Forlì, presi prima di assaltare il bancomat con l'acetilene. Tre arresti

Forlì, presi prima di assaltare il bancomat con l'acetilene. Tre arresti

Forlì, presi prima di assaltare il bancomat con l'acetilene. Tre arresti

FORLI' - Fermati poco prima di assaltare uno sportello bancomat con l'acetilene. Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, coordinati dal dirigente Claudio Cagnini, hanno arrestato in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Luisa Del Bianco su richiesta del pm Fabio Di Vizio tre personaggi noti alle forze dell'ordine. Si tratta di Maurizio Dell'Unto, 50 anni, del fratello Marco, 35, laziali, e di Claudio Di Costanzo, 47 anni.

 

Le indagini della Squadra Mobile sono iniziate in seguito a cinque assalti commessi tra l'aprile e il giugno del 2009 negli sportelli bancomat o casse continue delle province limitrofe. Durante un servizio di controllo notturno una pattuglia ha intercettato tra la zona industriale di Forlì e Forlimpopoli un'auto con targa laziale - risultata intestata ad un individuo già noto alle forze dell'ordine, con tre uomini a bordo - vista più volte fermarsi davanti ad alcuni bancomat.

 

Uno dei tre si avvicinava agli sportelli automatici, senza però fare prelievi. Gli individui, intuendo di esser stati scoperti, hanno tentato la fuga, cercando di far perdere le loro tracce imboccando l'autostrada A14 in direzione sud. Una Volante del Commissariato di Polizia di Cesena li ha intercettati al casello di Cesena Nord. Prima che gli agenti si avvicinassero all'auto uno dei tre è riuscito a dileguarsi nei campi, mentre gli altri due sono stati bloccati.

 

Si tratta di Di Costanzo e del maggiore dei fratelli Dell'Unto, Maurizio. L'immediata perquisizione dell'auto ha permesso di trovare e sequestrare flessibili, un martello pneumatico e due bombole all'acetilene-ossigeno con collegamento a "cannello". I due sono stati così denunciati a piede libero con l'accusa di possesso di chiavi alterate o grimaldelli. La perizia scientifica disposta dal pm Di Vizio sulla bombola ha aggravato ulteriormente la loro posizione.

 

L'innesco a cannello può esser infatti assimilato, dal punto di vista giuridico, a "ordigni micidiali con effetto esplosivo". Per questo motivo è scattata anche l'accusa di detenzione di armi da guerra. La loro posizione si è ulteriormente aggravata poiché attraverso il controllo di tabulati e celle di cellulari è emerso che il fuggitivo era il fratello di Maurizio Dell'Unto, Marco, all'epoca dei fatti latitante per aver evaso dagli arresti domiciliari.

 

Per Maurizio Dell'Unto e Di Costanzo si sono così aggiunte anche le accuse di favoreggiamento personale, procurata inosservanza di pena e procurata inosservanza di misure di sicurezza detentive. La fuga di Marco Dell'Unto, è terminata qualche settimana dopo. Ricostruiti i fatti, gli investigatori l'hanno arrestato nell'abitazione del fratello, nella zona di Aprilia. Successivamente il gip ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per gli altri due.

 

Maurizio Dell'Unto e Di Costanzo avevano alle spalle precedenti per tentato omicidio, furto, rapina, sequestro di persona, detenzione di materie esplodenti, traffico di stupefacenti ed altro ancora. Tuttavia se Di Costanzo veniva accompagnato in carcere il 13 luglio scorso, Maurizio Dell'Unto aveva fatto perdere notizie di se. Negli ultimi mesi si era rifugiato in Romania dalla fidanzata. Pronto per lui c'era un mandato di cattura europeo. La fuga si è conclusa nei primi giorni di gennaio.

 

Fondamentale per la cattura è stata l'informazione raccolta dagli inquirenti di un probabile rientro in Italia del 35enne in occasione delle festività natalizie. La fidanzata romena era stata registrata in ingresso in Italia attraverso il valico autostradale di Gorizia in concomitanza del capodanno 2010. La Mobile hanno appurato come gli assalti agli sportelli bancomat o casse continue siano calati da quando il terzetto è stato garantito alla giustizia. Tuttavia è difficile stabile se dietro i colpi commessi nel 2009 ci siano le loro mani.

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