ha previsto 241.000 euro di spese d'investimento come nel 2010, e 53.000 di spesa corrente. La Provincia di Forlì-Cesena, inoltre, nel campo degli eventi e degli spettacoli manterrà i suoi sforzi per tre importanti macroprogetti di coordinamento delle iniziative proposte dai Comuni, come prevede la Legge Regionale 37/1994: la rassegna di incontri con gli autori letterari ‘Autorjtinera' e i due progetti che attivano circuiti teatrali ‘Un invito a teatro' per il forlivese e ‘Teatri in residenza' nel cesenate (per un totale di 55.000 euro come nel 2010). Come si vede, quindi, l'Ente non si sottrae affatto alle sue responsabilità in materia di promozione culturale ampia e coordinata".

 

"Le riduzioni di spesa pubblica, invece, hanno inciso su un solo strumento fra i diversi con cui la Provincia attua le politiche culturali, il cofinanziamento della Legge Regionale 13/1999, in materia di spettacolo, per altro con una riduzione che ha mirato a non pregiudicare nessuno dei beneficiari (12 soggetti privati e 3 aggregazioni di Comuni), se si considera che il contributo non viene azzerato per nessuna delle realtà coinvolte, e che - in cifre assolute - le diminuzioni di importi sono compresi tra un minimo di circa 1.500 e di un massimo di circa 10.000 euro per singolo beneficiario, in proporzione all'importo percepito da ciascun soggetto. Non si nega la "dolorosità" degli interventi, ma questi sono gli impatti reali: lo scorso anno le iniziative dei 15 soggetti ammessi ai contributi (si ricorda che per accedervi è necessario rendicontare spese minime per 60.000 euro) hanno movimentato un totale di 1.746.554 euro. Gli sgravi resi possibili dalle risorse messe a disposizione dalla Provincia di Forlì-Cesena e dalla Regione Emilia-Romagna ammontavano a 236.000 euro, vale a dire il 13,5% dei budget complessivi. Con le riduzioni previste dalla Provincia (da 95.000 a 27.000 euro) e le somme stanziate dalla Regione (141.000 euro), lo sgravio si assesta prevedibilmente intorno al 10%, quindi con minori abbattimenti dei costi a favore delle associazioni beneficiarie dell'ordine del 3,5 - 4%: percentuali significative, ma come si vede non tali da compromettere l'esistenza delle rassegne e delle iniziative che vengono attualmente realizzate sul territorio. Per altro non si può dimenticare che i tagli ai trasferimenti imposti spesso indiscriminatamente dal Governo, di cui sono vittima gli enti locali, investano inevitabilmente anche le realtà beneficiarie di provvidenze".

 

E continua la Provincia: "Come spesso accade, poi, si scopre l'importanza di questi benefici quando vengono meno. Alle associazioni che oggi inviano alle loro mailing list, assieme agli appuntamenti delle loro iniziative, la nota che questi vengono ridotti "grazie ai tagli della Provincia" diciamo che avrebbero potuto indicare, per un minimo senso di correttezza, nei molti anni in cui hanno beneficiato di forti sostegni, che le iniziative stesse erano rese possibili anche "grazie al contributo della Provincia" e non doverlo dedurre implicitamente "a contrario" dalle critiche attuali. Non bisogna dimenticare che molte delle realtà ammesse alla contribuzione dalla Legge Regionale 13/1999 godono di questi contributi a importo invariato, o persino aumentato nel tempo, ininterrottamente da 12 anni, un lasso di tempo che avrebbe dovuto permettere di promuovere l'avvio delle iniziative e di dar loro solidità economica al di là degli strumenti pubblici di sostegno".

 

Questi i numeri: " Teatro Valdoca 35.557 euro nel 2011 (406.488 euro dal 2000 al 2010); Masque Teatro 12.989 euro nel 2011 (152.734 dal 2000 al 2010); Area Sismica 10.705 euro nel 2011 (90.000 euro dal 2000 al 2010); Dire Fare 7.705 euro nel 2011 (54.000 euro dal 2006 al 2010, di cui 42.000 di provenienza della Provincia); Citta di Ebla 6.421 euro nel 2011 (26.400 euro dal 2007 al 2010, compresa la L.R. 37/94); Cantiere Internazionale Giovani Artisti - Università 1.421 euro nel 2011 (25.000 solo di provenienza della Provincia); Aidoru 6.421 euro nel 2011 (22.000 euro dal 2008 al 2010 compresa L.R. 37/94); Diagonal Loft Club 6.421 euro nel 2011 (20.000 euro dal 2009 al 2010)".

 

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"Dovendo operare delle scelte, la Provincia di Forlì-Cesena ha così optato per dare priorità alle politiche in cui deve svolgere le sue funzioni delegate, vale a dire il coordinamento provinciale dell'attività culturale dei Comuni e la valorizzazione delle strutture museali e del patrimonio bibliotecario e archivistico. Questa è stata la filosofia, o se vogliamo il progetto principale per il territorio, senza alcuna volontà persecutoria, che ha mosso la stesura del bilancio di previsione 2011 per quanto riguarda la cultura. Infine, rileviamo che la Provincia di Forlì-Cesena non è l' "unica dell'intera regione ad aver intrapreso simili strade" poiché ben 6 su 9 hanno stanziato nel bilancio di previsione 2011, somme di gran lunga inferiori a quelle del 2010".

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