Forlì, processo 'ex Eridania'. I tecnici contro l'ex sindaco Rusticali

Forlì, processo 'ex Eridania'. I tecnici contro l'ex sindaco Rusticali

FORLI’ – In un clima di grande grande attesa e tensione ha preso avvio uno dei processi più importanti nella storia forlivese, che vede tra gli imputati nomi illustri, primo tra tutti quello dell'ex sindaco di Forlì, Franco Rusticali (difeso da Alessandra Fontana e Filippo Sgubbi, accusato di abuso d'ufficio, falso ideologico nonchè di contravvenzioni ambientali). Assieme al cardiologo che ha governato Forlì dal 1995 al 2004 sono imputati Vladimiro Panzavolta, presidente della società ‘Ex Zuccherificio’ che gestisce l'area (difeso da Giordano Anconelli), Pier Palol Neri, commercialista della società (difeso da Marco Martines), Luigi Monti, vice segretario generale del Comune (difeso da Giacomo Nanni), Romolo Venturelli, uno dei soci nella società (difeso da Pier Ugo Maltoni), Roberto e Giancarlo Foschi, titolari della società P 2000 che ha materialmente eseguito i lavori di abbattimento degli edificio dell'area (entrambi difesi da Andrea Assogna).

La prima udienza del processo davanti al Tribunale Collegiale di Forlì (Orazio Pescatore, Elisa Mariani, Mirko Margiocco) ha visto come protagonisti i testi della Pubblica Accusa (condotta dal pm Alessandro Mancini): si tratta di esponenti di associazioni ambientaliste (Edgardo Forlai e Renato Ascari Raccagni di ‘Italia Nostra’), i responsabili della Sovritendenza dei Beni architettonici di Ravenna nonchè i potenziali acquirenti dell'ex polo industriale, vero e proprio baluardo dell'industria forlivese del secolo scorso. Sentiti come testi anche i tecnici comunali Ermes Sbaragli e Massimo Valdinoci, che hanno manifestato la loro contrarietà a quell’ordinanza definendola fuori luogo e inopportuna.


Ben otto ore di udienza hanno tenuto i giudici inchiodati alle loro sedie, ad ascoltare il perchè di quell'oridnanza, così generica. Una "trappola" come l’ha definita l'architetto Alberto Bacchi, ex consulente globale dei vertici della società "Ex zuccherificio", a sua volta sentito con le garanzie difensive in quanto imputato in un procedimento connesso non ancora chiuso.

Si lavora dunque per far chiarezza su quell'ordinanza emessa dal sindaco Rusticali nell’agosto del 2002 per la "messa in sicurezza dell'area", dove in realtà nessun edificio risultava essere pericolante secondo i pareri dei tecnici; ma secondo la difesa, i 16 ettari dell’ex zuccherificio non erano ancora sottosposti ad un vincolo, poiché la Sovrintendenza aveva solamente avviato una procedura che avrebbe poi portato alla inviolabilità di alcuni edifici siti nella stessa.

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E adesso si attende la prossima udienza dibattimentale, fissata per mercoledì 6 dicembre quando, la parola passerà ai diretti interessati, gli imputati, che saranno esaminati sulle circostanze che accompagnarono la dismissione e la successiva cessione dell'area considerata, un vero e proprio gioiello d'architettura industriale ma soprattutto uno straordinario terreno per realizzare nuovi business.

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