Forlì, polemica sull'Asaps. Il concessionario di moto: "Confermo, cerca visibilità"

Forlì, polemica sull'Asaps. Il concessionario di moto: "Confermo, cerca visibilità"

FORLI' - Sono Alberto Minelli, il concessionario di motocicli in querelle con Giordano Biserni dell'Asaps. E' quasi ovvio sottolineare che tengo alla vita ed alla piena salute di ogni persona, motociclista o no che sia. E che sono in prima linea per la tutela della sicurezza sulla strada, visto che sono, fra l'altro, istruttore Ancma per la formazione dei ragazzi che prendono il patentino e della strada sono utente.


E desidero che sulla strada tutti possano essere sicuri, anziani, adulti e bambini. Il terreno citato, quindi, non è per me "infido" come dice Biserni, né critico chi si impegna per la sicurezza. Il fatto che l'Asaps abbia o cerchi visibilità è evidente. E forse da questa presenza sul "mercato" dell'informazione trae linfa vitale. Ma non è questo il nocciolo della situazione. Né me la prendo con l'Asaps e con i dati su cui dobbiamo tutti riflettere. Ma il modo e, soprattutto, le soluzioni proposte non hanno una gran logica.


Ecco i dati che, secondo Biserni, non avrei scalfito. Dal 2000 al 2008 il parco circolante delle moto è aumentato del 74%, a fronte di un aumento delle vittime del 40%. E questo è un dato che fa capire che c'è un miglioramento nella sicurezza dei veicoli e dell'abbigliamento protettivo, oltre al fatto che l'introduzione della patente a punti ha dato un considerevole aiuto. Ancora: il 56% degli incidenti avviene a velocità inferiori ai 50 km/h, quindi nell'ambito urbano, o a velocità adeguate alle condizioni della strada e del traffico.


E che il differenziale di velocità (ovvero le maggiori prestazioni delle moto) hanno un'incidenza del 7% nella casistica degli incidenti. Quindi la velocità delle moto non è la causa scatenante degli incidenti. Il mercato delle Supersportive, le famose moto da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi e da 300 km/h, rappresenta, sui veicoli venduti da me in media all'anno, neanche il 5%. Questo per motivi di costo d'acquisto e di gestione, di fruibilità limitata e di scarsa sfruttabilità. Quindi, come si può ben capire, dico queste cose non per scansare l'argomento né per difendere la vendita di pochi pezzi ma per onor del vero, anche perché una moto, fino a prova contraria, non decide certo di sua volontà a che velocità andare: c'è sempre una volontà umana a stabilirlo.


L'Asaps può facilmente verificare quanto detto, analizzando la tipologia dei veicoli che hanno causato i 35 morti nella provincia di Forlì. Ed il fatto che la strada non debba essere un'estensione a basso costo delle piste l'ho scritto in maniera ben evidente. I bambini tenuti in casa nel week end o gli automobilisti che non vanno in gita per paura di scontri micidiali appartengono ad una facile demagogia. Se il Sig. Biserni si recasse in un qualsiasi paese di collina e si fermasse ad osservare il passaggio delle moto, vedrebbe che la quasi totalità dei motociclisti attraversa i paesi a velocità codice. Questo per la sicurezza propria ed altrui.


Il fatto che, a causa dell'innalzamento dell'età media legata al miglioramento delle condizioni di vita, ci siano diversi guidatori anziani deve spingere tutti ad essere sicuramente più prudenti, ma anche a indurre ad alcune riflessioni. Così come è concepito ora, il rinnovo ed il rilascio della patente sono troppo semplici. Troppi ottuagenari che fanno fatica a leggere il giornale hanno la possibilità di guidare. Ed i ragazzi che conseguono la patente facendo manovra in retromarcia vicino ad un cassonetto la mattina al pomeriggio sono liberi di caricare gli amici e viaggiare in autostrada senza neanche averci fatto una sola sessione di guida pratica. Ma ci infileremmo in un discorso ben più grande.


Più concreto il discorso sullo stato delle strade, ed in questo concordo pienamente con Giordano Biserni. Sempre più spesso lo stato delle strade è addirittura la causa dell'incidente, ed i guard rail o i cartelli messi dove non dovrebbero essere danno il colpo di grazia a chi ha la sventura di cadere.

Nella lettera inviata, ho invitato l'Asaps a promuovere una campagna di sensibilizzazione volta a stimolare il rispetto reciproco fra automobilisti e motociclisti. Per far sì che le cronache non debbano parlare più di 14293 morti e 860520 feriti e di famiglie distrutte dal dolore, né di cori di moto accelerate.


In ultimo, con queste mie considerazioni non vado a cercare pubblicità gratuita, applausi o cori di moto. Né cerco di cavarmela (da cosa?!?). Le strategie commerciali della mia concessionaria non dipendono da quanto penso in ambito di sicurezza. Ma queste mie riflessioni sono mirate a trovare nuovi spunti per migliorare la situazione attuale, unica cosa di cui mi faccio una ragione. Ed perseguo lo stesso identico scopo dell'Asaps. La sola differenza è che cerco soluzioni pratiche e non sensazionalismi. E, per mia personale educazione, non rivolgo all'Asaps ed al Suo Presidente Biserni, giudizi di penosità o umorismo. Ma solo di banalità.

 

Alberto Minelli

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di alessandro spada
    alessandro spada

    Esprimo la mia più sentita vicinanza nei confronti del dott. Minelli, il quale con rara lucidità ha formulato un'ottima analisi sull'argomento. Con grande correttezza, senso civico e profondo rispetto delle opinioni altrui ha espresso concetti totalmente condivisibili e che mi trovano assolutamente d'accordo in ogni punto. Alessandro Spada cons. com. Pdl Forlì

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